Abstract

La presente tesi è dedicata all’analisi di Mai-mult-ca-trecutul (2023) di Ana Blandiana e parte dal presupposto che non sia soltanto un diario personale, ma un dispositivo narrativo capace di illuminare in modo nuovo il rapporto tra memoria individuale e memoria collettiva nella Romania comunista e post-comunista. La scelta di lavorare su quest’opera nasce da un interesse personale legato alla traduzione e dall’esigenza di indagare come la scrittrice, in quanto figura centrale della cultura romena contemporanea, renda la scrittura diaristica uno spazio critico in cui vita quotidiana, riflessione etica e testimonianza storica si intrecciano per diventare chiavi di lettura per il lettore. L’oggetto specifico dell’indagine consiste nell’analisi tematica, stilistica e strutturale del diario, mostrando particolare attenzione al modo in cui Blandiana registra movimenti fisici e mentali, ritmi di vita, luoghi, relazioni e nuclei ricorrenti. Questo permette di cogliere la coerenza interna del testo e, parallelamente, la sua oscillazione tra intimità e pensiero critico. Il lavoro si fonda su un impianto teorico che combina studi sulla figura di Ana Blandiana, lo sviluppo della sua poetica assieme alla ricezione critica, con riferimento a Gheorghe Grigurcu, Nicolae Manolescu, Dumitru Micu, Ion Negoițescu, Marian Popa e Eugen Simion, oltre alle riflessioni sulla memoria culturale. Le prospettive dei critici letterari integrate con il contesto storico ricostruito soprattutto attraverso Dennis Deletant, permettono una lettura stratificata dell’opera. Il metodo adottato unisce analisi testuale dell’opera e una ricostruzione contestuale che intreccia biografia, storia e ricezione critica. Una parte del lavoro comprende, inoltre, la traduzione di sezioni significative del diario, allo scopo di individuare le scelte linguistiche e stilistiche di Blandiana oltre ad un motivo pratico di traduzione di un testo inedito. I risultati evidenziano come Mai-mult-ca-trecutul rappresenti un momento di svolta nella produzione dell’autrice: un testo in cui la dimensione privata diventa chiave interpretativa del passato nazionale, e in cui l’esperienza personale fa da ponte verso una riflessione più ampia sulla fragilità e sulla resistenza della memoria.

L'ultimo anno del comunismo romeno: "Mai-mult-ca-trecutul" di Ana Blandiana, presentazione e saggio di traduzione.

STATACHE, ANDREA LISA
2024/2025

Abstract

Abstract
2024
The Last Year of Communism in Romania: Ana Blandiana's "Mai-mult.ca-trecutul", translation essay.
La presente tesi è dedicata all’analisi di Mai-mult-ca-trecutul (2023) di Ana Blandiana e parte dal presupposto che non sia soltanto un diario personale, ma un dispositivo narrativo capace di illuminare in modo nuovo il rapporto tra memoria individuale e memoria collettiva nella Romania comunista e post-comunista. La scelta di lavorare su quest’opera nasce da un interesse personale legato alla traduzione e dall’esigenza di indagare come la scrittrice, in quanto figura centrale della cultura romena contemporanea, renda la scrittura diaristica uno spazio critico in cui vita quotidiana, riflessione etica e testimonianza storica si intrecciano per diventare chiavi di lettura per il lettore. L’oggetto specifico dell’indagine consiste nell’analisi tematica, stilistica e strutturale del diario, mostrando particolare attenzione al modo in cui Blandiana registra movimenti fisici e mentali, ritmi di vita, luoghi, relazioni e nuclei ricorrenti. Questo permette di cogliere la coerenza interna del testo e, parallelamente, la sua oscillazione tra intimità e pensiero critico. Il lavoro si fonda su un impianto teorico che combina studi sulla figura di Ana Blandiana, lo sviluppo della sua poetica assieme alla ricezione critica, con riferimento a Gheorghe Grigurcu, Nicolae Manolescu, Dumitru Micu, Ion Negoițescu, Marian Popa e Eugen Simion, oltre alle riflessioni sulla memoria culturale. Le prospettive dei critici letterari integrate con il contesto storico ricostruito soprattutto attraverso Dennis Deletant, permettono una lettura stratificata dell’opera. Il metodo adottato unisce analisi testuale dell’opera e una ricostruzione contestuale che intreccia biografia, storia e ricezione critica. Una parte del lavoro comprende, inoltre, la traduzione di sezioni significative del diario, allo scopo di individuare le scelte linguistiche e stilistiche di Blandiana oltre ad un motivo pratico di traduzione di un testo inedito. I risultati evidenziano come Mai-mult-ca-trecutul rappresenti un momento di svolta nella produzione dell’autrice: un testo in cui la dimensione privata diventa chiave interpretativa del passato nazionale, e in cui l’esperienza personale fa da ponte verso una riflessione più ampia sulla fragilità e sulla resistenza della memoria.
Comunismo
Traduzione
Letteratura romena
Ana Blandiana
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Statache_AndreaLisa.pdf

Accesso riservato

Dimensione 624.56 kB
Formato Adobe PDF
624.56 kB Adobe PDF

The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/102290