Il dolore cronico rappresenta una complessa condizione clinica multidimensionale. Si caratterizza per un’eziologia multifattoriale che coinvolge aspetti fisici, sensoriali, cognitivi, affettivi e sociali. L’interazione di queste dimensioni determina in maniera sostanziale l’esperienza soggettiva del paziente e di conseguenza la sua qualità di vita. Considerando le stime di prevalenze in costante crescita (Global Burden of Disease [GBD], 2018) e l’impatto del dolore cronico sia sulla qualità di vita dei pazienti, sia sui costi economici globali, in termini di spesa sanitaria e riduzione della produttività lavorativa, esso può essere ritenuto una priorità di salute pubblica. L’obiettivo di questo elaborato è stato quello di analizzare, attraverso una revisione della letteratura, il ruolo dell’infermiere come mediatore della sofferenza nel paziente con dolore cronico, con particolare attenzione agli aspetti comunicativi e relazionali della cura. I risultati della revisione hanno evidenziato con forza come la presenza attiva e l’ascolto da parte dell’infermiere rappresentino strumenti terapeutici fondamentali, capaci di migliorare la relazione di cura e di favorire una gestione più efficace del dolore cronico. Numerose sono le evidenze a sostegno dell’efficacia della comunicazione terapeutica e del valore di quelle che sono le competenze relazionali nel promuovere il benessere globale del paziente. Si può pertanto concludere che la promozione del ruolo infermieristico, orientato alla relazione e alla comunicazione, costituisce un elemento essenziale, non solo nella gestione attuale del dolore cronico, ma anche in prospettiva futura, quale leva strategica per migliorare la qualità di vita dei pazienti.

Ascolto e presenza: l'infermiere come mediatore della sofferenza nel paziente con dolore cronico

BOCAN, ANDREEA
2024/2025

Abstract

Il dolore cronico rappresenta una complessa condizione clinica multidimensionale. Si caratterizza per un’eziologia multifattoriale che coinvolge aspetti fisici, sensoriali, cognitivi, affettivi e sociali. L’interazione di queste dimensioni determina in maniera sostanziale l’esperienza soggettiva del paziente e di conseguenza la sua qualità di vita. Considerando le stime di prevalenze in costante crescita (Global Burden of Disease [GBD], 2018) e l’impatto del dolore cronico sia sulla qualità di vita dei pazienti, sia sui costi economici globali, in termini di spesa sanitaria e riduzione della produttività lavorativa, esso può essere ritenuto una priorità di salute pubblica. L’obiettivo di questo elaborato è stato quello di analizzare, attraverso una revisione della letteratura, il ruolo dell’infermiere come mediatore della sofferenza nel paziente con dolore cronico, con particolare attenzione agli aspetti comunicativi e relazionali della cura. I risultati della revisione hanno evidenziato con forza come la presenza attiva e l’ascolto da parte dell’infermiere rappresentino strumenti terapeutici fondamentali, capaci di migliorare la relazione di cura e di favorire una gestione più efficace del dolore cronico. Numerose sono le evidenze a sostegno dell’efficacia della comunicazione terapeutica e del valore di quelle che sono le competenze relazionali nel promuovere il benessere globale del paziente. Si può pertanto concludere che la promozione del ruolo infermieristico, orientato alla relazione e alla comunicazione, costituisce un elemento essenziale, non solo nella gestione attuale del dolore cronico, ma anche in prospettiva futura, quale leva strategica per migliorare la qualità di vita dei pazienti.
2024
Listening and presence: the nurse as a mediator of suffering in patients with chronic pain
dolore cronico
comunicazione
presenza
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