Background Le cardiopatie congenite (CHD) sono le patologie congenite più comuni nel neonato, che possono sfuggire alla diagnosi antenatale. Proprio per questo, spesso è necessario il trasferimento di questi neonati in un centro di III livello dotato di cardiologia e cardiochirurgia pediatrica. In questo studio, abbiamo valutato la gestione e l’outcome di una coorte di neonati affetti da cardiopatia congenita che hanno necessitato del trasferimento postnatale. Scopo dello studio Questo studio si è occupato di valutare la gestione dei neonati con cardiopatie congenite durante il trasporto negli ultimi 25 anni. Metodi Si tratta di uno studio osservazionale, retrospettivo, riguardante 411 neonati affetti da cardiopatie congenite trasferiti dal Servizio di Trasporto di Emergenza Neonatale (STEN) dell’Azienda Ospedaliera di Padova nel periodo tra agosto 2000 e dicembre 2024. I dati sono stati raccolti tramite “Schede di Trasporto di Emergenza Neonatale” compilate dall’equipe del servizio in turno prima e durante il trasporto e poi all’arrivo al centro di III livello. L’area geografica di afferenza comprende cinque province (Padova, Rovigo, Treviso, Belluno, Venezia) e 25 centri di nascita. Risultati Negli ultimi 25 anni, la proporzione di trasporti per cardiopatia congenita ha mostrato un andamento ad U, con una diminuzione dal 19,9% al 6,5% (2000-2015), seguita da un incremento all’8,1% (2016-2024). Le tipologie di cardiopatie congenite comprendevano principalmente CHD con iperafflusso polmonare (17,3%), CHD con ridotto flusso polmonare (9,2%), CHD con ostruzione al flusso senza shunt (11,4%), forme di cardiopatie severe incompatibili con la circolazione postnatale (28,2%), aritmie (10,5%) e altre condizioni cardiache (23,4%). Le caratteristiche neonatali non differivano significativamente tra i tre periodi, eccetto un aumento dell’ossigenoterapia all’arrivo dell’equipe (p=0,01). Il ricorso all’ossigenoterapia si è ridotto sia alla chiamata (dal 36,2% al 21,5%, p=0,02) sia durante il trasporto (dal 27,0% al 13,0%, p=0,006), mentre l’uso della ventilazione meccanica è rimasto stabile. Inoltre, la FiO2 non è variata in maniera significativa. Tra i farmaci, l’uso della dopamina è aumentato (dal 6,4% al 15,6%, p=0,004), mentre le prostaglandine e gli altri trattamenti sono rimasti costanti. Conclusioni Nel periodo considerato si osserva una stabilità complessiva del profilo clinico dei neonati trasferiti, accompagnata da una significativa evoluzione delle pratiche assistenziali. In particolare, l’uso dell’ossigenoterapia è divenuto più selettivo e il supporto emodinamico è risultato più frequente. Questi cambiamenti riflettono una crescente aderenza ai nuovi protocolli e sottolineano l’importanza di una formazione continua nei punti nascita per ottimizzare la stabilizzazione pre-trasporto e la gestione clinica e terapeutica dei pazienti con cardiopatie congenite.
Trasferimento post-natale dei neonati affetti da cardiopatia congenita: studio di una coorte di 25 anni
GUGLIELMI, SOFIA OLGA
2024/2025
Abstract
Background Le cardiopatie congenite (CHD) sono le patologie congenite più comuni nel neonato, che possono sfuggire alla diagnosi antenatale. Proprio per questo, spesso è necessario il trasferimento di questi neonati in un centro di III livello dotato di cardiologia e cardiochirurgia pediatrica. In questo studio, abbiamo valutato la gestione e l’outcome di una coorte di neonati affetti da cardiopatia congenita che hanno necessitato del trasferimento postnatale. Scopo dello studio Questo studio si è occupato di valutare la gestione dei neonati con cardiopatie congenite durante il trasporto negli ultimi 25 anni. Metodi Si tratta di uno studio osservazionale, retrospettivo, riguardante 411 neonati affetti da cardiopatie congenite trasferiti dal Servizio di Trasporto di Emergenza Neonatale (STEN) dell’Azienda Ospedaliera di Padova nel periodo tra agosto 2000 e dicembre 2024. I dati sono stati raccolti tramite “Schede di Trasporto di Emergenza Neonatale” compilate dall’equipe del servizio in turno prima e durante il trasporto e poi all’arrivo al centro di III livello. L’area geografica di afferenza comprende cinque province (Padova, Rovigo, Treviso, Belluno, Venezia) e 25 centri di nascita. Risultati Negli ultimi 25 anni, la proporzione di trasporti per cardiopatia congenita ha mostrato un andamento ad U, con una diminuzione dal 19,9% al 6,5% (2000-2015), seguita da un incremento all’8,1% (2016-2024). Le tipologie di cardiopatie congenite comprendevano principalmente CHD con iperafflusso polmonare (17,3%), CHD con ridotto flusso polmonare (9,2%), CHD con ostruzione al flusso senza shunt (11,4%), forme di cardiopatie severe incompatibili con la circolazione postnatale (28,2%), aritmie (10,5%) e altre condizioni cardiache (23,4%). Le caratteristiche neonatali non differivano significativamente tra i tre periodi, eccetto un aumento dell’ossigenoterapia all’arrivo dell’equipe (p=0,01). Il ricorso all’ossigenoterapia si è ridotto sia alla chiamata (dal 36,2% al 21,5%, p=0,02) sia durante il trasporto (dal 27,0% al 13,0%, p=0,006), mentre l’uso della ventilazione meccanica è rimasto stabile. Inoltre, la FiO2 non è variata in maniera significativa. Tra i farmaci, l’uso della dopamina è aumentato (dal 6,4% al 15,6%, p=0,004), mentre le prostaglandine e gli altri trattamenti sono rimasti costanti. Conclusioni Nel periodo considerato si osserva una stabilità complessiva del profilo clinico dei neonati trasferiti, accompagnata da una significativa evoluzione delle pratiche assistenziali. In particolare, l’uso dell’ossigenoterapia è divenuto più selettivo e il supporto emodinamico è risultato più frequente. Questi cambiamenti riflettono una crescente aderenza ai nuovi protocolli e sottolineano l’importanza di una formazione continua nei punti nascita per ottimizzare la stabilizzazione pre-trasporto e la gestione clinica e terapeutica dei pazienti con cardiopatie congenite.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/101516