La presente ricerca analizza l'evoluzione del sistema normativo in materia di sicurezza sul lavoro, con particolare attenzione alla progressiva centralità del lavoratore come soggetto attivo nella prevenzione e gestione dei rischi. A partire dalla legislazione prevenzionistica degli anni Cinquanta e dalle prime convenzioni internazionali dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro, viene ricostruito il percorso che ha condotto all'adozione della direttiva europea 89/391/CEE e al successivo recepimento nell'ordinamento italiano, dapprima con il D.Lgs. 626/1994 e, successivamente, con il Testo Unico 81/2008. Tale processo segna il passaggio da un modello incentrato sul datore di lavoro a un sistema integrato e partecipato, in cui il lavoratore assume un ruolo proattivo. L'indagine si concentra, in particolare, sulla trasformazione giuridica e sostanziale della posizione del lavoratore: da destinatario passivo delle regole a protagonista della sicurezza, chiamato a cooperare con il datore di lavoro, i responsabili della prevenzione e le altre figure coinvolte. L'analisi dell'articolo 20 del D.Lgs. 81/2008 evidenzia obblighi, responsabilità e limiti della posizione del lavoratore, anche alla luce delle nuove modalità di organizzazione del lavoro, come il lavoro agile. Un ulteriore focus è riservato al tema della formazione, informazione e addestramento, individuati come strumenti fondamentali per la consapevolezza e l'effettiva partecipazione del lavoratore ai processi di prevenzione. Viene esaminata la disciplina dell'articolo 37, le innovazioni introdotte dall'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 e la rilevanza attribuita dalla giurisprudenza al corretto adempimento dell'obbligo formativo. Le conclusioni evidenziano come, nonostante i progressi compiuti, permangano criticità nell'attuale assetto normativo e applicativo. In particolare, emerge la necessità di un costante equilibrio tra obblighi, responsabilità e tutela, affinché la centralità del lavoratore nella sicurezza non resti una previsione astratta, ma si traduca in una partecipazione effettiva e consapevole nei contesti produttivi contemporanei.
Il lavoratore nel sistema di prevenzione sul lavoro
AQUILA, SOFIA
2024/2025
Abstract
La presente ricerca analizza l'evoluzione del sistema normativo in materia di sicurezza sul lavoro, con particolare attenzione alla progressiva centralità del lavoratore come soggetto attivo nella prevenzione e gestione dei rischi. A partire dalla legislazione prevenzionistica degli anni Cinquanta e dalle prime convenzioni internazionali dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro, viene ricostruito il percorso che ha condotto all'adozione della direttiva europea 89/391/CEE e al successivo recepimento nell'ordinamento italiano, dapprima con il D.Lgs. 626/1994 e, successivamente, con il Testo Unico 81/2008. Tale processo segna il passaggio da un modello incentrato sul datore di lavoro a un sistema integrato e partecipato, in cui il lavoratore assume un ruolo proattivo. L'indagine si concentra, in particolare, sulla trasformazione giuridica e sostanziale della posizione del lavoratore: da destinatario passivo delle regole a protagonista della sicurezza, chiamato a cooperare con il datore di lavoro, i responsabili della prevenzione e le altre figure coinvolte. L'analisi dell'articolo 20 del D.Lgs. 81/2008 evidenzia obblighi, responsabilità e limiti della posizione del lavoratore, anche alla luce delle nuove modalità di organizzazione del lavoro, come il lavoro agile. Un ulteriore focus è riservato al tema della formazione, informazione e addestramento, individuati come strumenti fondamentali per la consapevolezza e l'effettiva partecipazione del lavoratore ai processi di prevenzione. Viene esaminata la disciplina dell'articolo 37, le innovazioni introdotte dall'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 e la rilevanza attribuita dalla giurisprudenza al corretto adempimento dell'obbligo formativo. Le conclusioni evidenziano come, nonostante i progressi compiuti, permangano criticità nell'attuale assetto normativo e applicativo. In particolare, emerge la necessità di un costante equilibrio tra obblighi, responsabilità e tutela, affinché la centralità del lavoratore nella sicurezza non resti una previsione astratta, ma si traduca in una partecipazione effettiva e consapevole nei contesti produttivi contemporanei.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/101382