La malattia di Fabry (FD) è una rara patologia da accumulo lisosomiale legata al cromosoma X la cui presentazione clinica è a carattere multisistemico. Diversi sono i fattori ritenuti coinvolti nell’insorgenza di fatica e di intolleranza all’esercizio, manifestazioni frequenti e precoci spesso sottostimate e di difficile inquadramento. Oltre a considerare come responsabili meccanismi di origine cardiocircolatoria e respiratoria, risulta essere importante anche valutare la funzione fisica e lo stato nutrizionale dei pazienti affetti da FD, parametri che rimangono tuttavia ancora poco caratterizzati. Lo scopo di questo studio è valutare la funzione fisica e lo stato nutrizionale, assieme alla fitness cardiorespiratoria, nei pazienti con FD, indagando eventuali relazioni con il sesso, il fenotipo della malattia ed il trattamento con terapia enzimatica sostitutiva (ERT) o terapia chaperononica. Sono stati selezionati 42 pazienti adulti (età >18 anni) con diagnosi genetica di FD. È stato eseguito test da sforzo cardiopolmonare (CPET) per la misurazione della fitness cardiorespiratoria, espressa in termini di massimo consumo di ossigeno (VO2 picco). Inoltre, è stata analizzata l’impedenza bioelettrica (BIA) per ottenere misurazioni della composizione corporea (angolo di fase [PA], indice di massa magra [FFMI] e indice di massa grassa [FM]). La funzione fisica è stata valutata attraverso il test del cammino di 6 minuti, handgrip test (HG), chair-stand test e il Short Physical Performance Battery (SPPB), test per la forza muscolare isometrica ed isocinetica. Per indagare le abitudini di attività fisica e di percezione della fatica dei pazienti sono stati inoltre somministrati i questionari auto-compilati GPAQ, CFIDS di Bell e FIS-40. Sono state condotte analisi statistiche, raggruppando i pazienti per sesso (maschio o femmina), fenotipo della malattia (classico o a esordio tardivo/VUS) e terapia (trattati con ERT/terapia chaperononica o non trattati). Il CPET ha rivelato differenze in base al sesso e al fenotipo. È stata osservata una prevalenza significativamente maggiore di VO₂ predetto <85% nei pazienti con fenotipo classico (53,8%) rispetto a quelli con fenotipo a esordio tardivo/VUS (11,5%; p<0,01). L’analisi della composizione corporea ha indicato un FFMI inferiore nei pazienti con fenotipo classico rispetto a quelli con fenotipo a esordio tardivo/VUS (16,8 kg/m² [DS 1,0] vs 18,6 kg/m² [DS 2,1]; p=0,01). Inoltre, l’angolo di fase (PA) era significativamente più basso nei maschi con fenotipo classico (4,2° [DS 0,6] vs 5,1° [DS 0,5] nei fenotipi a esordio tardivo/VUS; p=0,01) e nei pazienti trattati (4,8° [DS 1,0] vs 7,6° [DS 0,9] nei non trattati; p=0,04). I test di funzionalità fisica hanno mostrato come i pazienti maschi con fenotipo classico presentano valori all'HG significativamente inferiori rispetto al gruppo con fenotipo tardivo/VUS (33,4 kg; DS 1,9 vs 39,2 kg; DS 4,4; p = 0,015). Rispetto ai valori di riferimento della popolazione generale, il 74,3% dell'intera coorte ha ottenuto punteggi inferiori al 50° percentile nell'HG (26,1 kg [DS 7,8]), mentre il numero di ripetizioni svolte dall’intera popolazione al 30-STS è stato il 60,9% del predetto. L’entità della fatica percepita era più elevata nei pazienti con fenotipo classico e nei pazienti trattati, rispetto a quelli con fenotipo a esordio tardivo/VUS e non trattati, rispettivamente. I risultati mostrano come i pazienti con fenotipo classico, in particolare i maschi, presentino una capacità massimale aerobica ed una funzione fisica ridotte. La riduzione della capacità aerobica sembra essere legata principalmente ad una limitazione periferica muscolare. Questi risultati mostrano come il CPET, i test di funzione fisica, l’analisi dell’impedenza bioelettrica e i questionari della fatica percepita possano essere utili nella valutazione globale dei pazienti affetti da FD.

FUNZIONE FISICA E STATO NUTRIZIONALE NEI PAZIENTI AFFETTI DA MALATTIA DI FABRY

CAVERNI, MATTEO
2024/2025

Abstract

La malattia di Fabry (FD) è una rara patologia da accumulo lisosomiale legata al cromosoma X la cui presentazione clinica è a carattere multisistemico. Diversi sono i fattori ritenuti coinvolti nell’insorgenza di fatica e di intolleranza all’esercizio, manifestazioni frequenti e precoci spesso sottostimate e di difficile inquadramento. Oltre a considerare come responsabili meccanismi di origine cardiocircolatoria e respiratoria, risulta essere importante anche valutare la funzione fisica e lo stato nutrizionale dei pazienti affetti da FD, parametri che rimangono tuttavia ancora poco caratterizzati. Lo scopo di questo studio è valutare la funzione fisica e lo stato nutrizionale, assieme alla fitness cardiorespiratoria, nei pazienti con FD, indagando eventuali relazioni con il sesso, il fenotipo della malattia ed il trattamento con terapia enzimatica sostitutiva (ERT) o terapia chaperononica. Sono stati selezionati 42 pazienti adulti (età >18 anni) con diagnosi genetica di FD. È stato eseguito test da sforzo cardiopolmonare (CPET) per la misurazione della fitness cardiorespiratoria, espressa in termini di massimo consumo di ossigeno (VO2 picco). Inoltre, è stata analizzata l’impedenza bioelettrica (BIA) per ottenere misurazioni della composizione corporea (angolo di fase [PA], indice di massa magra [FFMI] e indice di massa grassa [FM]). La funzione fisica è stata valutata attraverso il test del cammino di 6 minuti, handgrip test (HG), chair-stand test e il Short Physical Performance Battery (SPPB), test per la forza muscolare isometrica ed isocinetica. Per indagare le abitudini di attività fisica e di percezione della fatica dei pazienti sono stati inoltre somministrati i questionari auto-compilati GPAQ, CFIDS di Bell e FIS-40. Sono state condotte analisi statistiche, raggruppando i pazienti per sesso (maschio o femmina), fenotipo della malattia (classico o a esordio tardivo/VUS) e terapia (trattati con ERT/terapia chaperononica o non trattati). Il CPET ha rivelato differenze in base al sesso e al fenotipo. È stata osservata una prevalenza significativamente maggiore di VO₂ predetto <85% nei pazienti con fenotipo classico (53,8%) rispetto a quelli con fenotipo a esordio tardivo/VUS (11,5%; p<0,01). L’analisi della composizione corporea ha indicato un FFMI inferiore nei pazienti con fenotipo classico rispetto a quelli con fenotipo a esordio tardivo/VUS (16,8 kg/m² [DS 1,0] vs 18,6 kg/m² [DS 2,1]; p=0,01). Inoltre, l’angolo di fase (PA) era significativamente più basso nei maschi con fenotipo classico (4,2° [DS 0,6] vs 5,1° [DS 0,5] nei fenotipi a esordio tardivo/VUS; p=0,01) e nei pazienti trattati (4,8° [DS 1,0] vs 7,6° [DS 0,9] nei non trattati; p=0,04). I test di funzionalità fisica hanno mostrato come i pazienti maschi con fenotipo classico presentano valori all'HG significativamente inferiori rispetto al gruppo con fenotipo tardivo/VUS (33,4 kg; DS 1,9 vs 39,2 kg; DS 4,4; p = 0,015). Rispetto ai valori di riferimento della popolazione generale, il 74,3% dell'intera coorte ha ottenuto punteggi inferiori al 50° percentile nell'HG (26,1 kg [DS 7,8]), mentre il numero di ripetizioni svolte dall’intera popolazione al 30-STS è stato il 60,9% del predetto. L’entità della fatica percepita era più elevata nei pazienti con fenotipo classico e nei pazienti trattati, rispetto a quelli con fenotipo a esordio tardivo/VUS e non trattati, rispettivamente. I risultati mostrano come i pazienti con fenotipo classico, in particolare i maschi, presentino una capacità massimale aerobica ed una funzione fisica ridotte. La riduzione della capacità aerobica sembra essere legata principalmente ad una limitazione periferica muscolare. Questi risultati mostrano come il CPET, i test di funzione fisica, l’analisi dell’impedenza bioelettrica e i questionari della fatica percepita possano essere utili nella valutazione globale dei pazienti affetti da FD.
2024
PHYSICAL PERFORMANCE AND NUTRITIONAL STATUS IN PATIENTS WITH FABRY DISEASE
malattia di Fabry
esercizio fisico
test cardiopolmonare
stato nutrizionale
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/102311