Hilma af Klint è una pittrice svedese nata nel 1862 a Stoccolma, approdata all’arte astratta, o per meglio dire non oggettiva, diversi anni prima dei suoi illustri colleghi, come Kandinsky o Mondrian. Nonostante ciò, in Italia è pressoché sconosciuta e all’estero è stata presentata al grande pubblico solo nel 2018 con una speciale mostra retrospettiva presso il Solomon R. Guggenheim Museum di New York, poi replicata nel 2024 nell’omonimo museo di Bilbao e nello stesso anno affiancata a Kandinsky nella mostra a loro dedicata al Kunstsammlung Nordrhein Westfalen di Düsseldorf. Non si tratta di uno di quei casi in cui un artista caduto nell’oblio della storia dell’arte viene riscoperto ma di un vero debutto artistico. Infatti, al contrario di molti altri artisti a lei contemporanei, che hanno cercato di promuovere la loro nuova arte, Hilma af Klint si è tenuta volutamente lontana dal mondo delle mostre e del mercato dell’arte internazionale, auspicando un luogo più idoneo per esporre le sue opere, progettando infatti anche un tempio che le potesse contenere. Quindi l’argomento portante di questa tesi è cercare di capire in modo più approfondito chi fosse Hilma af Klint e a cosa ambisse con i suoi straordinari dipinti astratti e profondamente spirituali. Attraverso la consultazione dei cataloghi delle sue mostre, la visita della mostra al museo Guggenheim di Bilbao, le note biografiche, i saggi e gli articoli a lei dedicati, e il confronto critico con l’ambito storico della nascita dell’arte astratta a cavallo tra fine ottocento e inizio novecento, si è cercato di inserirla in una narrazione artistica obiettiva. Hilma af Klint è senz’altro una donna colta e illuminata tanto che attinge a piene mani dallo “zeitgeist” del suo periodo storico, epoca di grandi scoperte scientifiche, movimenti culturali, civili e spirituali. Nasce in una famiglia nobile, con avi tutti impegnati nella Marina Svedese. E´ fra le prime donne a diplomarsi alla Reale Accademia di Belle Arti di Stoccolma nel 1882. Oltre ad essere molto apprezzata come pittrice tradizionale è femminista, medium, teosofa, antroposofa, discepola di Rudolf Steiner e per tutta la vita sarà circondata dalle sue amiche del circolo medianico. Dal 1906, dopo che i suoi spiriti guida le danno “il grande incarico” di tradurre i loro messaggi su tela per tutti gli esseri umani, vive una doppia vita: artista tradizionale in pubblico e artista spirituale in privato. Per la sua nuova arte crea un linguaggio fatto di parole inventate, simboli e colori che, dialogando fra loro, producono effetti vibranti e profondamente visionari. Nonostante ripetuti tentativi, cercando aiuto anche da parte del suo mentore Rudolf Steiner, non trova una giusta collocazione per il suo lavoro esoterico ed arriva alla conclusione che il suo messaggio non fosse adatto al “suo” tempo storico. Decide così di archiviare in modo sistematico il suo lavoro per il pubblico del futuro. Attraverso il suo testamento impone di non aprire le casse con i suoi dipinti per vent’anni dopo la sua morte, avvenuta nel 1944. Assieme alle sue opere, ben 1300 dipinti, ci sono i suoi dettagliatissimi 124 quaderni, contenenti più di 26.000 manoscritti e dattiloscritti riguardanti la sua vita e le sue visioni. Nel 1972 le casse vengono aperte e viene creata la fondazione a Lei intitolata. Cosi nasce nuovamente Hilma af Klint e dopo vari tentativi di far conoscere le sue opere si arriva alla grande svolta del 2018.

Hilma af Klint: Colori e forme dell'astrattismo visionario

TASCA, FLAVIA
2024/2025

Abstract

Hilma af Klint è una pittrice svedese nata nel 1862 a Stoccolma, approdata all’arte astratta, o per meglio dire non oggettiva, diversi anni prima dei suoi illustri colleghi, come Kandinsky o Mondrian. Nonostante ciò, in Italia è pressoché sconosciuta e all’estero è stata presentata al grande pubblico solo nel 2018 con una speciale mostra retrospettiva presso il Solomon R. Guggenheim Museum di New York, poi replicata nel 2024 nell’omonimo museo di Bilbao e nello stesso anno affiancata a Kandinsky nella mostra a loro dedicata al Kunstsammlung Nordrhein Westfalen di Düsseldorf. Non si tratta di uno di quei casi in cui un artista caduto nell’oblio della storia dell’arte viene riscoperto ma di un vero debutto artistico. Infatti, al contrario di molti altri artisti a lei contemporanei, che hanno cercato di promuovere la loro nuova arte, Hilma af Klint si è tenuta volutamente lontana dal mondo delle mostre e del mercato dell’arte internazionale, auspicando un luogo più idoneo per esporre le sue opere, progettando infatti anche un tempio che le potesse contenere. Quindi l’argomento portante di questa tesi è cercare di capire in modo più approfondito chi fosse Hilma af Klint e a cosa ambisse con i suoi straordinari dipinti astratti e profondamente spirituali. Attraverso la consultazione dei cataloghi delle sue mostre, la visita della mostra al museo Guggenheim di Bilbao, le note biografiche, i saggi e gli articoli a lei dedicati, e il confronto critico con l’ambito storico della nascita dell’arte astratta a cavallo tra fine ottocento e inizio novecento, si è cercato di inserirla in una narrazione artistica obiettiva. Hilma af Klint è senz’altro una donna colta e illuminata tanto che attinge a piene mani dallo “zeitgeist” del suo periodo storico, epoca di grandi scoperte scientifiche, movimenti culturali, civili e spirituali. Nasce in una famiglia nobile, con avi tutti impegnati nella Marina Svedese. E´ fra le prime donne a diplomarsi alla Reale Accademia di Belle Arti di Stoccolma nel 1882. Oltre ad essere molto apprezzata come pittrice tradizionale è femminista, medium, teosofa, antroposofa, discepola di Rudolf Steiner e per tutta la vita sarà circondata dalle sue amiche del circolo medianico. Dal 1906, dopo che i suoi spiriti guida le danno “il grande incarico” di tradurre i loro messaggi su tela per tutti gli esseri umani, vive una doppia vita: artista tradizionale in pubblico e artista spirituale in privato. Per la sua nuova arte crea un linguaggio fatto di parole inventate, simboli e colori che, dialogando fra loro, producono effetti vibranti e profondamente visionari. Nonostante ripetuti tentativi, cercando aiuto anche da parte del suo mentore Rudolf Steiner, non trova una giusta collocazione per il suo lavoro esoterico ed arriva alla conclusione che il suo messaggio non fosse adatto al “suo” tempo storico. Decide così di archiviare in modo sistematico il suo lavoro per il pubblico del futuro. Attraverso il suo testamento impone di non aprire le casse con i suoi dipinti per vent’anni dopo la sua morte, avvenuta nel 1944. Assieme alle sue opere, ben 1300 dipinti, ci sono i suoi dettagliatissimi 124 quaderni, contenenti più di 26.000 manoscritti e dattiloscritti riguardanti la sua vita e le sue visioni. Nel 1972 le casse vengono aperte e viene creata la fondazione a Lei intitolata. Cosi nasce nuovamente Hilma af Klint e dopo vari tentativi di far conoscere le sue opere si arriva alla grande svolta del 2018.
2024
Hilma af Klint: Colors and shapes of visionary abstraction
astrattismo
teosofia
emancipazione
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/100754