La popolazione romanì è oggi presente in tutti i continenti e rappresenta, in Europa, la minoranza numericamente più cospicua. Sebbene i primi arrivi in Occidente sembrino attestarsi già nell’Alto Medioevo, alterizzazione e razzializzazione dei romanì continuano tutt’oggi a svolgere un ruolo essenziale nella costruzione della bianchezza e della coesione interna. Pur avendo le politiche nazionali ed europee dell’Era Democratica progressivamente attenuato i dispositivi di esclusione esplicita, persistono forme implicite di stigmatizzazione delle pratiche e dei membri della comunità romanì. Dopo una ricognizione storica e politica della presenza romanì in Europa e in Italia, la ricerca si è sviluppata attraverso un lavoro etnografico condotto all’interno del “campo” di via di Salone a Roma, finalizzato ad analizzare le organizzazioni sociale e spaziale nei campi rom istituzionali, nonché la costruzione delle singole identità sociali, anche in relazione con la società maggioritaria. I risultati evidenziano cambiamenti significativi conseguenti ai processi di formalizzazione e istituzionalizzazione del campo da parte dell’Amministrazione romana: l’affievolirsi della coscienza urbana e della centralità della festa; la limitata possibilità di intervenire sulla configurazione materiale dello spazio e sulla gestione del tempo; il progressivo indebolimento delle forme di sostegno comunitario. Si osserva così una trasformazione della natura del campo, da luogo di comunità a spazio di segregazione, in linea con il concetto teorico di neo-ghetto. I risultati mostrano gli abitanti come oggetto di stigmatizzazione ma anche come agenti attivi di adattamento e resistenza, con diversi gradi di inserimento all’interno della società maggioritaria. Infine, nel contesto delle politiche orientate al superamento del sistema dei campi, i risultati evidenziano la necessità di individuare soluzioni abitative coerenti con esigenze ed esperienze delle comunità romanès. Lo studio contribuisce al dibattito sulle culture organizzative e sullo sviluppo delle identità sociali in contesti di vita che divergono dal modello neoliberale egemonico, in particolare nel contesto dei campi istituzionali e informali per romanì.
Il campo di Salone a Roma Da luogo di comunità a spazio di segregazione
MARTINI, NICOLE
2024/2025
Abstract
La popolazione romanì è oggi presente in tutti i continenti e rappresenta, in Europa, la minoranza numericamente più cospicua. Sebbene i primi arrivi in Occidente sembrino attestarsi già nell’Alto Medioevo, alterizzazione e razzializzazione dei romanì continuano tutt’oggi a svolgere un ruolo essenziale nella costruzione della bianchezza e della coesione interna. Pur avendo le politiche nazionali ed europee dell’Era Democratica progressivamente attenuato i dispositivi di esclusione esplicita, persistono forme implicite di stigmatizzazione delle pratiche e dei membri della comunità romanì. Dopo una ricognizione storica e politica della presenza romanì in Europa e in Italia, la ricerca si è sviluppata attraverso un lavoro etnografico condotto all’interno del “campo” di via di Salone a Roma, finalizzato ad analizzare le organizzazioni sociale e spaziale nei campi rom istituzionali, nonché la costruzione delle singole identità sociali, anche in relazione con la società maggioritaria. I risultati evidenziano cambiamenti significativi conseguenti ai processi di formalizzazione e istituzionalizzazione del campo da parte dell’Amministrazione romana: l’affievolirsi della coscienza urbana e della centralità della festa; la limitata possibilità di intervenire sulla configurazione materiale dello spazio e sulla gestione del tempo; il progressivo indebolimento delle forme di sostegno comunitario. Si osserva così una trasformazione della natura del campo, da luogo di comunità a spazio di segregazione, in linea con il concetto teorico di neo-ghetto. I risultati mostrano gli abitanti come oggetto di stigmatizzazione ma anche come agenti attivi di adattamento e resistenza, con diversi gradi di inserimento all’interno della società maggioritaria. Infine, nel contesto delle politiche orientate al superamento del sistema dei campi, i risultati evidenziano la necessità di individuare soluzioni abitative coerenti con esigenze ed esperienze delle comunità romanès. Lo studio contribuisce al dibattito sulle culture organizzative e sullo sviluppo delle identità sociali in contesti di vita che divergono dal modello neoliberale egemonico, in particolare nel contesto dei campi istituzionali e informali per romanì.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Martini_Nicole.pdf
accesso aperto
Dimensione
2.85 MB
Formato
Adobe PDF
|
2.85 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/100657