Il rifiuto di inviti è un atto linguistico centrale nella comunicazione quotidiana, ma anche un'azione sociale complessa e delicata, che coinvolge molte variabili legate ai contesti culturali e alle regole di cortesia proprie di chi compie l'atto. L'invito, da un lato, è pensato come un'azione gratuita, motivata dal desiderio del parlante di trascorrere del tempo insieme all'interlocutore e non da un obbligo sociale. Dall'altro, il rifiuto è un atto intrinsecamente minaccioso, perché contraddice le aspettative di chi invita e rischia di compromettere l'equilibrio relazionale tra gli interlocutori o di danneggiare la faccia di uno o di entrambi durante l'interazione. Nella letteratura pragmatica sul rifiuto di inviti, l'italiano risulta ancora poco indagato. L'obiettivo principale di questa tesi è, dunque, duplice: analizzare le strategie pragmalinguistiche che i parlanti madrelingua di italiano adottano quando devono declinare un invito, e contribuire a colmare una lacuna scientifica. Il corpus di dati è costituito da messaggi telefonici, elicitati tramite un questionario somministrato a 42 partecipanti, sia maschi sia femmine, di età compresa tra i 18 e i 35 anni (giovani adulti). L'analisi è stata condotta sulla base di una tassonomia delle strategie di rifiuto elaborata combinando gli schemi di classificazione proposti da Beebe et al. (1990) e da Cortés Velásquez e Nuzzo (2017). Dai dati è emerso che spiegazione, gratitudine e riparazione, tra le mosse di sostegno, sono le strategie più frequenti e condivise dai partecipanti, al punto da poter essere considerate componenti sistematiche del rifiuto di inviti in italiano, insieme alla presenza di un atto testa.

"Mi dispiace davvero, sono via venerdì": strategie pragmalinguistiche dei rifiuti di inviti in messaggi telefonici tra giovani adulti italiani.

BEVACQUA, LARA
2024/2025

Abstract

Il rifiuto di inviti è un atto linguistico centrale nella comunicazione quotidiana, ma anche un'azione sociale complessa e delicata, che coinvolge molte variabili legate ai contesti culturali e alle regole di cortesia proprie di chi compie l'atto. L'invito, da un lato, è pensato come un'azione gratuita, motivata dal desiderio del parlante di trascorrere del tempo insieme all'interlocutore e non da un obbligo sociale. Dall'altro, il rifiuto è un atto intrinsecamente minaccioso, perché contraddice le aspettative di chi invita e rischia di compromettere l'equilibrio relazionale tra gli interlocutori o di danneggiare la faccia di uno o di entrambi durante l'interazione. Nella letteratura pragmatica sul rifiuto di inviti, l'italiano risulta ancora poco indagato. L'obiettivo principale di questa tesi è, dunque, duplice: analizzare le strategie pragmalinguistiche che i parlanti madrelingua di italiano adottano quando devono declinare un invito, e contribuire a colmare una lacuna scientifica. Il corpus di dati è costituito da messaggi telefonici, elicitati tramite un questionario somministrato a 42 partecipanti, sia maschi sia femmine, di età compresa tra i 18 e i 35 anni (giovani adulti). L'analisi è stata condotta sulla base di una tassonomia delle strategie di rifiuto elaborata combinando gli schemi di classificazione proposti da Beebe et al. (1990) e da Cortés Velásquez e Nuzzo (2017). Dai dati è emerso che spiegazione, gratitudine e riparazione, tra le mosse di sostegno, sono le strategie più frequenti e condivise dai partecipanti, al punto da poter essere considerate componenti sistematiche del rifiuto di inviti in italiano, insieme alla presenza di un atto testa.
2024
"I’m really sorry, I’ll be away on Friday": pragmalinguistic strategies of invitation refusals in mobile phone messaging among Italian young adults.
Rifiuti
Inviti
Pragmalinguistica
Italiano
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/100774