L’inquinamento sonoro e luminoso causati dalle attività umane rappresentano una crescente fonte di disturbo ambientale, alterando la percezione degli stimoli acustici e visivi. Sebbene numerosi studi abbiano evidenziato gli effetti negativi su molteplici aspetti della vita degli animali diurni, specialmente sul comportamento, le nostre conoscenze sugli animali notturni sono ancora limitate. Lo scopo di questo elaborato è di analizzare gli effetti dell’inquinamento sonoro e luminoso sul comportamento di caccia di un rapace notturno, l’allocco comune (Strix aluco), combinando dati comportamentali e morfologici. In particolare, è stata analizzata la possibile relazione tra le dimensioni del disco facciale, una struttura di penne tipica degli strigiformi che convoglia i suoni verso le orecchie e che si pensa sia un adattamento per la caccia nell’oscurità, e la capacità di localizzare le prede in presenza di fonti di rumore e di luce artificiale. A tal fine, è stato osservato il comportamento di 28 allocchi esposti sperimentalmente al rumore del traffico, una fonte di rumore antropico, e a luce artificiale, mentre ricevevano due distinti segnali di preda, uno acustico, costituito dal fruscio naturale delle prede, e uno visivo, dato da una preda fittizia. Le analisi non hanno evidenziato nessuna relazione tra le dimensioni del disco facciale e la risposta comportamentale al rumore e alla luce artificiale, ma hanno mostrato che il rumore ha un effetto molto forte sulla capacità degli allocchi di individuare la preda, sia acusticamente che visivamente, e sull’interesse verso di essa. Inoltre, in presenza di rumore, gli allocchi erano significativamente più distratti. I risultati di questo elaborato mostrano che gli animali notturni sono sensibili all’inquinamento sonoro e luminoso, sebbene il rumore antropico abbia un effetto particolarmente negativo sulle prestazioni di caccia. Questo suggerisce che, in contesti urbani, il disturbo acustico potrebbe avere un impatto maggiore sul comportamento rispetto al disturbo luminoso per questo predatore notturno.
Gli effetti dell'inquinamento sonoro e luminoso sul comportamento di allocco comune (Strix aluco) e il ruolo del disco facciale
D'INCÀ, BEATRICE
2024/2025
Abstract
L’inquinamento sonoro e luminoso causati dalle attività umane rappresentano una crescente fonte di disturbo ambientale, alterando la percezione degli stimoli acustici e visivi. Sebbene numerosi studi abbiano evidenziato gli effetti negativi su molteplici aspetti della vita degli animali diurni, specialmente sul comportamento, le nostre conoscenze sugli animali notturni sono ancora limitate. Lo scopo di questo elaborato è di analizzare gli effetti dell’inquinamento sonoro e luminoso sul comportamento di caccia di un rapace notturno, l’allocco comune (Strix aluco), combinando dati comportamentali e morfologici. In particolare, è stata analizzata la possibile relazione tra le dimensioni del disco facciale, una struttura di penne tipica degli strigiformi che convoglia i suoni verso le orecchie e che si pensa sia un adattamento per la caccia nell’oscurità, e la capacità di localizzare le prede in presenza di fonti di rumore e di luce artificiale. A tal fine, è stato osservato il comportamento di 28 allocchi esposti sperimentalmente al rumore del traffico, una fonte di rumore antropico, e a luce artificiale, mentre ricevevano due distinti segnali di preda, uno acustico, costituito dal fruscio naturale delle prede, e uno visivo, dato da una preda fittizia. Le analisi non hanno evidenziato nessuna relazione tra le dimensioni del disco facciale e la risposta comportamentale al rumore e alla luce artificiale, ma hanno mostrato che il rumore ha un effetto molto forte sulla capacità degli allocchi di individuare la preda, sia acusticamente che visivamente, e sull’interesse verso di essa. Inoltre, in presenza di rumore, gli allocchi erano significativamente più distratti. I risultati di questo elaborato mostrano che gli animali notturni sono sensibili all’inquinamento sonoro e luminoso, sebbene il rumore antropico abbia un effetto particolarmente negativo sulle prestazioni di caccia. Questo suggerisce che, in contesti urbani, il disturbo acustico potrebbe avere un impatto maggiore sul comportamento rispetto al disturbo luminoso per questo predatore notturno.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/101875