Questa tesi si propone di esaminare in profondità la struttura del pensiero di William Blake, esplorandone l’interconnessione tra biografia, contesto storico e la sua complessa mitologia. L’obiettivo è dimostrare come Blake abbia creato un sistema coerente, radicale e armonico, concepito come un atto di resistenza spirituale e artistica contro le oppressioni delle ingiustizie sociali della sua epoca. Il primo capitolo contestualizza la figura di Blake come profeta e ribelle, un visionario indissolubilmente legato alle turbolenze del suo tempo. Viene evidenziata l’influenza delle grandi rivoluzioni, quella Americana e quella Francese, interpretate come riflessi esteriori di un conflitto cosmico tra la libertà dell’Energia e la tirannia della Legge. Una particolare attenzione è rivolta alla sua critica alla religione istituzionale, che egli identificava come manifestazione del dio oppressore Urizen. Blake accusava Chiesa e Stato di aver edificato una prigione mentale e fisica per soffocare l’Immaginazione, da lui considerata il nucleo stesso dell’esistenza umana, a favore di una cieca sottomissione dogmatica e di una visione meccanica dell’universo. Il secondo capitolo approfondisce le fondamenta filosofiche del sistema mitologico di Blake, a partire dalla teoria degli opposti. Blake distingue tra i Contrari, forze opposte come Amore e Odio, Ragione ed Energia, la cui tensione dinamica è la chiave del progresso ("Senza Contrari non c’è progressione”) e la Negazione, vista come il vero male, una forza statica che distrugge l’energia vitale attraverso il moralismo repressivo. La trattazione include un’analisi delle influenze bibliche, reinterpretate da Blake in chiave profetica: egli identifica nel Dio dell’Antico Testamento il demiurgo gnostico Urizen, principio repressivo della Repulsione e divoratore di libertà. Al tiranno oppone Cristo, figura rivoluzionaria che spezza le leggi di Urizen incarnando l’Attrazione e il Prolifico. L’indagine si amplia con l’influsso di tradizioni mistiche ed esoteriche, come lo gnosticismo, che forniscono le basi per la sua narratologia della caduta. Il terzo capitolo presenta il cuore della mitologia di Blake: il dramma cosmico di Albion, l’Uomo Primordiale e metafora collettiva dell’umanità. Albion rappresentava inizialmente un’unità spirituale composta da quattro facoltà, gli Zoas, simbolo di equilibrio: Urizen (Ragione, la Testa), Luvah (Passione, il Cuore), Tharmas (Istinto, il Corpo) e Urthona (Immaginazione, l’Artista). La caduta di Albion provoca la disgregazione di queste forze in conflitto reciproco, generando il mondo decaduto. Viene analizzato il ruolo cruciale di Los ed Enitharmon come le due facce di un’unica entità: Los, artista-profeta che incarna l’Immaginazione attiva, e la sua emanazione Enitharmon lavorano per forgiare nuove forme che preservino la speranza della visione immaginativa nonostante l’oppressione esercitata da Urizen. In questa prospettiva, l’arte diventa l’unica forza capace di redimere il tempo. L’ultimo capitolo affronta la risoluzione del dramma mitologico e l’ideale utopico espresso dal poeta, culminante in opere come Milton e Jerusalem. L’atto finale di creazione-distruzione mira all’unificazione degli opposti, liberando le energie imprigionate dal mondo caduto. Questo conduce alla redenzione definitiva con la “Fourfold Vision”, uno stato di percezione superiore in cui l’essere umano supera le limitazioni sensoriali per cogliere l’Infinito nel finito. La tesi si conclude con lo studio di Jerusalem come simbolo dello stato definitivo di unione divina, il culmine dell'apocalisse spirituale e la realizzazione di una società liberata. In questo scenario ideale, l'Immaginazione e l'Amore prevalgono sulla legge tirannica e sui dogmi repressivi, ristabilendo l'armonia originaria di Albion.

"From Destruction to Creation: Conflict and Rebirth in William Blake’s Mythology"

D'ANGELO, ELISA
2024/2025

Abstract

Questa tesi si propone di esaminare in profondità la struttura del pensiero di William Blake, esplorandone l’interconnessione tra biografia, contesto storico e la sua complessa mitologia. L’obiettivo è dimostrare come Blake abbia creato un sistema coerente, radicale e armonico, concepito come un atto di resistenza spirituale e artistica contro le oppressioni delle ingiustizie sociali della sua epoca. Il primo capitolo contestualizza la figura di Blake come profeta e ribelle, un visionario indissolubilmente legato alle turbolenze del suo tempo. Viene evidenziata l’influenza delle grandi rivoluzioni, quella Americana e quella Francese, interpretate come riflessi esteriori di un conflitto cosmico tra la libertà dell’Energia e la tirannia della Legge. Una particolare attenzione è rivolta alla sua critica alla religione istituzionale, che egli identificava come manifestazione del dio oppressore Urizen. Blake accusava Chiesa e Stato di aver edificato una prigione mentale e fisica per soffocare l’Immaginazione, da lui considerata il nucleo stesso dell’esistenza umana, a favore di una cieca sottomissione dogmatica e di una visione meccanica dell’universo. Il secondo capitolo approfondisce le fondamenta filosofiche del sistema mitologico di Blake, a partire dalla teoria degli opposti. Blake distingue tra i Contrari, forze opposte come Amore e Odio, Ragione ed Energia, la cui tensione dinamica è la chiave del progresso ("Senza Contrari non c’è progressione”) e la Negazione, vista come il vero male, una forza statica che distrugge l’energia vitale attraverso il moralismo repressivo. La trattazione include un’analisi delle influenze bibliche, reinterpretate da Blake in chiave profetica: egli identifica nel Dio dell’Antico Testamento il demiurgo gnostico Urizen, principio repressivo della Repulsione e divoratore di libertà. Al tiranno oppone Cristo, figura rivoluzionaria che spezza le leggi di Urizen incarnando l’Attrazione e il Prolifico. L’indagine si amplia con l’influsso di tradizioni mistiche ed esoteriche, come lo gnosticismo, che forniscono le basi per la sua narratologia della caduta. Il terzo capitolo presenta il cuore della mitologia di Blake: il dramma cosmico di Albion, l’Uomo Primordiale e metafora collettiva dell’umanità. Albion rappresentava inizialmente un’unità spirituale composta da quattro facoltà, gli Zoas, simbolo di equilibrio: Urizen (Ragione, la Testa), Luvah (Passione, il Cuore), Tharmas (Istinto, il Corpo) e Urthona (Immaginazione, l’Artista). La caduta di Albion provoca la disgregazione di queste forze in conflitto reciproco, generando il mondo decaduto. Viene analizzato il ruolo cruciale di Los ed Enitharmon come le due facce di un’unica entità: Los, artista-profeta che incarna l’Immaginazione attiva, e la sua emanazione Enitharmon lavorano per forgiare nuove forme che preservino la speranza della visione immaginativa nonostante l’oppressione esercitata da Urizen. In questa prospettiva, l’arte diventa l’unica forza capace di redimere il tempo. L’ultimo capitolo affronta la risoluzione del dramma mitologico e l’ideale utopico espresso dal poeta, culminante in opere come Milton e Jerusalem. L’atto finale di creazione-distruzione mira all’unificazione degli opposti, liberando le energie imprigionate dal mondo caduto. Questo conduce alla redenzione definitiva con la “Fourfold Vision”, uno stato di percezione superiore in cui l’essere umano supera le limitazioni sensoriali per cogliere l’Infinito nel finito. La tesi si conclude con lo studio di Jerusalem come simbolo dello stato definitivo di unione divina, il culmine dell'apocalisse spirituale e la realizzazione di una società liberata. In questo scenario ideale, l'Immaginazione e l'Amore prevalgono sulla legge tirannica e sui dogmi repressivi, ristabilendo l'armonia originaria di Albion.
2024
"From Destruction to Creation: Conflict and Rebirth in William Blake’s Mythology"
William Blake
Mythology
Conflict
Rebirth
Rebellion
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/100806