La tesi indaga il passaggio dal paradigma postmoderno a quello metamoderno attraverso la narrativa contemporanea, osservando come gli strumenti narrativi si trasformino in risposta a un ecosistema culturale dominato da immagini, media digitali e convergenze tecnoculturali. Muovendo dalle letture di Jameson, Huber e dai dibattiti sul postmoderno, il lavoro mostra come quest’ultimo sia divenuto vittima del proprio successo e come molte poetiche attuali cerchino vie d’uscita dall’ironia infinita e dalla frammentazione. L’attenzione si sposta quindi sulla struttura di sentimento metamoderna descritta da Vermeulen e van den Akker, caratterizzata da un movimento oscillatorio tra sincerità e consapevolezza, tra spinta ricostruttiva e memoria critica dei linguaggi postmoderni. Attraverso l’analisi di opere letterarie e teoriche, il testo esplora i modi in cui la narrazione tenta oggi di recuperare senso, agency e coinvolgimento emotivo senza rinunciare alla complessità mediale del presente. Ne emerge un quadro in cui l’immaginazione letteraria si misura con la condizione postdigitale, con la furia delle immagini, con le estetiche della remediation e con un nuovo bisogno di raccontare che non cancella le eredità del passato, ma le attraversa in cerca di forme etiche ed espressive capaci di rispondere alle inquietudini del nostro tempo.
Oscillare. Lo storytelling come paradigma della realtà metamoderna
GASPAROTTO, WALTER
2024/2025
Abstract
La tesi indaga il passaggio dal paradigma postmoderno a quello metamoderno attraverso la narrativa contemporanea, osservando come gli strumenti narrativi si trasformino in risposta a un ecosistema culturale dominato da immagini, media digitali e convergenze tecnoculturali. Muovendo dalle letture di Jameson, Huber e dai dibattiti sul postmoderno, il lavoro mostra come quest’ultimo sia divenuto vittima del proprio successo e come molte poetiche attuali cerchino vie d’uscita dall’ironia infinita e dalla frammentazione. L’attenzione si sposta quindi sulla struttura di sentimento metamoderna descritta da Vermeulen e van den Akker, caratterizzata da un movimento oscillatorio tra sincerità e consapevolezza, tra spinta ricostruttiva e memoria critica dei linguaggi postmoderni. Attraverso l’analisi di opere letterarie e teoriche, il testo esplora i modi in cui la narrazione tenta oggi di recuperare senso, agency e coinvolgimento emotivo senza rinunciare alla complessità mediale del presente. Ne emerge un quadro in cui l’immaginazione letteraria si misura con la condizione postdigitale, con la furia delle immagini, con le estetiche della remediation e con un nuovo bisogno di raccontare che non cancella le eredità del passato, ma le attraversa in cerca di forme etiche ed espressive capaci di rispondere alle inquietudini del nostro tempo.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/100827