Background L’infarto miocardico acuto (IMA) rappresenta una delle principali emergenze cardiovascolari e costituisce una delle cause più rilevanti di morbilità e mortalità a livello globale. Si caratterizza per un esordio improvviso, una rapida evoluzione clinica e la possibilità di complicanze gravi. Ogni anno, oltre 7 milioni di persone nel mondo sono colpite da IMA; nonostante i progressi nella diagnosi e nel trattamento, la mortalità a un anno si attesta intorno al 10%, mentre circa il 20% dei sopravvissuti va incontro a un nuovo evento cardiovascolare entro il primo anno. La gestione del paziente nel periodo post-infartuale rappresenta un aspetto cruciale, che include interventi mirati come un’ottimizzazione della terapia farmacologica, l’adozione di stili di vita salutari e il controllo rigoroso dei fattori di rischio cardiovascolare (Zahra Molazem et al., n.d.). In questo contesto, l’educazione del paziente riveste un ruolo essenziale: essa facilita la comprensione della malattia, promuove l’autogestione e prepara l’individuo ad affrontare i cambiamenti necessari nella vita quotidiana. Di conseguenza, la figura dell’infermiere e le strategie educative da lui adottate risultano elementi fondamentali all’interno del percorso clinico e riabilitativo del paziente post-IMA. L’obiettivo è quello di analizzare gli strumenti, i metodi e le strategie educative messe in atto dal personale infermieristico nel periodo post-dimissione, con particolare attenzione al loro ruolo nel garantire la continuità assistenziale e nel prevenire recidive o complicanze in attesa dell’inizio della riabilitazione cardiologica. Metodo É stata condotta una revisione della letteratura focalizzata su studi pubblicati negli ultimi dieci anni “ 2015-2025”. La ricerca è stata effettuata consultando le banche dati PubMed, CINAHL, Cochrane e Google Scholar. Usando le parole chiave: cure infermieristiche, cure primarie, continuità assistenziale, infarto del miocardio acuto, educazione infermieristica post-IMA, complicanze post-IMA, riabilitazione cardiologica post-IMA, dimissione, educazione, comunicazione, telenursing, infarto, educazione del paziente, continuità di cure, follow-up, educazione all’autogestione e gli operatori booleani “AND” e “NOT”. Risultati: Seguendo il metodo PRISMA (Preferred Reporting Items for Systematic reviews and Meta-Analyses), sono stati selezionati 110 articoli per lo screening, dei quali 15 sono stati inclusi nella revisione, pubblicati nelle banche dati dal 2015 a oggi. Dall’analisi degli studi è emerso che il ruolo dell’infermiere è fondamentale nella gestione dei pazienti post-IMA dopo la dimissione e nell’educazione al paziente, che comprende l’informazione sulla malattia, la promozione di comportamenti salutari e l’insegnamento all’autogestione, favorendo così il benessere psico-fisico e prevenendo possibili complicanze post-IMA. Inoltre, è stato evidenziato che i nuovi approcci di telenursing applicati nelle cure di transizione risultano molto efficaci, in quanto consentono di ridurre i costi per il sistema sanitario pur garantendo ai pazienti cure appropriate. Conclusione: Dall’analisi degli studi inclusi, è emerso che le strategie adottate dagli infermieri nel periodo post-dimissione risultano efficaci nel ridurre le riammissioni ospedaliere e, di conseguenza, le recidive di IMA o eventuali complicanze. L’educazione sanitaria fornita dagli infermieri produce effetti positivi sui pazienti, favorendo il loro recupero e migliorando il benessere complessivo. Tali interventi contribuiscono a incrementare l’aderenza terapeutica, promuovere l’autonomia del paziente, prevenire ricoveri evitabili, sostenere il benessere psico-fisico e ridurre i costi per il sistema sanitario.
Continuità assistenziale e strategie educative del paziente post infarto miocardico acuto in attesa della riabilitazione cardiologica: revisione della letteratura
VITIC, SONJA
2024/2025
Abstract
Background L’infarto miocardico acuto (IMA) rappresenta una delle principali emergenze cardiovascolari e costituisce una delle cause più rilevanti di morbilità e mortalità a livello globale. Si caratterizza per un esordio improvviso, una rapida evoluzione clinica e la possibilità di complicanze gravi. Ogni anno, oltre 7 milioni di persone nel mondo sono colpite da IMA; nonostante i progressi nella diagnosi e nel trattamento, la mortalità a un anno si attesta intorno al 10%, mentre circa il 20% dei sopravvissuti va incontro a un nuovo evento cardiovascolare entro il primo anno. La gestione del paziente nel periodo post-infartuale rappresenta un aspetto cruciale, che include interventi mirati come un’ottimizzazione della terapia farmacologica, l’adozione di stili di vita salutari e il controllo rigoroso dei fattori di rischio cardiovascolare (Zahra Molazem et al., n.d.). In questo contesto, l’educazione del paziente riveste un ruolo essenziale: essa facilita la comprensione della malattia, promuove l’autogestione e prepara l’individuo ad affrontare i cambiamenti necessari nella vita quotidiana. Di conseguenza, la figura dell’infermiere e le strategie educative da lui adottate risultano elementi fondamentali all’interno del percorso clinico e riabilitativo del paziente post-IMA. L’obiettivo è quello di analizzare gli strumenti, i metodi e le strategie educative messe in atto dal personale infermieristico nel periodo post-dimissione, con particolare attenzione al loro ruolo nel garantire la continuità assistenziale e nel prevenire recidive o complicanze in attesa dell’inizio della riabilitazione cardiologica. Metodo É stata condotta una revisione della letteratura focalizzata su studi pubblicati negli ultimi dieci anni “ 2015-2025”. La ricerca è stata effettuata consultando le banche dati PubMed, CINAHL, Cochrane e Google Scholar. Usando le parole chiave: cure infermieristiche, cure primarie, continuità assistenziale, infarto del miocardio acuto, educazione infermieristica post-IMA, complicanze post-IMA, riabilitazione cardiologica post-IMA, dimissione, educazione, comunicazione, telenursing, infarto, educazione del paziente, continuità di cure, follow-up, educazione all’autogestione e gli operatori booleani “AND” e “NOT”. Risultati: Seguendo il metodo PRISMA (Preferred Reporting Items for Systematic reviews and Meta-Analyses), sono stati selezionati 110 articoli per lo screening, dei quali 15 sono stati inclusi nella revisione, pubblicati nelle banche dati dal 2015 a oggi. Dall’analisi degli studi è emerso che il ruolo dell’infermiere è fondamentale nella gestione dei pazienti post-IMA dopo la dimissione e nell’educazione al paziente, che comprende l’informazione sulla malattia, la promozione di comportamenti salutari e l’insegnamento all’autogestione, favorendo così il benessere psico-fisico e prevenendo possibili complicanze post-IMA. Inoltre, è stato evidenziato che i nuovi approcci di telenursing applicati nelle cure di transizione risultano molto efficaci, in quanto consentono di ridurre i costi per il sistema sanitario pur garantendo ai pazienti cure appropriate. Conclusione: Dall’analisi degli studi inclusi, è emerso che le strategie adottate dagli infermieri nel periodo post-dimissione risultano efficaci nel ridurre le riammissioni ospedaliere e, di conseguenza, le recidive di IMA o eventuali complicanze. L’educazione sanitaria fornita dagli infermieri produce effetti positivi sui pazienti, favorendo il loro recupero e migliorando il benessere complessivo. Tali interventi contribuiscono a incrementare l’aderenza terapeutica, promuovere l’autonomia del paziente, prevenire ricoveri evitabili, sostenere il benessere psico-fisico e ridurre i costi per il sistema sanitario.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Vitic_ Sonja.pdf
accesso aperto
Dimensione
355.71 kB
Formato
Adobe PDF
|
355.71 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/102407