SCOPO E OBIETTIVI. I tumori cerebrali primitivi, gliali e non gliali, rappresentano un gruppo eterogeneo di neoplasie che incidono in maniera significativa sulla prognosi, sulla qualità di vita e sull’organizzazione dell’assistenza sanitaria. Le recenti classificazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (2016 e 2021) hanno introdotto nuovi criteri istologici e molecolari che permettono di definire con maggiore accuratezza la diagnosi e di orientare le strategie terapeutiche. Obiettivo della presente tesi è analizzare le principali caratteristiche cliniche ed assistenziali di tali neoplasie, con particolare attenzione al ruolo infermieristico nel percorso di cura e al coinvolgimento dei caregiver. MATERIALI E METODI. È stata condotta una revisione della letteratura tramite banche dati scientifiche internazionali (PubMed e CINAHL) e testi accademici, selezionando 42 articoli peer-reviewed relativi a epidemiologia, sintomatologia, complicanze, burden dei caregiver e implicazioni assistenziali. Sono stati inclusi studi osservazionali, trial clinici e revisioni sistematiche pubblicati tra il 2000 e il 2024. L’analisi dei dati è stata effettuata attraverso una lettura critica, con successiva sintesi narrativa dei risultati emersi, al fine di delineare un quadro aggiornato e coerente con la pratica infermieristica. RISULTATI. Dalla revisione emerge che i tumori gliali, in particolare gli astrocitomi e i glioblastomi, presentano elevata aggressività e prognosi sfavorevole, mentre i tumori non gliali mostrano decorso e risposta terapeutica variabili. Il burden sintomatologico comprende deficit cognitivi, disturbi dell’umore, dolore e alterazioni della qualità di vita. Le complicanze legate a chirurgia, radio- e chemioterapia contribuiscono a un ulteriore peggioramento dello stato funzionale. I caregiver riportano elevati livelli di stress psicologico e fisico, con bisogni spesso insoddisfatti di supporto informativo ed emotivo. In questo contesto, l’infermiere svolge un ruolo centrale nel monitoraggio clinico, nella gestione dei sintomi e nell’educazione sanitaria rivolta a pazienti e familiari. DISCUSSIONE E CONCLUSIONI. La classificazione isto molecolare OMS ha reso più accurata la diagnosi dei tumori cerebrali, ponendo le basi per approcci terapeutici più personalizzati. Tuttavia, la complessità clinica di queste patologie continua a rappresentare una sfida sia per i pazienti che per i caregiver. L’assistenza infermieristica, attraverso interventi basati sull’evidence-based practice, riveste un ruolo determinante nel garantire continuità, qualità e umanizzazione delle cure. La presa in carico integrata, che comprende il sostegno al caregiver, rappresenta un elemento essenziale per migliorare gli outcome clinici e psicosociali.
Tumori cerebrali primitivi gliali e non gliali: dalle classificazioni isto-molecolari WHO 2016-2021 all'assistenza infermieristica nei diversi setting di cura.
PANZICA, DANIELE
2024/2025
Abstract
SCOPO E OBIETTIVI. I tumori cerebrali primitivi, gliali e non gliali, rappresentano un gruppo eterogeneo di neoplasie che incidono in maniera significativa sulla prognosi, sulla qualità di vita e sull’organizzazione dell’assistenza sanitaria. Le recenti classificazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (2016 e 2021) hanno introdotto nuovi criteri istologici e molecolari che permettono di definire con maggiore accuratezza la diagnosi e di orientare le strategie terapeutiche. Obiettivo della presente tesi è analizzare le principali caratteristiche cliniche ed assistenziali di tali neoplasie, con particolare attenzione al ruolo infermieristico nel percorso di cura e al coinvolgimento dei caregiver. MATERIALI E METODI. È stata condotta una revisione della letteratura tramite banche dati scientifiche internazionali (PubMed e CINAHL) e testi accademici, selezionando 42 articoli peer-reviewed relativi a epidemiologia, sintomatologia, complicanze, burden dei caregiver e implicazioni assistenziali. Sono stati inclusi studi osservazionali, trial clinici e revisioni sistematiche pubblicati tra il 2000 e il 2024. L’analisi dei dati è stata effettuata attraverso una lettura critica, con successiva sintesi narrativa dei risultati emersi, al fine di delineare un quadro aggiornato e coerente con la pratica infermieristica. RISULTATI. Dalla revisione emerge che i tumori gliali, in particolare gli astrocitomi e i glioblastomi, presentano elevata aggressività e prognosi sfavorevole, mentre i tumori non gliali mostrano decorso e risposta terapeutica variabili. Il burden sintomatologico comprende deficit cognitivi, disturbi dell’umore, dolore e alterazioni della qualità di vita. Le complicanze legate a chirurgia, radio- e chemioterapia contribuiscono a un ulteriore peggioramento dello stato funzionale. I caregiver riportano elevati livelli di stress psicologico e fisico, con bisogni spesso insoddisfatti di supporto informativo ed emotivo. In questo contesto, l’infermiere svolge un ruolo centrale nel monitoraggio clinico, nella gestione dei sintomi e nell’educazione sanitaria rivolta a pazienti e familiari. DISCUSSIONE E CONCLUSIONI. La classificazione isto molecolare OMS ha reso più accurata la diagnosi dei tumori cerebrali, ponendo le basi per approcci terapeutici più personalizzati. Tuttavia, la complessità clinica di queste patologie continua a rappresentare una sfida sia per i pazienti che per i caregiver. L’assistenza infermieristica, attraverso interventi basati sull’evidence-based practice, riveste un ruolo determinante nel garantire continuità, qualità e umanizzazione delle cure. La presa in carico integrata, che comprende il sostegno al caregiver, rappresenta un elemento essenziale per migliorare gli outcome clinici e psicosociali.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/102391