L’assistenza infermieristica in emergenza extraospedaliera espone quotidianamente i professionisti a situazioni critiche e imprevedibili, spesso caratterizzate da un forte impatto emotivo. La corretta gestione delle emozioni e dello stress professionale rappresenta un elemento fondamentale per il benessere psicologico degli infermieri e influisce direttamente sulla qualità delle cure erogate. Il presente studio si propone di indagare l’impatto emotivo del lavoro in emergenza extraospedaliera sugli infermieri del Servizio di Urgenza ed Emergenza Medica (SUEM) dell’AULSS 1 Dolomiti, analizzando al contempo le principali evidenze presenti in letteratura e offrendo spunti di riflessione per la pratica clinica. A tale scopo è stato adottato un approccio metodologico misto, utilizzando la scala Professional Quality of Life (ProQOL) per ottenere una stima dei livelli di soddisfazione da compassione, burnout e stress traumatico secondario, oltre alla somministrazione di tre domande aperte volte ad approfondire i vissuti emotivi, le percezioni personali e le strategie di coping più frequentemente adottate dagli infermieri. Il campione dello studio è costituito da 42 infermieri in servizio attivo presso il SUEM dell’AULSS 1 Dolomiti. La raccolta dei dati è avvenuta mediante un modulo online, in forma anonima e volontaria. Dai risultati quantitativi sono emersi livelli medi di soddisfazione da compassione, rischio medio di burnout e basso di stress traumatico secondario, indicando un equilibrio emotivo complessivo. Dall’analisi qualitativa è emerso che le principali fonti di stress, riguardano la tipologia di paziente, la gestione dei familiari e le condizioni operative. L’esperienza in emergenza extraospedaliera ha portato gli infermieri a sviluppare una maggiore forza interiore, sicurezza e consapevolezza, tuttavia, in alcuni è emersa una tendenza al distacco emotivo. Le situazioni a maggior impatto emotivo includono le emergenze pediatriche, i suicidi, le rianimazioni cardio-polmonari, i decessi e gli interventi che coinvolgono pazienti conosciuti. Le strategie di gestione delle emozioni risultano eterogenee: alcune, come il confronto con i colleghi o la rielaborazione interiore, favoriscono il benessere emotivo, mentre altre, come il distacco e la repressione delle emozioni, possono ridurre temporaneamente lo stress emotivo ma risultano inefficaci a lungo termine. Emerge la necessità di supportare il benessere emotivo e psicologico degli infermieri attraverso una formazione mirata alla gestione dello stress e delle emozioni, valorizzando l’intelligenza emotiva e il ricorso a forme di supporto psicologico. L’ambiente lavorativo dovrebbe promuovere la resilienza e garantire un supporto psicologico strutturato. È importante aumentare la soddisfazione da compassione, prevenire il burnout e lo stress traumatico secondario, garantendo un adeguato supporto sociale e tempi sufficienti per il recupero dopo l’esposizione ad eventi traumatici. I risultati ottenuti evidenziano come la promozione del benessere psicologico degli infermieri richieda un impegno organizzativo strutturato e condiviso. Interventi mirati alla formazione emotiva, alla creazione di spazi di confronto e decompressione psicologica possono rafforzare la resilienza, incrementare la soddisfazione professionale, ridurre l’incidenza di burnout e stress traumatico secondario. È fondamentale che le organizzazioni sanitarie riconoscano la dimensione emotiva come parte integrante della pratica infermieristica, valorizzando il benessere dei professionisti tanto quanto quello dei pazienti. In questo modo, la gestione delle emozioni diventa una competenza professionale essenziale e un presupposto per garantire la qualità dell’assistenza nell’emergenza extraospedaliera.

Il lato invisibile dell’emergenza: vissuti emotivi e resilienza degli infermieri del SUEM dell’AULSS 1 Dolomiti

DIETRE, DEBORA
2024/2025

Abstract

L’assistenza infermieristica in emergenza extraospedaliera espone quotidianamente i professionisti a situazioni critiche e imprevedibili, spesso caratterizzate da un forte impatto emotivo. La corretta gestione delle emozioni e dello stress professionale rappresenta un elemento fondamentale per il benessere psicologico degli infermieri e influisce direttamente sulla qualità delle cure erogate. Il presente studio si propone di indagare l’impatto emotivo del lavoro in emergenza extraospedaliera sugli infermieri del Servizio di Urgenza ed Emergenza Medica (SUEM) dell’AULSS 1 Dolomiti, analizzando al contempo le principali evidenze presenti in letteratura e offrendo spunti di riflessione per la pratica clinica. A tale scopo è stato adottato un approccio metodologico misto, utilizzando la scala Professional Quality of Life (ProQOL) per ottenere una stima dei livelli di soddisfazione da compassione, burnout e stress traumatico secondario, oltre alla somministrazione di tre domande aperte volte ad approfondire i vissuti emotivi, le percezioni personali e le strategie di coping più frequentemente adottate dagli infermieri. Il campione dello studio è costituito da 42 infermieri in servizio attivo presso il SUEM dell’AULSS 1 Dolomiti. La raccolta dei dati è avvenuta mediante un modulo online, in forma anonima e volontaria. Dai risultati quantitativi sono emersi livelli medi di soddisfazione da compassione, rischio medio di burnout e basso di stress traumatico secondario, indicando un equilibrio emotivo complessivo. Dall’analisi qualitativa è emerso che le principali fonti di stress, riguardano la tipologia di paziente, la gestione dei familiari e le condizioni operative. L’esperienza in emergenza extraospedaliera ha portato gli infermieri a sviluppare una maggiore forza interiore, sicurezza e consapevolezza, tuttavia, in alcuni è emersa una tendenza al distacco emotivo. Le situazioni a maggior impatto emotivo includono le emergenze pediatriche, i suicidi, le rianimazioni cardio-polmonari, i decessi e gli interventi che coinvolgono pazienti conosciuti. Le strategie di gestione delle emozioni risultano eterogenee: alcune, come il confronto con i colleghi o la rielaborazione interiore, favoriscono il benessere emotivo, mentre altre, come il distacco e la repressione delle emozioni, possono ridurre temporaneamente lo stress emotivo ma risultano inefficaci a lungo termine. Emerge la necessità di supportare il benessere emotivo e psicologico degli infermieri attraverso una formazione mirata alla gestione dello stress e delle emozioni, valorizzando l’intelligenza emotiva e il ricorso a forme di supporto psicologico. L’ambiente lavorativo dovrebbe promuovere la resilienza e garantire un supporto psicologico strutturato. È importante aumentare la soddisfazione da compassione, prevenire il burnout e lo stress traumatico secondario, garantendo un adeguato supporto sociale e tempi sufficienti per il recupero dopo l’esposizione ad eventi traumatici. I risultati ottenuti evidenziano come la promozione del benessere psicologico degli infermieri richieda un impegno organizzativo strutturato e condiviso. Interventi mirati alla formazione emotiva, alla creazione di spazi di confronto e decompressione psicologica possono rafforzare la resilienza, incrementare la soddisfazione professionale, ridurre l’incidenza di burnout e stress traumatico secondario. È fondamentale che le organizzazioni sanitarie riconoscano la dimensione emotiva come parte integrante della pratica infermieristica, valorizzando il benessere dei professionisti tanto quanto quello dei pazienti. In questo modo, la gestione delle emozioni diventa una competenza professionale essenziale e un presupposto per garantire la qualità dell’assistenza nell’emergenza extraospedaliera.
2024
The invisible side of the emergency: emotional experiences and resilience of SUEM nurses at AULSS 1 Dolomiti
infermieri
emergenza
preospedaliero
emozioni
resilienza
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
dietre.debora.2083328.pdf

Accesso riservato

Dimensione 724.02 kB
Formato Adobe PDF
724.02 kB Adobe PDF

The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/102369