Il mito di Amore e Psiche, narrato da Apuleio nel suo capolavoro Metamorphoseon libri XI, rappresenta una delle favole più affascinanti della letteratura classica, nonché un racconto ricco di simbolismi e significati psicologici. La storia dell’amore travagliato tra il figlio di Afrodite e la mortale Psiche ha attraversato i secoli ispirando numerosi studiosi che ne hanno reinterpretato i contenuti in chiave filosofica, artistica e psicologica. Questo mito, originariamente inteso come racconto allegorico di trasformazione dell'anima attraverso l'amore, continua a esercitare un profondo fascino sulla cultura contemporanea, offrendo un modello narrativo e simbolico di indagine dell'inconscio e della condizione umana. Il presente lavoro si propone di analizzare l’influenza del mito di Amore e Psiche nella tradizione artistica e letteraria, l’importanza di questo nella psicologia e la sua rilettura in chiave moderna, in particolare attraverso l'opera di Alberto Savinio, figura di spicco dell’avanguardia novecentesca italiana e fratello del celebre pittore Giorgio de Chirico. Savinio, con la sua scrittura e produzione artistica, si confronta con i miti della tradizione classica, trasformandoli in narrazioni surreali e simboliche che esplorano la complessità dell'esperienza umana. La riscrittura del mito di Amore e Psiche, in particolare nell' opera "La nostra anima" si configura non solo come un'operazione di risemantizzazione del testo classico, ma anche come una riflessione profonda sull'identità, sull'alterità e sulle dinamiche tra amore, anima e psiche attraverso una rielaborazione in cui è evidente una patina ironica presente anche nell’opera di Apuleio.

"La nostra anima". Riscritture del mito di Amore e Psiche nell'opera di Alberto Savinio

BRUNELLO, MARGHERITA
2024/2025

Abstract

Il mito di Amore e Psiche, narrato da Apuleio nel suo capolavoro Metamorphoseon libri XI, rappresenta una delle favole più affascinanti della letteratura classica, nonché un racconto ricco di simbolismi e significati psicologici. La storia dell’amore travagliato tra il figlio di Afrodite e la mortale Psiche ha attraversato i secoli ispirando numerosi studiosi che ne hanno reinterpretato i contenuti in chiave filosofica, artistica e psicologica. Questo mito, originariamente inteso come racconto allegorico di trasformazione dell'anima attraverso l'amore, continua a esercitare un profondo fascino sulla cultura contemporanea, offrendo un modello narrativo e simbolico di indagine dell'inconscio e della condizione umana. Il presente lavoro si propone di analizzare l’influenza del mito di Amore e Psiche nella tradizione artistica e letteraria, l’importanza di questo nella psicologia e la sua rilettura in chiave moderna, in particolare attraverso l'opera di Alberto Savinio, figura di spicco dell’avanguardia novecentesca italiana e fratello del celebre pittore Giorgio de Chirico. Savinio, con la sua scrittura e produzione artistica, si confronta con i miti della tradizione classica, trasformandoli in narrazioni surreali e simboliche che esplorano la complessità dell'esperienza umana. La riscrittura del mito di Amore e Psiche, in particolare nell' opera "La nostra anima" si configura non solo come un'operazione di risemantizzazione del testo classico, ma anche come una riflessione profonda sull'identità, sull'alterità e sulle dinamiche tra amore, anima e psiche attraverso una rielaborazione in cui è evidente una patina ironica presente anche nell’opera di Apuleio.
2024
"La nostra anima". Rewritings of the Myth of Cupid and Psyche in the Works by Alberto Savinio
Alberto Savinio
Amore e Psiche
La nostra anima
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/101044