Nel presente elaborato finale di tesi si intende analizzare in maniera approfondita due figure cardine della letteratura inglese dell’Ottocento: Jane Austen e George Eliot. L’analisi si concentrerà in particolare sul tema del realismo nei loro romanzi, osservando come ciascuna autrice lo declini in modo peculiare: da un lato, attraverso la raffinatezza e l’ironia di Jane Austen, che mette in luce le dinamiche sociali e familiari della piccola nobiltà e della borghesia rurale; dall’altro, mediante la profondità psicologica e l’ampiezza tematica di George Eliot, capace di intrecciare riflessioni morali, religiose e sociali in un tessuto narrativo complesso. L’obiettivo della ricerca non è solo quello di proporre un confronto letterario tra queste due importanti scrittrici, ma anche di offrire una focalizzazione sulla condizione femminile nell’Inghilterra del XIX secolo. La scelta di affrontare questo tema nasce dal desiderio di indagare due autrici che mi hanno sempre suscitato grande fascino e ammirazione. Jane Austen e George Eliot rappresentano infatti due figure straordinarie, capaci di accogliere e sviluppare il realismo narrativo: una novità per l’epoca. Esse non solo hanno saputo dar vita a opere di eccezionale valore letterario, ma sono riuscite anche a ritagliarsi un posto di rilievo in un panorama culturale dominato dagli uomini. Il loro successo appare ancora più significativo se si considera il contesto storico in cui vissero: l’Inghilterra ottocentesca in cui alle donne era imposto un ruolo limitato, prevalentemente circoscritto alla sfera domestica, e in cui era loro preclusa qualsiasi possibilità di carriera professionale o intellettuale. Austen ed Eliot, in questo senso, possono essere considerate delle pioniere, non solo perché hanno contribuito in modo decisivo all’evoluzione del romanzo moderno, ma anche perché hanno incarnato un modello di emancipazione femminile. Nel primo capitolo verrà introdotto il concetto di realismo, un concetto vasto e ancora privo di una definizione comunemente condivisa ed accettata. Verranno approfonditi coloro che vengono considerati i primi autori realisti: Balzac, Stendhal e Flaubert. Quest’ultimo è particolarmente significativo per l’aver introdotto, per la prima volta, l’impersonalità del narratore. Tramite l’approfondimento dello studio svolto da Erich Auerbach, si giunge a definire il realismo come la capacità di rappresentare in modo serio e problematico la realtà quotidiana, inserita all’interno di un preciso contesto storico. Nel secondo capitolo verrà esaminato il particolare contesto storico segnato dal passaggio dal regno di Giorgio III a quello della regina Vittoria, un periodo di profonde trasformazioni politiche, sociali e culturali. In tale quadro si inserisce anche l’analisi del mondo delle scrittrici femminili dell’Ottocento, costrette a confrontarsi con numerose difficoltà: non solo le limitazioni derivanti dalla loro condizione di donne, ma anche la diffidenza e la resistenza provenienti da un ambiente letterario e intellettuale prevalentemente maschile. All’interno di questo scenario verranno presentate le figure di Jane Austen e George Eliot, attraverso una breve ricostruzione biografica e un successivo approfondimento dedicato al tema del realismo nei loro romanzi. Nell’ultimo capitolo l’attenzione sarà rivolta in modo specifico ai loro due capolavori più rappresentativi: Orgoglio e Pregiudizio e Middlemarch. L’analisi si concentrerà sulle tematiche che consentono di classificare questi romanzi come realisti, mettendo in evidenza alcuni elementi ricorrenti: la centralità di personaggi comuni, l’ambientazione quotidiana e circoscritta a contesti locali, il ruolo cruciale del matrimonio, le dinamiche legate all’educazione e, soprattutto, la riflessione sulla condizione femminile.
Il realismo nella narrativa femminile inglese dell'Ottocento: Jane Austen e George Eliot.
SANTACROCE, DENISE
2024/2025
Abstract
Nel presente elaborato finale di tesi si intende analizzare in maniera approfondita due figure cardine della letteratura inglese dell’Ottocento: Jane Austen e George Eliot. L’analisi si concentrerà in particolare sul tema del realismo nei loro romanzi, osservando come ciascuna autrice lo declini in modo peculiare: da un lato, attraverso la raffinatezza e l’ironia di Jane Austen, che mette in luce le dinamiche sociali e familiari della piccola nobiltà e della borghesia rurale; dall’altro, mediante la profondità psicologica e l’ampiezza tematica di George Eliot, capace di intrecciare riflessioni morali, religiose e sociali in un tessuto narrativo complesso. L’obiettivo della ricerca non è solo quello di proporre un confronto letterario tra queste due importanti scrittrici, ma anche di offrire una focalizzazione sulla condizione femminile nell’Inghilterra del XIX secolo. La scelta di affrontare questo tema nasce dal desiderio di indagare due autrici che mi hanno sempre suscitato grande fascino e ammirazione. Jane Austen e George Eliot rappresentano infatti due figure straordinarie, capaci di accogliere e sviluppare il realismo narrativo: una novità per l’epoca. Esse non solo hanno saputo dar vita a opere di eccezionale valore letterario, ma sono riuscite anche a ritagliarsi un posto di rilievo in un panorama culturale dominato dagli uomini. Il loro successo appare ancora più significativo se si considera il contesto storico in cui vissero: l’Inghilterra ottocentesca in cui alle donne era imposto un ruolo limitato, prevalentemente circoscritto alla sfera domestica, e in cui era loro preclusa qualsiasi possibilità di carriera professionale o intellettuale. Austen ed Eliot, in questo senso, possono essere considerate delle pioniere, non solo perché hanno contribuito in modo decisivo all’evoluzione del romanzo moderno, ma anche perché hanno incarnato un modello di emancipazione femminile. Nel primo capitolo verrà introdotto il concetto di realismo, un concetto vasto e ancora privo di una definizione comunemente condivisa ed accettata. Verranno approfonditi coloro che vengono considerati i primi autori realisti: Balzac, Stendhal e Flaubert. Quest’ultimo è particolarmente significativo per l’aver introdotto, per la prima volta, l’impersonalità del narratore. Tramite l’approfondimento dello studio svolto da Erich Auerbach, si giunge a definire il realismo come la capacità di rappresentare in modo serio e problematico la realtà quotidiana, inserita all’interno di un preciso contesto storico. Nel secondo capitolo verrà esaminato il particolare contesto storico segnato dal passaggio dal regno di Giorgio III a quello della regina Vittoria, un periodo di profonde trasformazioni politiche, sociali e culturali. In tale quadro si inserisce anche l’analisi del mondo delle scrittrici femminili dell’Ottocento, costrette a confrontarsi con numerose difficoltà: non solo le limitazioni derivanti dalla loro condizione di donne, ma anche la diffidenza e la resistenza provenienti da un ambiente letterario e intellettuale prevalentemente maschile. All’interno di questo scenario verranno presentate le figure di Jane Austen e George Eliot, attraverso una breve ricostruzione biografica e un successivo approfondimento dedicato al tema del realismo nei loro romanzi. Nell’ultimo capitolo l’attenzione sarà rivolta in modo specifico ai loro due capolavori più rappresentativi: Orgoglio e Pregiudizio e Middlemarch. L’analisi si concentrerà sulle tematiche che consentono di classificare questi romanzi come realisti, mettendo in evidenza alcuni elementi ricorrenti: la centralità di personaggi comuni, l’ambientazione quotidiana e circoscritta a contesti locali, il ruolo cruciale del matrimonio, le dinamiche legate all’educazione e, soprattutto, la riflessione sulla condizione femminile.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/101094