Obiettivo: Analizzare l'epidemiologia del melanoma cutaneo a livello globale e nazionale, evidenziando le tendenze attuali dell'incidenza e definendo il ruolo specifico dell'infermiere nella prevenzione e diagnosi precoce per ottimizzare gli outcomes clinici. Background: Il melanoma cutaneo rappresenta una delle neoplasie a più rapida crescita a livello mondiale. Nonostante i progressi terapeutici, la prevenzione primaria e la diagnosi precoce rimangono le strategie più efficaci per ridurre mortalità e morbidità. Gli infermieri, per la loro posizione privilegiata nel sistema sanitario, possono svolgere un ruolo cruciale nell'identificazione precoce e nell'educazione preventiva, tuttavia esistono lacune formative che limitano l'efficacia di questi interventi. Metodologia: Studio descrittivo-analitico articolato in due fasi: (1) revisione sistematica della letteratura scientifica internazionale per l'analisi epidemiologica attraverso database PubMed, Cinahl (2015-2025); (2) analisi critica delle competenze infermieristiche attuali mediante revisione di linee guida, protocolli assistenziali e programmi formativi nazionali e internazionali per identificare gapformativi e strategie di miglioramento. Risultati: L'analisi epidemiologica documenta un raddoppio dell'incidenza globale nell'ultimo decennio, con proiezioni OMS che stimano un incremento da 324.635 casi nel 2020 a 510.000 entro il 2040 (+57%). In Italia, i dati AIOM evidenziano una crescita esponenziale da 6.000 casi nel 2004 a 17.000 stimati per il 2024 (+183%), con prevalenza maschile (7.000 vs 5.900 casi). Il melanoma rappresenta la terza neoplasia più frequente sotto i 50 anni (AIRC). L'analisi delle competenze infermieristiche rivela lacune significative nella formazione dermatologica di base e nella capacità di riconoscimento dei segni precoci, con solo il 30% degli infermieri che dimostra competenze adeguate nell'applicazione della regola ABCDE. Conclusioni: L'attuale "epidemia del melanoma" richiede un approccio multidisciplinare integrato che valorizzi il ruolo strategico dell'infermiere attraverso programmi formativi specialistici e protocolli standardizzati di screening. È necessario implementare percorsi di formazione continua sulla dermatologia preventiva e sviluppare competenze specifiche per la diagnosi precoce, particolarmente cruciali per contrastare l'incremento dell'incidenza nelle fasce giovanili della popolazione. Parole chiave: melanoma cutaneo, epidemiologia, incidenza, competenze infermieristiche, prevenzione primaria, diagnosi precoce, formazione sanitaria
Guardare la pelle per salvare una vita: il ruolo dell’infermiere nella diagnosi precoce del melanoma cutaneo
MANZO, IRENE
2024/2025
Abstract
Obiettivo: Analizzare l'epidemiologia del melanoma cutaneo a livello globale e nazionale, evidenziando le tendenze attuali dell'incidenza e definendo il ruolo specifico dell'infermiere nella prevenzione e diagnosi precoce per ottimizzare gli outcomes clinici. Background: Il melanoma cutaneo rappresenta una delle neoplasie a più rapida crescita a livello mondiale. Nonostante i progressi terapeutici, la prevenzione primaria e la diagnosi precoce rimangono le strategie più efficaci per ridurre mortalità e morbidità. Gli infermieri, per la loro posizione privilegiata nel sistema sanitario, possono svolgere un ruolo cruciale nell'identificazione precoce e nell'educazione preventiva, tuttavia esistono lacune formative che limitano l'efficacia di questi interventi. Metodologia: Studio descrittivo-analitico articolato in due fasi: (1) revisione sistematica della letteratura scientifica internazionale per l'analisi epidemiologica attraverso database PubMed, Cinahl (2015-2025); (2) analisi critica delle competenze infermieristiche attuali mediante revisione di linee guida, protocolli assistenziali e programmi formativi nazionali e internazionali per identificare gapformativi e strategie di miglioramento. Risultati: L'analisi epidemiologica documenta un raddoppio dell'incidenza globale nell'ultimo decennio, con proiezioni OMS che stimano un incremento da 324.635 casi nel 2020 a 510.000 entro il 2040 (+57%). In Italia, i dati AIOM evidenziano una crescita esponenziale da 6.000 casi nel 2004 a 17.000 stimati per il 2024 (+183%), con prevalenza maschile (7.000 vs 5.900 casi). Il melanoma rappresenta la terza neoplasia più frequente sotto i 50 anni (AIRC). L'analisi delle competenze infermieristiche rivela lacune significative nella formazione dermatologica di base e nella capacità di riconoscimento dei segni precoci, con solo il 30% degli infermieri che dimostra competenze adeguate nell'applicazione della regola ABCDE. Conclusioni: L'attuale "epidemia del melanoma" richiede un approccio multidisciplinare integrato che valorizzi il ruolo strategico dell'infermiere attraverso programmi formativi specialistici e protocolli standardizzati di screening. È necessario implementare percorsi di formazione continua sulla dermatologia preventiva e sviluppare competenze specifiche per la diagnosi precoce, particolarmente cruciali per contrastare l'incremento dell'incidenza nelle fasce giovanili della popolazione. Parole chiave: melanoma cutaneo, epidemiologia, incidenza, competenze infermieristiche, prevenzione primaria, diagnosi precoce, formazione sanitaria| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/102386