La presente tesi si occupa di analizzare il tema della videosorveglianza nei luoghi di lavoro, con particolare attenzione al bilanciamento fra la tutela della riservatezza dei lavoratori e le esigenze di controllo datoriale. Il punto di partenza è rappresentato dall’analisi della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo López Ribalda e altri c. Spagna, sottolineando e ponendo attenzione ai profili di violazione degli articoli 8 e 6 CEDU in relazione all’uso dei sistemi di sorveglianza da parte del datore di lavoro. Dopo aver esaminato le interpretazioni e le conclusioni elaborate dalla giurisprudenza europea, la ricerca si concentra sul rilievo che ha avuto la sentenza nell’ordinamento italiano, analizzando la disciplina dei controlli a distanza e in particolar modo l’evoluzione normativa che ha visto protagonista l’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori, con un esame sia della sua versione originaria, sia di quella successiva alle modifiche introdotte dal Jobs Act. Particolare attenzione viene dedicata poi alla distinzione tra controlli difensivi in senso lato e in senso stretto, nonché alla disciplina dei controlli occulti. La parte finale della tesi mira ad approfondire proprio le condizioni di liceità della videosorveglianza difensiva occulta, soffermandosi sull’analisi dei criteri di fondato sospetto, ragionevolezza, proporzionalità e non eccedenza, e individua le condotte che possono essere legittimamente sottoposte a controllo. L’obiettivo dell’elaborato è mettere in luce le tensioni esistenti tra il diritto alla privacy e le esigenze investigative, evidenziando le soluzioni più equilibrate elaborate dalla giurisprudenza e dalla dottrina.
Controlli difensivi occulti e tutela della privacy: Dal caso López Ribalda alla disciplina italiana
CHIUSSO, VERONICA
2024/2025
Abstract
La presente tesi si occupa di analizzare il tema della videosorveglianza nei luoghi di lavoro, con particolare attenzione al bilanciamento fra la tutela della riservatezza dei lavoratori e le esigenze di controllo datoriale. Il punto di partenza è rappresentato dall’analisi della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo López Ribalda e altri c. Spagna, sottolineando e ponendo attenzione ai profili di violazione degli articoli 8 e 6 CEDU in relazione all’uso dei sistemi di sorveglianza da parte del datore di lavoro. Dopo aver esaminato le interpretazioni e le conclusioni elaborate dalla giurisprudenza europea, la ricerca si concentra sul rilievo che ha avuto la sentenza nell’ordinamento italiano, analizzando la disciplina dei controlli a distanza e in particolar modo l’evoluzione normativa che ha visto protagonista l’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori, con un esame sia della sua versione originaria, sia di quella successiva alle modifiche introdotte dal Jobs Act. Particolare attenzione viene dedicata poi alla distinzione tra controlli difensivi in senso lato e in senso stretto, nonché alla disciplina dei controlli occulti. La parte finale della tesi mira ad approfondire proprio le condizioni di liceità della videosorveglianza difensiva occulta, soffermandosi sull’analisi dei criteri di fondato sospetto, ragionevolezza, proporzionalità e non eccedenza, e individua le condotte che possono essere legittimamente sottoposte a controllo. L’obiettivo dell’elaborato è mettere in luce le tensioni esistenti tra il diritto alla privacy e le esigenze investigative, evidenziando le soluzioni più equilibrate elaborate dalla giurisprudenza e dalla dottrina.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Chiusso_Veronica_tesi.pdf
Accesso riservato
Dimensione
593.06 kB
Formato
Adobe PDF
|
593.06 kB | Adobe PDF |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/101422