Questo studio osservazionale retrospettivo si propone di valutare l'efficacia del programma di screening cardiovascolare “Cardio 50” nell'Azienda ULSS1 Dolomiti, contesto sanitario dove le malattie cardiovascolari rappresentano una delle principali cause di morbilità e mortalità. L'obiettivo della ricerca è analizzare l'efficacia del programma nell'identificare e gestire i fattori di rischio cardiovascolare all'interno della popolazione target. Il programma “Cardio 50”, attuato attraverso i cinque ambulatori dislocati sul territorio della provincia, si rivolge a residenti di entrambi i sessi, di età compresa tra 50 e 51 anni, escludendo coloro che presentano specifiche patologie o esenzioni. I dati sono stati raccolti da un campione di 2694 individui invitati, con adesione complessiva iniziale del 65,3% (1759 partecipanti), dato indice di buon livello di interesse. L'analisi ha rivelato diminuzione dell'adesione ai follow-up, attestandosi al 35,4% dei 540 inviti inviati. Questo suggerisce la necessità di strategie per migliorare il coinvolgimento dei pazienti nel tempo. La popolazione aderente era composta prevalentemente da donne (54,4%) rispetto agli uomini (45,6%), il livello di istruzione è elevato con oltre il 70% dei partecipanti con un diploma di scuola superiore o di una laurea. Questa caratteristica demografica potrebbe influenzare la consapevolezza sanitaria e l'accesso ai servizi. L'indagine ha evidenziato la prevalenza di fattori di rischio cardiovascolare. Il sovrappeso e l'obesità sono diffusi, con il 37% dei partecipanti in sovrappeso e il 16% obesi, dati aggravati da una circonferenza addominale superiore ai limiti raccomandati specialmente tra le donne (78% con circonferenza ≥ 80 cm). Sul fronte dei parametri clinici, sono emersi nuovi casi di ipertensione nel 14,5% dei partecipanti, di iperglicemia nel 4,3% e di ipercolesterolemia nell'11,5%. Questi dati sottolineano l'importanza dello screening nell'identificare precocemente condizioni che potrebbero rimanere non diagnosticate. Per quanto riguarda gli stili di vita, sebbene la maggior parte dei partecipanti si dichiari fisicamente attiva (82,7%), una quota non trascurabile (17,3%) svolge attività fisica lieve o nulla. Il fumo rimane una preoccupazione, con il 21,2% di fumatori, e l'uso di sigarette elettroniche è presente sia tra i fumatori che tra gli ex fumatori. Dato positivo è l'elevato consumo giornaliero di frutta e verdura (95,2%), sebbene solo il 52,1% raggiunga le cinque porzioni raccomandate. L'indagine evidenzia la necessità di ottimizzare le abitudini relative al sonno e di diminuire il consumo giornaliero di alcool, al fine di promuovere un miglioramento complessivo dello stato di salute. La stratificazione del rischio, effettuata tramite algoritmo, ha collocato la maggior parte dei partecipanti nelle categorie intermedie (B2 39,5%) e alte (C 21,7%; C1 5,2%), indicando la presenza di molteplici fattori di rischio o parametri clinici alterati. Un dato significativo è che il 66,4% dei partecipanti al programma ha necessitato di un intervento, evidenziando l'impatto dei fattori di rischio identificati. Questo risultato conferma l'utilità dello screening nell'identificare individui che necessitano di un'attenta gestione clinica e interventi mirati. In conclusione, lo studio dimostra l'efficacia del programma nell'identificare individui a rischio cardiovascolare, ma evidenzia la criticità legata alla bassa adesione al follow-up. Si raccomanda di potenziare le strategie di coinvolgimento dei pazienti, personalizzare gli interventi in base ai profili di rischio e alle specificità territoriali, e di valorizzare il ruolo degli infermieri nel counseling e nel supporto al cambiamento degli stili di vita, per ottimizzare l'impatto del programma sulla salute cardiovascolare della popolazione.
LA PREVENZIONE DELLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI: IL SERVIZIO DI SCREENING “CARDIO50” NEI SOGGETTI ELEGGIBILI NEL TERRITORIO ULSS1 DOLOMITI
SIRONI FERRETTI, CHIARA
2024/2025
Abstract
Questo studio osservazionale retrospettivo si propone di valutare l'efficacia del programma di screening cardiovascolare “Cardio 50” nell'Azienda ULSS1 Dolomiti, contesto sanitario dove le malattie cardiovascolari rappresentano una delle principali cause di morbilità e mortalità. L'obiettivo della ricerca è analizzare l'efficacia del programma nell'identificare e gestire i fattori di rischio cardiovascolare all'interno della popolazione target. Il programma “Cardio 50”, attuato attraverso i cinque ambulatori dislocati sul territorio della provincia, si rivolge a residenti di entrambi i sessi, di età compresa tra 50 e 51 anni, escludendo coloro che presentano specifiche patologie o esenzioni. I dati sono stati raccolti da un campione di 2694 individui invitati, con adesione complessiva iniziale del 65,3% (1759 partecipanti), dato indice di buon livello di interesse. L'analisi ha rivelato diminuzione dell'adesione ai follow-up, attestandosi al 35,4% dei 540 inviti inviati. Questo suggerisce la necessità di strategie per migliorare il coinvolgimento dei pazienti nel tempo. La popolazione aderente era composta prevalentemente da donne (54,4%) rispetto agli uomini (45,6%), il livello di istruzione è elevato con oltre il 70% dei partecipanti con un diploma di scuola superiore o di una laurea. Questa caratteristica demografica potrebbe influenzare la consapevolezza sanitaria e l'accesso ai servizi. L'indagine ha evidenziato la prevalenza di fattori di rischio cardiovascolare. Il sovrappeso e l'obesità sono diffusi, con il 37% dei partecipanti in sovrappeso e il 16% obesi, dati aggravati da una circonferenza addominale superiore ai limiti raccomandati specialmente tra le donne (78% con circonferenza ≥ 80 cm). Sul fronte dei parametri clinici, sono emersi nuovi casi di ipertensione nel 14,5% dei partecipanti, di iperglicemia nel 4,3% e di ipercolesterolemia nell'11,5%. Questi dati sottolineano l'importanza dello screening nell'identificare precocemente condizioni che potrebbero rimanere non diagnosticate. Per quanto riguarda gli stili di vita, sebbene la maggior parte dei partecipanti si dichiari fisicamente attiva (82,7%), una quota non trascurabile (17,3%) svolge attività fisica lieve o nulla. Il fumo rimane una preoccupazione, con il 21,2% di fumatori, e l'uso di sigarette elettroniche è presente sia tra i fumatori che tra gli ex fumatori. Dato positivo è l'elevato consumo giornaliero di frutta e verdura (95,2%), sebbene solo il 52,1% raggiunga le cinque porzioni raccomandate. L'indagine evidenzia la necessità di ottimizzare le abitudini relative al sonno e di diminuire il consumo giornaliero di alcool, al fine di promuovere un miglioramento complessivo dello stato di salute. La stratificazione del rischio, effettuata tramite algoritmo, ha collocato la maggior parte dei partecipanti nelle categorie intermedie (B2 39,5%) e alte (C 21,7%; C1 5,2%), indicando la presenza di molteplici fattori di rischio o parametri clinici alterati. Un dato significativo è che il 66,4% dei partecipanti al programma ha necessitato di un intervento, evidenziando l'impatto dei fattori di rischio identificati. Questo risultato conferma l'utilità dello screening nell'identificare individui che necessitano di un'attenta gestione clinica e interventi mirati. In conclusione, lo studio dimostra l'efficacia del programma nell'identificare individui a rischio cardiovascolare, ma evidenzia la criticità legata alla bassa adesione al follow-up. Si raccomanda di potenziare le strategie di coinvolgimento dei pazienti, personalizzare gli interventi in base ai profili di rischio e alle specificità territoriali, e di valorizzare il ruolo degli infermieri nel counseling e nel supporto al cambiamento degli stili di vita, per ottimizzare l'impatto del programma sulla salute cardiovascolare della popolazione.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/102401