Il presente lavoro di ricerca illustra il ruolo che ricoprono gli animali presenti nei cinque romanzi di Chrétien de Troyes, scrittore francese del XII secolo. Essi non svolgono soltanto una funzione decorativa, ma assumo un ruolo importante che risale a diverse tradizioni letterarie presenti nell’epoca di riferimento. Lo scrittore è stato introdotto attraverso la descrizione del periodo in cui è vissuto, della sua vita e dello stile delle sue opere; i romanzi cortesi trattano la materia bretone che ha avuto una grande influenza all’interno della narrativa cavalleresca riferendosi anche al mito di re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda. Successivamente, è stato delineato il Medioevo focalizzando l’attenzione sugli antichi bestiari e sulla tradizione celtica. I primi sono dei veri e propri trattati che descrivono le proprietà degli animali associate alla dimensione allegorica e spirituale; la cultura celtica, invece, è stata riscoperta proprio nell’Età di mezzo, influenzando largamente la cultura cortese. Infine, è stata svolta un’indagine di critica letteraria ponendo tutte queste nozioni all’interno della produzione di Chrétien: riportando le parti di testo in cui compare l’animale di riferimento, ne sono state spiegate le caratteristiche fisiche, letterarie e allegoriche. Il cervo bianco, lo sparviero, il leone, il serpente, il cavallo e la mula, infatti, non rappresentano solo il ruolo collegato all’immagine all’interno del testo, ma ricoprono anche un valore spirituale, simbolico e morale.
Gli animali nei romanzi di Chrétien de Troyes: un percorso attraverso la simbologia
TELESCA, MARICA
2024/2025
Abstract
Il presente lavoro di ricerca illustra il ruolo che ricoprono gli animali presenti nei cinque romanzi di Chrétien de Troyes, scrittore francese del XII secolo. Essi non svolgono soltanto una funzione decorativa, ma assumo un ruolo importante che risale a diverse tradizioni letterarie presenti nell’epoca di riferimento. Lo scrittore è stato introdotto attraverso la descrizione del periodo in cui è vissuto, della sua vita e dello stile delle sue opere; i romanzi cortesi trattano la materia bretone che ha avuto una grande influenza all’interno della narrativa cavalleresca riferendosi anche al mito di re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda. Successivamente, è stato delineato il Medioevo focalizzando l’attenzione sugli antichi bestiari e sulla tradizione celtica. I primi sono dei veri e propri trattati che descrivono le proprietà degli animali associate alla dimensione allegorica e spirituale; la cultura celtica, invece, è stata riscoperta proprio nell’Età di mezzo, influenzando largamente la cultura cortese. Infine, è stata svolta un’indagine di critica letteraria ponendo tutte queste nozioni all’interno della produzione di Chrétien: riportando le parti di testo in cui compare l’animale di riferimento, ne sono state spiegate le caratteristiche fisiche, letterarie e allegoriche. Il cervo bianco, lo sparviero, il leone, il serpente, il cavallo e la mula, infatti, non rappresentano solo il ruolo collegato all’immagine all’interno del testo, ma ricoprono anche un valore spirituale, simbolico e morale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/101111