La malattia di Parkinson è una patologia neurodegenerativa cronica e progressiva, caratterizzata da sintomi motori e non motori che compromettono in modo significativo la qualità della vita. La sua eziopatogenesi è complessa e coinvolge la degenerazione dei neuroni dopaminergici della substantia nigra pars compacta (sostanza nera) del mesencefalo, con conseguenti alterazioni a livello dei gangli della base. La diagnosi, la stadiazione e la gestione clinica della malattia richiedono un approccio multidimensionale. La terapia farmacologica tradizionale si basa principalmente sulla Levodopa e sugli agonisti dopaminergici, ma l'uso prolungato di tali trattamenti si associa a complicanze motorie, fluttuazioni e discinesie. Tra gli approcci più innovativi, gli inibitori della monoamino ossidasi di tipo B (MAO-B) hanno un ruolo rilevante. La Safinamide si distingue dagli altri inibitori della MAO-B per il suo duplice meccanismo d'azione: da un lato, agisce come inibitore selettivo e reversibile della MAO-B, prolungando la disponibilità della dopamina; dall'altro, modula la trasmissione glutammatergica, riducendo l'iperattività eccitatoria correlata a complicanze motorie. Questo peculiare profilo farmacologico ne giustifica l'impiego come trattamento aggiuntivo alla Levodopa nei pazienti in fase intermedia-avanzata della malattia. Le evidenze cliniche, sia da studi randomizzati sia da osservazioni in real-world, hanno dimostrato che la Safinamide riduce l' "off-time", migliora i sintomi motori e mostra un potenziale beneficio anche su alcuni sintomi non motori, come dolore e disturbi dell'umore, mantenendo un buon profilo di tollerabilità. In conclusione, la Safinamide rappresenta un'opzione terapeutica innovativa e sicura, con un impatto positivo sulla qualità della vita dei pazienti parkinsoniani. Le prospettive future riguardano il suo impiego nei sintomi non motori e il possibile inserimento in un'ottica di terapia sempre più personalizzata.

Un duplice meccanismo per una malattia complessa: il ruolo della Safinamide nel trattamento del Parkinson

SARTORI, EMMA
2024/2025

Abstract

La malattia di Parkinson è una patologia neurodegenerativa cronica e progressiva, caratterizzata da sintomi motori e non motori che compromettono in modo significativo la qualità della vita. La sua eziopatogenesi è complessa e coinvolge la degenerazione dei neuroni dopaminergici della substantia nigra pars compacta (sostanza nera) del mesencefalo, con conseguenti alterazioni a livello dei gangli della base. La diagnosi, la stadiazione e la gestione clinica della malattia richiedono un approccio multidimensionale. La terapia farmacologica tradizionale si basa principalmente sulla Levodopa e sugli agonisti dopaminergici, ma l'uso prolungato di tali trattamenti si associa a complicanze motorie, fluttuazioni e discinesie. Tra gli approcci più innovativi, gli inibitori della monoamino ossidasi di tipo B (MAO-B) hanno un ruolo rilevante. La Safinamide si distingue dagli altri inibitori della MAO-B per il suo duplice meccanismo d'azione: da un lato, agisce come inibitore selettivo e reversibile della MAO-B, prolungando la disponibilità della dopamina; dall'altro, modula la trasmissione glutammatergica, riducendo l'iperattività eccitatoria correlata a complicanze motorie. Questo peculiare profilo farmacologico ne giustifica l'impiego come trattamento aggiuntivo alla Levodopa nei pazienti in fase intermedia-avanzata della malattia. Le evidenze cliniche, sia da studi randomizzati sia da osservazioni in real-world, hanno dimostrato che la Safinamide riduce l' "off-time", migliora i sintomi motori e mostra un potenziale beneficio anche su alcuni sintomi non motori, come dolore e disturbi dell'umore, mantenendo un buon profilo di tollerabilità. In conclusione, la Safinamide rappresenta un'opzione terapeutica innovativa e sicura, con un impatto positivo sulla qualità della vita dei pazienti parkinsoniani. Le prospettive future riguardano il suo impiego nei sintomi non motori e il possibile inserimento in un'ottica di terapia sempre più personalizzata.
2024
A dual mechanism for a complex disease: the role of Safinamide in the treatment of Parkinson's disease
Safinamide
Parkinson
Terapia
Inibizione
Modulazione
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/102424