Halophila stipulacea è una fanerogama marina tropicale originaria del Mar Rosso, giunta nel Mar Mediterraneo a seguito dell’apertura del Canale di Suez. Negli ultimi decenni la sua espansione è stata accelerata dal riscaldamento globale, favorendo la formazione di estese praterie in diverse aree del bacino. Tale processo rappresenta una potenziale minaccia per la biodiversità locale, in quanto la specie è in grado di creare nuovi habitat “alieni” che possono alterare la struttura degli ecosistemi e competere con le fanerogame autoctone, come Posidonia oceanica e Cymodocea nodosa. Tuttavia, in uno scenario di progressiva meridionalizzazione e tropicalizzazione delle acque del Mediterraneo, la presenza di H. stipulacea potrebbe assumere anche un ruolo funzionale, offrendo nuovi habitat e servizi ecosistemici laddove le specie native non riescono più a sopravvivere. Questa duplice prospettiva evidenzia la necessità di un monitoraggio integrato volto a valutare non solo i rischi associati all’invasione, ma anche le possibili opportunità per il futuro degli ecosistemi costieri in un contesto di cambiamento climatico rapido e irreversibile.
Habitat del futuro: il caso della fanerogama marina Halophila stipulacea nel Mar Mediterraneo
ZUCCOLO, CAMILLA
2024/2025
Abstract
Halophila stipulacea è una fanerogama marina tropicale originaria del Mar Rosso, giunta nel Mar Mediterraneo a seguito dell’apertura del Canale di Suez. Negli ultimi decenni la sua espansione è stata accelerata dal riscaldamento globale, favorendo la formazione di estese praterie in diverse aree del bacino. Tale processo rappresenta una potenziale minaccia per la biodiversità locale, in quanto la specie è in grado di creare nuovi habitat “alieni” che possono alterare la struttura degli ecosistemi e competere con le fanerogame autoctone, come Posidonia oceanica e Cymodocea nodosa. Tuttavia, in uno scenario di progressiva meridionalizzazione e tropicalizzazione delle acque del Mediterraneo, la presenza di H. stipulacea potrebbe assumere anche un ruolo funzionale, offrendo nuovi habitat e servizi ecosistemici laddove le specie native non riescono più a sopravvivere. Questa duplice prospettiva evidenzia la necessità di un monitoraggio integrato volto a valutare non solo i rischi associati all’invasione, ma anche le possibili opportunità per il futuro degli ecosistemi costieri in un contesto di cambiamento climatico rapido e irreversibile.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Zuccolo_Camilla.pdf
accesso aperto
Dimensione
764.11 kB
Formato
Adobe PDF
|
764.11 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/101882