Le sostanze per- e polifluoroalchiliche sono composti caratterizzati da elevata stabilità termica e chimica, dovuta al legame covalente carbonio-fluoro (C-F), il più corto e forte presente in natura. Utilizzate a partire dagli anni 40 per la produzione di schiume acquose filmogene, biosolidi, si sono diffuse in tutto il mondo e sono oggi classificate come POP, inquinanti organici persistenti, dalla Convenzione di Stoccolma. Per questo motivo è stata introdotta la molecola emergente Gen-X, proposta come alternativa al PFOA per la sua minore tendenza al bioaccumulo. Tuttavia, ad oggi non sono disponibili studi sufficienti a chiarirne la tossicità, se non per quanto riguarda la sua capacità di indurre stress ossidativo con produzione di ROS. Le specie reattive dell’ossigeno vengono contrastate attraverso un sistema antiossidante costituito da piccole molecole non enzimatiche e da enzimi quali SOD, CAT e GPX. Lo studio effettuato mira a valutare la risposta antiossidante in seguito all’esposizione a Gen-X. Per l’esperimento è stata selezionata la specie invasiva Procambarus clarkii, gambero originario della Louisiana, scelta per la sua elevata resistenza. Lo studio è stato condotto su 49 individui distribuiti in quattro vasche, tre delle quali esposte a diverse concentrazioni di Gen-X (0,5 μg/L, 1 μg/L, 10 μg/L), mentre la quarta è stata utilizzata come controllo. Dopo 28 giorni di esposizione, i gamberi sono stati dissezionati e sono stati effettuati saggi biochimici sulle branchie, organo a diretto contatto con l’acqua contaminata, per valutarne le risposte antiossidanti. Le analisi hanno evidenziato una risposta non proporzionale alle dosi somministrate, pur mostrando una correlazione tra l’esposizione a Gen-X e l’attività degli enzimi antiossidanti. La SOD è l’unico enzima che ha mostrato un aumento progressivo dell’attività tra la dose intermedia e quella più alta, mentre CAT e Se-GPX hanno evidenziato risposte non lineari e un crollo dell’attività alle concentrazioni più elevate. Ciò suggerisce una modulazione differenziata dei sistemi antiossidanti nei diversi compartimenti cellulari. Questi dati rappresentano un primo contributo alla comprensione degli effetti di Gen-X, pur richiedendo ulteriori indagini per completarne il quadro tossicologico.
Le sostanze per- e polifluoroalchiliche sono composti caratterizzati da elevata stabilità termica e chimica, dovuta al legame covalente carbonio-fluoro (C-F), il più corto e forte presente in natura. Utilizzate a partire dagli anni 40 per la produzione di schiume acquose filmogene, biosolidi, si sono diffuse in tutto il mondo e sono oggi classificate come POP, inquinanti organici persistenti, dalla Convenzione di Stoccolma. Per questo motivo è stata introdotta la molecola emergente Gen-X, proposta come alternativa al PFOA per la sua minore tendenza al bioaccumulo. Tuttavia, ad oggi non sono disponibili studi sufficienti a chiarirne la tossicità, se non per quanto riguarda la sua capacità di indurre stress ossidativo con produzione di ROS. Le specie reattive dell’ossigeno vengono contrastate attraverso un sistema antiossidante costituito da piccole molecole non enzimatiche e da enzimi quali SOD, CAT e GPX. Lo studio effettuato mira a valutare la risposta antiossidante in seguito all’esposizione a Gen-X. Per l’esperimento è stata selezionata la specie invasiva Procambarus clarkii, gambero originario della Louisiana, scelta per la sua elevata resistenza. Lo studio è stato condotto su 49 individui distribuiti in quattro vasche, tre delle quali esposte a diverse concentrazioni di Gen-X (0,5 μg/L, 1 μg/L, 10 μg/L), mentre la quarta è stata utilizzata come controllo. Dopo 28 giorni di esposizione, i gamberi sono stati dissezionati e sono stati effettuati saggi biochimici sulle branchie, organo a diretto contatto con l’acqua contaminata, per valutarne le risposte antiossidanti. Le analisi hanno evidenziato una risposta non proporzionale alle dosi somministrate, pur mostrando una correlazione tra l’esposizione a Gen-X e l’attività degli enzimi antiossidanti. La SOD è l’unico enzima che ha mostrato un aumento progressivo dell’attività tra la dose intermedia e quella più alta, mentre CAT e Se-GPX hanno evidenziato risposte non lineari e un crollo dell’attività alle concentrazioni più elevate. Ciò suggerisce una modulazione differenziata dei sistemi antiossidanti nei diversi compartimenti cellulari. Questi dati rappresentano un primo contributo alla comprensione degli effetti di Gen-X, pur richiedendo ulteriori indagini per completarne il quadro tossicologico.
Gen-X e stress ossidativo: valutazione delle risposte antiossidanti in branchie di Procambarus clarkii in seguito ad esposizione sperimentale
DEBATTISTI, SERENA
2024/2025
Abstract
Le sostanze per- e polifluoroalchiliche sono composti caratterizzati da elevata stabilità termica e chimica, dovuta al legame covalente carbonio-fluoro (C-F), il più corto e forte presente in natura. Utilizzate a partire dagli anni 40 per la produzione di schiume acquose filmogene, biosolidi, si sono diffuse in tutto il mondo e sono oggi classificate come POP, inquinanti organici persistenti, dalla Convenzione di Stoccolma. Per questo motivo è stata introdotta la molecola emergente Gen-X, proposta come alternativa al PFOA per la sua minore tendenza al bioaccumulo. Tuttavia, ad oggi non sono disponibili studi sufficienti a chiarirne la tossicità, se non per quanto riguarda la sua capacità di indurre stress ossidativo con produzione di ROS. Le specie reattive dell’ossigeno vengono contrastate attraverso un sistema antiossidante costituito da piccole molecole non enzimatiche e da enzimi quali SOD, CAT e GPX. Lo studio effettuato mira a valutare la risposta antiossidante in seguito all’esposizione a Gen-X. Per l’esperimento è stata selezionata la specie invasiva Procambarus clarkii, gambero originario della Louisiana, scelta per la sua elevata resistenza. Lo studio è stato condotto su 49 individui distribuiti in quattro vasche, tre delle quali esposte a diverse concentrazioni di Gen-X (0,5 μg/L, 1 μg/L, 10 μg/L), mentre la quarta è stata utilizzata come controllo. Dopo 28 giorni di esposizione, i gamberi sono stati dissezionati e sono stati effettuati saggi biochimici sulle branchie, organo a diretto contatto con l’acqua contaminata, per valutarne le risposte antiossidanti. Le analisi hanno evidenziato una risposta non proporzionale alle dosi somministrate, pur mostrando una correlazione tra l’esposizione a Gen-X e l’attività degli enzimi antiossidanti. La SOD è l’unico enzima che ha mostrato un aumento progressivo dell’attività tra la dose intermedia e quella più alta, mentre CAT e Se-GPX hanno evidenziato risposte non lineari e un crollo dell’attività alle concentrazioni più elevate. Ciò suggerisce una modulazione differenziata dei sistemi antiossidanti nei diversi compartimenti cellulari. Questi dati rappresentano un primo contributo alla comprensione degli effetti di Gen-X, pur richiedendo ulteriori indagini per completarne il quadro tossicologico.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/101887