Il presente elaborato esplora il ruolo degli animali non umani nell'arte contemporanea attraverso una lente teorica critica, che si articola su tre assi principali: 1) la critica ai dualismi e al paradigma moderno, attraverso il contributo di Bruno Latour e Donna Haraway; 2) il riconoscimento di un'agency non umana e materiale (neomaterialismo di Haraway e Barad, realismo agenziale, Actor Network Theory di Bruno Latour); 3) un nuovo concetto di parentela (kin) e la necessità di creare connessioni interspecie per un con-vivere più responsabile (Haraway). In secondo luogo, questa tesi intende approfondire le modalità di coinvolgimento attivo dell'animale nell'atto creativo, come punto di partenza per una riflessione più ampia sul tema della collaborazione tra specie. L'idea è che nell'arte contemporanea l'animale non compare più solamente in qualità di oggetto-simbolo o materiale, ma viene contemplato nella sua specificità, come attore dotato di agency. Così, le collaborazioni inter o intra-specie aprono il panorama artistico ad una possibilità agenziale complessa, ragionando non solo sull'instabilità dei confini tra umano e non umano, ma anche sulla necessità di ricalibrare i confini istituzionali.
L’agency dei non-umani e gli animali nell'arte contemporanea: storie di collaborazione interspecie
SARTOREL, ALESSIA
2024/2025
Abstract
Il presente elaborato esplora il ruolo degli animali non umani nell'arte contemporanea attraverso una lente teorica critica, che si articola su tre assi principali: 1) la critica ai dualismi e al paradigma moderno, attraverso il contributo di Bruno Latour e Donna Haraway; 2) il riconoscimento di un'agency non umana e materiale (neomaterialismo di Haraway e Barad, realismo agenziale, Actor Network Theory di Bruno Latour); 3) un nuovo concetto di parentela (kin) e la necessità di creare connessioni interspecie per un con-vivere più responsabile (Haraway). In secondo luogo, questa tesi intende approfondire le modalità di coinvolgimento attivo dell'animale nell'atto creativo, come punto di partenza per una riflessione più ampia sul tema della collaborazione tra specie. L'idea è che nell'arte contemporanea l'animale non compare più solamente in qualità di oggetto-simbolo o materiale, ma viene contemplato nella sua specificità, come attore dotato di agency. Così, le collaborazioni inter o intra-specie aprono il panorama artistico ad una possibilità agenziale complessa, ragionando non solo sull'instabilità dei confini tra umano e non umano, ma anche sulla necessità di ricalibrare i confini istituzionali.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/101020