Background - La cosiddetta Doppia Diagnosi è la coesistenza nello stesso individuo di un disturbo mentale e di una dipendenza da sostanze. I dati epidemiologici negli ultimi anni riportano un aumento dei casi clinici a livello globale con conseguente aumento dei costi sanitari, oltre ad un elevato carico assistenziale che risulta maggiore, per gli operatori della Salute Mentale, rispetto a chi soffre unicamente di soli disturbi della psiche. I pazienti con Doppia Diagnosi, infatti, presentano elevati tassi di ricadute, ospedalizzazioni e tentativi di suicidio, oltre a caratterizzarsi per scarsa aderenza terapeutica e scarsa qualità di vita. Ciò rappresenta un’importante sfida per il personale sanitario nella quale l’infermiere, infatti, ricopre un ruolo fondamentale nell’istaurare una relazione terapeutica con il paziente finalizzata a migliorare il benessere psicofisico dell’assistito e basata su un rapporto di fiducia derivante dall’empatia del professionista. Scopo - Lo scopo di questo elaborato è quello di approfondire le caratteristiche della condizione clinica di Doppia Diagnosi, oltre ad analizzare il ruolo dell’infermiere negli interventi assistenziali e terapeutici relativi al trattamento farmacologico e non farmacologico destinati ai pazienti affetti da questa problematica. Materiale e metodi - La presente ricerca di articoli scientifici, finalizzata alla revisione della letteratura, è stata condotta nel periodo compreso tra novembre 2024 e settembre 2025. Allo scopo è stata interrogata una banca dati scientifica attraverso il portale PubMed componendo stringhe di ricerca ed impostando filtri di selezione. La pertinenza dei documenti estratti con i quesiti di ricerca è stata valutata in fasi successive che prevedevano l’analisi di titoli, abstract e testo completo. Risultati - In questa ricerca e revisione di letteratura è stato evidenziato come l’abuso di sostanze e/o alcol possano favorire l’insorgenza di psicosi, anticipare l’età di esordio del disturbo psichiatrico e contribuire a determinare il peggioramento dello stesso. In alcuni casi, però, le persone con disturbo mentale possono trovare nelle sostanze stupefacenti un sollievo dai pensieri negativi e dalle sofferenze: questo fenomeno prende il nome di Teoria dell’automedicazione e definisce un insieme di comportamenti che portano inevitabilmente ad un peggioramento dello stato psicofisico e del disturbo mentale stesso. L’infermiere deve porsi come obiettivi principali quelli di soddisfare i bisogni assistenziali, migliorare la qualità di vita, prevenire le ricadute e i ricoveri ospedalieri cercando di stimolare un’aderenza terapeutica efficace. Conclusioni - Per le persone affette da Doppia Diagnosi sono necessari percorsi di cura individualizzati, specifici per il tipo di sostanza utilizzata e per il disturbo mentale concomitante, basati su farmacoterapia, psicoterapia e interventi psicosociali. La formazione e un approccio multidisciplinare basato sul lavoro in equipe possono garantire un processo terapeutico-assistenziale mirato per i bisogni dell’assistito. Si sottolinea quindi, come la Doppia Diagnosi sia una problematica emergente ma di notevole rilevanza per i professionisti che operano nel campo delle Dipendenze e della Salute Mentale. La preparazione dell’infermiere è, dunque, fondamentale per garantire un percorso di cura basato sui bisogni del paziente e finalizzato al miglioramento del suo stato di salute.

La doppia diagnosi nell'ambito della Salute Mentale: Il ruolo dell’infermiere tra ostacoli ed opportunità. Ricerca e Revisione di Letteratura.

ZANINI, MARTINA
2024/2025

Abstract

Background - La cosiddetta Doppia Diagnosi è la coesistenza nello stesso individuo di un disturbo mentale e di una dipendenza da sostanze. I dati epidemiologici negli ultimi anni riportano un aumento dei casi clinici a livello globale con conseguente aumento dei costi sanitari, oltre ad un elevato carico assistenziale che risulta maggiore, per gli operatori della Salute Mentale, rispetto a chi soffre unicamente di soli disturbi della psiche. I pazienti con Doppia Diagnosi, infatti, presentano elevati tassi di ricadute, ospedalizzazioni e tentativi di suicidio, oltre a caratterizzarsi per scarsa aderenza terapeutica e scarsa qualità di vita. Ciò rappresenta un’importante sfida per il personale sanitario nella quale l’infermiere, infatti, ricopre un ruolo fondamentale nell’istaurare una relazione terapeutica con il paziente finalizzata a migliorare il benessere psicofisico dell’assistito e basata su un rapporto di fiducia derivante dall’empatia del professionista. Scopo - Lo scopo di questo elaborato è quello di approfondire le caratteristiche della condizione clinica di Doppia Diagnosi, oltre ad analizzare il ruolo dell’infermiere negli interventi assistenziali e terapeutici relativi al trattamento farmacologico e non farmacologico destinati ai pazienti affetti da questa problematica. Materiale e metodi - La presente ricerca di articoli scientifici, finalizzata alla revisione della letteratura, è stata condotta nel periodo compreso tra novembre 2024 e settembre 2025. Allo scopo è stata interrogata una banca dati scientifica attraverso il portale PubMed componendo stringhe di ricerca ed impostando filtri di selezione. La pertinenza dei documenti estratti con i quesiti di ricerca è stata valutata in fasi successive che prevedevano l’analisi di titoli, abstract e testo completo. Risultati - In questa ricerca e revisione di letteratura è stato evidenziato come l’abuso di sostanze e/o alcol possano favorire l’insorgenza di psicosi, anticipare l’età di esordio del disturbo psichiatrico e contribuire a determinare il peggioramento dello stesso. In alcuni casi, però, le persone con disturbo mentale possono trovare nelle sostanze stupefacenti un sollievo dai pensieri negativi e dalle sofferenze: questo fenomeno prende il nome di Teoria dell’automedicazione e definisce un insieme di comportamenti che portano inevitabilmente ad un peggioramento dello stato psicofisico e del disturbo mentale stesso. L’infermiere deve porsi come obiettivi principali quelli di soddisfare i bisogni assistenziali, migliorare la qualità di vita, prevenire le ricadute e i ricoveri ospedalieri cercando di stimolare un’aderenza terapeutica efficace. Conclusioni - Per le persone affette da Doppia Diagnosi sono necessari percorsi di cura individualizzati, specifici per il tipo di sostanza utilizzata e per il disturbo mentale concomitante, basati su farmacoterapia, psicoterapia e interventi psicosociali. La formazione e un approccio multidisciplinare basato sul lavoro in equipe possono garantire un processo terapeutico-assistenziale mirato per i bisogni dell’assistito. Si sottolinea quindi, come la Doppia Diagnosi sia una problematica emergente ma di notevole rilevanza per i professionisti che operano nel campo delle Dipendenze e della Salute Mentale. La preparazione dell’infermiere è, dunque, fondamentale per garantire un percorso di cura basato sui bisogni del paziente e finalizzato al miglioramento del suo stato di salute.
2024
Dual diagnosis in mental health: The role of nurses: obstacles and opportunities. Research and literature review.
Doppia diagnosi
Infermiere
Salute Mentale
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/102408