Il presente elaborato si propone di approfondire l’essenza pedagogica della relazione educativa non direttiva, esplorandone la dimensione teorico-pratica. Si intende riflettere sul ruolo dell’educatore nell’ambito di questa specifica modalità relazionale e analizzare le implicazioni educative emerse dall’esperienza di tirocinio, con particolare attenzione allo sviluppo dell’autonomia e dell’autostima nel contesto del nido d’infanzia. A partire da una lettura teorica, il primo capitolo esamina il contributo di Carl Rogers, psicoterapeuta di orientamento umanistico noto per aver sviluppato l’approccio non direttivo, successivamente riformulato come approccio centrato sulla persona. Nello specifico, si descrivono le origini e i principi del paradigma rogersiano, entrando nel merito della sua evoluzione da approccio psicoterapeutico a modello relazionale applicato altresì in ambito educativo. Il capitolo si conclude con una riflessione sull’habitus dell’educatore non direttivo. A seguire, il secondo capitolo analizza i modelli pedagogico-educativi di Maria Montessori e delle sorelle Rosa e Carolina Agazzi, protagoniste dell’attivismo pedagogico. Dapprima, se ne approfondiscono i presupposti, in particolare in riferimento alla concezione dell’educando, all’autonomia e al ruolo dell’educatore. Successivamente, si propone un’analisi comparativa con la prospettiva rogersiana per approfondire la comprensione della non direttività, collocandola all’interno del contesto pedagogico più ampio. Infine, il terzo capitolo si concentra sull’esperienza di tirocinio in un nido d’infanzia, presentando, mediante esempi concreti, una riflessione critica sull’applicazione dei principi non direttivi nella relazione educativa in tale contesto.
LA NON DIRETTIVITÀ NELLA RELAZIONE EDUCATIVA. Dal paradigma di Carl Rogers all'esperienza in un nido d'infanzia
GIRLANDA, ALESSIA
2024/2025
Abstract
Il presente elaborato si propone di approfondire l’essenza pedagogica della relazione educativa non direttiva, esplorandone la dimensione teorico-pratica. Si intende riflettere sul ruolo dell’educatore nell’ambito di questa specifica modalità relazionale e analizzare le implicazioni educative emerse dall’esperienza di tirocinio, con particolare attenzione allo sviluppo dell’autonomia e dell’autostima nel contesto del nido d’infanzia. A partire da una lettura teorica, il primo capitolo esamina il contributo di Carl Rogers, psicoterapeuta di orientamento umanistico noto per aver sviluppato l’approccio non direttivo, successivamente riformulato come approccio centrato sulla persona. Nello specifico, si descrivono le origini e i principi del paradigma rogersiano, entrando nel merito della sua evoluzione da approccio psicoterapeutico a modello relazionale applicato altresì in ambito educativo. Il capitolo si conclude con una riflessione sull’habitus dell’educatore non direttivo. A seguire, il secondo capitolo analizza i modelli pedagogico-educativi di Maria Montessori e delle sorelle Rosa e Carolina Agazzi, protagoniste dell’attivismo pedagogico. Dapprima, se ne approfondiscono i presupposti, in particolare in riferimento alla concezione dell’educando, all’autonomia e al ruolo dell’educatore. Successivamente, si propone un’analisi comparativa con la prospettiva rogersiana per approfondire la comprensione della non direttività, collocandola all’interno del contesto pedagogico più ampio. Infine, il terzo capitolo si concentra sull’esperienza di tirocinio in un nido d’infanzia, presentando, mediante esempi concreti, una riflessione critica sull’applicazione dei principi non direttivi nella relazione educativa in tale contesto.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/101486