Questo elaborato si pone l’obiettivo di analizzare l’evoluzione storica e normativa del volontariato in Italia, delineando il percorso che ha condotto alla riforma del Terzo settore del 2017. La ricerca prende avvio dalle radici medievali del fenomeno, con la nascita delle Confraternite di beneficenza, prime forme strutturate di solidarietà e assistenza, sorte per colmare le lacune di uno Stato, quello italiano, che all’epoca si caratterizzava per l’assenza di un sistema di welfare. Attraverso un'analisi storico-giuridica, si prenderanno in esame le tappe fondamentali che hanno plasmato il settore: dal tentativo di unificazione legislativa post-unitario con la Legge Crispi del 1890, che trasformò le "Opere pie" in Istituzioni pubbliche di beneficenza (IPAB), alla stretta statale del periodo fascista, fino alla rinascita nel quadro della Costituzione repubblicana. Un'attenzione particolare è dedicata alla Legge-quadro sul volontariato (L. 266/1991), che ha rappresentato un momento cruciale di legittimazione e ha favorito una crescita esponenziale delle organizzazioni, innescando al contempo un processo di crescente istituzionalizzazione. Si proseguirà evidenziando i limiti e le criticità del quadro normativo pre-riforma. Verranno analizzate problematiche strutturali interne alle organizzazioni, come la difficoltà nel ricambio generazionale dei gruppi dirigenti, la crisi di sostenibilità economica legata alla dipendenza dai fondi pubblici e un ritardo nell'adozione di innovazioni tecnologiche e digitali. Infine, per completare l'analisi e cogliere le dinamiche attuali, la ricerca si arricchirà di uno studio empirico basato su un form Google diretto ad alcuni ETS con sede nel territorio padovano. Questo capitolo finale avrà l'obiettivo di far emergere la percezione degli operatori, protagonisti del Terzo settore, in merito al rapporto con le P.A., le sfide che affrontano quotidianamente e le loro prospettive future alla luce del nuovo paradigma collaborativo, offrendo così una visione più completa, che integra l'analisi storica con l'esperienza vissuta dai protagonisti del Terzo settore. In questo elaborato emerge come la definizione “Terzo settore” appaia capziosa e si suggerisce una denominazione diversa, quella di “Istituzioni Private per il Bene Comune”. Inoltre, appare come la riforma del 2017 (la quale ha introdotto il “nuovo” paradigma collaborativo) abbia dato rilevanza al rapporto tra P.A. ed ETS. In conclusione, possiamo notare una disgiunzione tra la fase giuridica e la fase applicativa, come emerge dallo studio (seppur ristretto) “sul campo”.

Il volontariato alla luce della riforma del Terzo settore

VIGANÒ, MARTINA
2024/2025

Abstract

Questo elaborato si pone l’obiettivo di analizzare l’evoluzione storica e normativa del volontariato in Italia, delineando il percorso che ha condotto alla riforma del Terzo settore del 2017. La ricerca prende avvio dalle radici medievali del fenomeno, con la nascita delle Confraternite di beneficenza, prime forme strutturate di solidarietà e assistenza, sorte per colmare le lacune di uno Stato, quello italiano, che all’epoca si caratterizzava per l’assenza di un sistema di welfare. Attraverso un'analisi storico-giuridica, si prenderanno in esame le tappe fondamentali che hanno plasmato il settore: dal tentativo di unificazione legislativa post-unitario con la Legge Crispi del 1890, che trasformò le "Opere pie" in Istituzioni pubbliche di beneficenza (IPAB), alla stretta statale del periodo fascista, fino alla rinascita nel quadro della Costituzione repubblicana. Un'attenzione particolare è dedicata alla Legge-quadro sul volontariato (L. 266/1991), che ha rappresentato un momento cruciale di legittimazione e ha favorito una crescita esponenziale delle organizzazioni, innescando al contempo un processo di crescente istituzionalizzazione. Si proseguirà evidenziando i limiti e le criticità del quadro normativo pre-riforma. Verranno analizzate problematiche strutturali interne alle organizzazioni, come la difficoltà nel ricambio generazionale dei gruppi dirigenti, la crisi di sostenibilità economica legata alla dipendenza dai fondi pubblici e un ritardo nell'adozione di innovazioni tecnologiche e digitali. Infine, per completare l'analisi e cogliere le dinamiche attuali, la ricerca si arricchirà di uno studio empirico basato su un form Google diretto ad alcuni ETS con sede nel territorio padovano. Questo capitolo finale avrà l'obiettivo di far emergere la percezione degli operatori, protagonisti del Terzo settore, in merito al rapporto con le P.A., le sfide che affrontano quotidianamente e le loro prospettive future alla luce del nuovo paradigma collaborativo, offrendo così una visione più completa, che integra l'analisi storica con l'esperienza vissuta dai protagonisti del Terzo settore. In questo elaborato emerge come la definizione “Terzo settore” appaia capziosa e si suggerisce una denominazione diversa, quella di “Istituzioni Private per il Bene Comune”. Inoltre, appare come la riforma del 2017 (la quale ha introdotto il “nuovo” paradigma collaborativo) abbia dato rilevanza al rapporto tra P.A. ed ETS. In conclusione, possiamo notare una disgiunzione tra la fase giuridica e la fase applicativa, come emerge dallo studio (seppur ristretto) “sul campo”.
2024
Volunteering in light of the Third Sector reform
volontariato
riforma
terzo settore
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/101387