Il numero di rifugiati e richiedenti asilo a livello globale è in costante aumento negli ultimi anni a causa di guerre, genocidi e persecuzioni politiche che favoriscono crescenti flussi migratori. Una parte di questi migranti è costituita da bambini, per i quali le esperienze traumatiche vissute nei periodi pre-, peri- e post-migratorio, secondo il criterio del triple trauma paradigm, sono associate con la comparsa di compromissioni cognitive, difficoltà nella gestione dello stress e delle emozioni e alterazioni neurologiche che ledono lo sviluppo cognitivo, linguistico e delle abilità sociocomunicative. La tesi prende in considerazione un campione eterogeneo di bambini aventi statuto di immigrati o rifugiati. Riguardo a costoro, viene elaborato un protocollo sperimentale, basato sulla misura di variabili psicologiche legate al funzionamento emotivo e linguistico, che esamina il rapporto tra sviluppo psicoemotivo, capacità cognitive, teoria della mente e competenze lessicali, sintattiche e pragmatiche con lo scopo di osservare relazioni tra stressors, problemi internalizzanti ed esternalizzanti e le abilità di produzione e comprensione linguistica. L’obiettivo di questo lavoro è esplorare come il migration stress in questa popolazione, e in particolare stressors concernenti l’acculturazione nel nuovo Paese, le difficoltà socioeconomiche e l’isolamento sociale inducano particolari sfide nell’acquisizione della lingua del Paese ospitante, considerando che l’esposizione elevata a stressors in infanzia può comportare alterazioni del neurosviluppo, impairments cognitivi e casi di disregolazione emotiva tali da compromettere il corretto progresso nelle funzioni esecutive e nella teoria della mente. Questi ultimi sono infatti necessari per l’acquisizione del linguaggio in aree che si sviluppano tipicamente negli ultimi anni del ciclo della scuola primaria quali la sintassi, la pragmatica e la comprensione del testo, in concomitanza con un incremento delle abilità sociocomunicative.
Le voci abbandonate: migration-related stress, difficoltà psicosociali e acquisizione della seconda lingua nei bambini con background migratorio
ADAM, NAYI
2024/2025
Abstract
Il numero di rifugiati e richiedenti asilo a livello globale è in costante aumento negli ultimi anni a causa di guerre, genocidi e persecuzioni politiche che favoriscono crescenti flussi migratori. Una parte di questi migranti è costituita da bambini, per i quali le esperienze traumatiche vissute nei periodi pre-, peri- e post-migratorio, secondo il criterio del triple trauma paradigm, sono associate con la comparsa di compromissioni cognitive, difficoltà nella gestione dello stress e delle emozioni e alterazioni neurologiche che ledono lo sviluppo cognitivo, linguistico e delle abilità sociocomunicative. La tesi prende in considerazione un campione eterogeneo di bambini aventi statuto di immigrati o rifugiati. Riguardo a costoro, viene elaborato un protocollo sperimentale, basato sulla misura di variabili psicologiche legate al funzionamento emotivo e linguistico, che esamina il rapporto tra sviluppo psicoemotivo, capacità cognitive, teoria della mente e competenze lessicali, sintattiche e pragmatiche con lo scopo di osservare relazioni tra stressors, problemi internalizzanti ed esternalizzanti e le abilità di produzione e comprensione linguistica. L’obiettivo di questo lavoro è esplorare come il migration stress in questa popolazione, e in particolare stressors concernenti l’acculturazione nel nuovo Paese, le difficoltà socioeconomiche e l’isolamento sociale inducano particolari sfide nell’acquisizione della lingua del Paese ospitante, considerando che l’esposizione elevata a stressors in infanzia può comportare alterazioni del neurosviluppo, impairments cognitivi e casi di disregolazione emotiva tali da compromettere il corretto progresso nelle funzioni esecutive e nella teoria della mente. Questi ultimi sono infatti necessari per l’acquisizione del linguaggio in aree che si sviluppano tipicamente negli ultimi anni del ciclo della scuola primaria quali la sintassi, la pragmatica e la comprensione del testo, in concomitanza con un incremento delle abilità sociocomunicative.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/100764