Il diabete mellito post-trapianto (PTDM) è una complicanza frequente nei soggetti sottoposti a trapianto d’organo. Con PTMD si descrive la presenza di diabete nel post-trapianto indipendentemente dal momento di insorgenza del diabete. L’incidenza varia a seconda del tipo di trapianto, ma globalmente rimane una complicanza rilevante nella gestione del paziente trapiantato d’organo. Il trattamento del PTDM si adatta al variare degli schemi terapeutici immunosoppressori impiegati nelle varie fasi del post-trapianto. L’iniziale utilizzo di immunosoppressori a dosaggi elevati nella fase di induzione della terapia anti-rigetto richiede un trattamento ipoglicemizzante particolarmente aggressivo basato su analoghi dell’insulina. Il graduale passaggio alla fase di mantenimento della terapia anti-rigetto permette di ridurre il dosaggio dell’insulina e di introdurre ipoglicemizzanti orali. Negli ultimi anni gli inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio 2 (SGLT2) sono stati inclusi tra gli ipoglicemizzanti orali impiegati nel trattamento del PTDM. Tali farmaci, oltre a dimostrare una comprovata efficacia ipoglicemizzante, esercitano un significativo effetto cardio e nefro-protettivo. Questo duplice beneficio potrebbe esser particolarmente vantaggioso nei soggetti affetti da PTDM, nei quali la gestione del rischio cardiovascolare e la preservazione della funzione renale rappresentano una priorità terapeutica. Tali obiettivi sono compromessi da un contesto patologico multifattoriale che include gli effetti avversi dei farmaci immunosoppressori, il danno micro e macro-vascolare correlato al diabete e della preesistenza di patologie croniche. Tuttavia, è necessario considerare che l’impiego di inibitori di SGLT2 è associato a un maggior rischio di infezioni genito-urinarie, effetto avverso potenzialmente amplificato nei soggetti sottoposti a terapia immunosoppressiva. La presente tesi si propone di valutare la sicurezza e l’efficacia degli inibitori di SGLT2 in una popolazione di soggetti affetti da PTDM. I soggetti inclusi sono stati seguiti presso il Servizio Ambulatoriale di Diabetologia dell’Azienda Ospedaliera di Padova.
Inibitori di SGLT2 nel diabete mellito post-trapianto: sicurezza ed efficacia del trattamento in una popolazione particolare
BASSO, GIOVANNI
2024/2025
Abstract
Il diabete mellito post-trapianto (PTDM) è una complicanza frequente nei soggetti sottoposti a trapianto d’organo. Con PTMD si descrive la presenza di diabete nel post-trapianto indipendentemente dal momento di insorgenza del diabete. L’incidenza varia a seconda del tipo di trapianto, ma globalmente rimane una complicanza rilevante nella gestione del paziente trapiantato d’organo. Il trattamento del PTDM si adatta al variare degli schemi terapeutici immunosoppressori impiegati nelle varie fasi del post-trapianto. L’iniziale utilizzo di immunosoppressori a dosaggi elevati nella fase di induzione della terapia anti-rigetto richiede un trattamento ipoglicemizzante particolarmente aggressivo basato su analoghi dell’insulina. Il graduale passaggio alla fase di mantenimento della terapia anti-rigetto permette di ridurre il dosaggio dell’insulina e di introdurre ipoglicemizzanti orali. Negli ultimi anni gli inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio 2 (SGLT2) sono stati inclusi tra gli ipoglicemizzanti orali impiegati nel trattamento del PTDM. Tali farmaci, oltre a dimostrare una comprovata efficacia ipoglicemizzante, esercitano un significativo effetto cardio e nefro-protettivo. Questo duplice beneficio potrebbe esser particolarmente vantaggioso nei soggetti affetti da PTDM, nei quali la gestione del rischio cardiovascolare e la preservazione della funzione renale rappresentano una priorità terapeutica. Tali obiettivi sono compromessi da un contesto patologico multifattoriale che include gli effetti avversi dei farmaci immunosoppressori, il danno micro e macro-vascolare correlato al diabete e della preesistenza di patologie croniche. Tuttavia, è necessario considerare che l’impiego di inibitori di SGLT2 è associato a un maggior rischio di infezioni genito-urinarie, effetto avverso potenzialmente amplificato nei soggetti sottoposti a terapia immunosoppressiva. La presente tesi si propone di valutare la sicurezza e l’efficacia degli inibitori di SGLT2 in una popolazione di soggetti affetti da PTDM. I soggetti inclusi sono stati seguiti presso il Servizio Ambulatoriale di Diabetologia dell’Azienda Ospedaliera di Padova.| File | Dimensione | Formato | |
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