L’elaborato propone uno studio sull’artista scozzese Douglas Gordon (Glasgow, 1966), a partire dall’analisi della mostra Pretty much every film and video work from about 1992 until now’ish in corso dal 30 maggio al 23 novembre al MAXXI di Roma, Museo delle arti del XXI secolo. Attraverso l’esplorazione del concetto di archivio, l’artista propone il suo intero corpus videoartistico, nel quale emergono i temi dominanti del suo pensiero e la sua pratica artistica. Memoria, identità, percezione vengono raccontati da una mostra spiazzante, perturbante, ipnotica. Partendo da materiali preesistenti come film noti, documentari o riprese personali, le opere vengono rallentate, raddoppiate, intrecciate tra loro, creando un autoritratto in divenire dell’artista, che aggiorna e “remixa” ad ogni mostra. L’elaborato intende mostrare l’attualità della pratica artistica di Gordon che, attraverso la pratica del remix e il lavoro sulla percezione spettatoriale, si collega all’universo dei social media.
Douglas Gordon al MAXXI di Roma: analisi della mostra (30 maggio - 23 novembre 2025)
STURBA, ALESSANDRA
2024/2025
Abstract
L’elaborato propone uno studio sull’artista scozzese Douglas Gordon (Glasgow, 1966), a partire dall’analisi della mostra Pretty much every film and video work from about 1992 until now’ish in corso dal 30 maggio al 23 novembre al MAXXI di Roma, Museo delle arti del XXI secolo. Attraverso l’esplorazione del concetto di archivio, l’artista propone il suo intero corpus videoartistico, nel quale emergono i temi dominanti del suo pensiero e la sua pratica artistica. Memoria, identità, percezione vengono raccontati da una mostra spiazzante, perturbante, ipnotica. Partendo da materiali preesistenti come film noti, documentari o riprese personali, le opere vengono rallentate, raddoppiate, intrecciate tra loro, creando un autoritratto in divenire dell’artista, che aggiorna e “remixa” ad ogni mostra. L’elaborato intende mostrare l’attualità della pratica artistica di Gordon che, attraverso la pratica del remix e il lavoro sulla percezione spettatoriale, si collega all’universo dei social media.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/101030