Background: Il Disturbo Borderline di Personalità (DBP) è un disturbo che rientra nel cluster B dei disturbi di personalità. Si manifesta con instabilità nelle relazioni interpersonali, nell’immagine di sé, nell’umore e marcata impulsività. Si stima che abbia una prevalenza nella popolazione generale che varia dall’1,6% al 5,9%, ma può arrivare al 10% nei servizi ambulatoriali e al 20% nei pazienti psichiatrici ricoverati, presentando una maggiore diagnosi nelle donne (APA, 2022). Tale patologia rappresenta un grande problema poiché vi è un elevato rischio di suicidio, causa disagio significativo o compromissione funzionale e risulta particolarmente difficile instaurare relazioni interpersonali. Obiettivo: La revisione si pone due obiettivi. Il primo obiettivo è di andare ad indagare l’efficacia clinica della terapia basata sulla mentalizzazione, ovvero se è in grado di migliorare la qualità di vita del paziente affetto da disturbo borderline di personalità, ridurre i comportamenti maladattivi e il numero di ospedalizzazioni compresi gli ingressi in centri di salute mentale e dipartimenti di emergenza. Il secondo obiettivo valuta se la stessa terapia possa contribuire a ridurre il dropout e a identificarne le cause. Materiale e metodi: La ricerca degli studi è stata effettuata tramite la banca dati PubMed e il motore di ricerca Google Scholar. Sono stati considerati RCT, trial clinici, studi pilota e trial clinici non randomizzati. Sono stato inclusi soltanto gli studi pertinenti al quesito di ricerca e pubblicati nel periodo compreso tra il 2015 e il 2025. Risultati: Analizzando gli studi è emerso che il gruppo sottoposto alla terapia basata sulla mentalizzazione ha portato a una riduzione significativa del rischio di suicidio, dei comportamenti autolesionistici e dei sintomi tipici del disturbo, mostrando un miglioramento anche nella regolazione delle emozioni, nella qualità di vita e in un minore bisogno dell’uso di dipartimento di emergenza e di ricoveri ospedalieri. Gli studi hanno evidenziato anche una riduzione dei tassi di dropout e ne hanno identificato e le cause principali. Conclusioni: Come dimostrato dalla letteratura, la terapia basata sulla mentalizzazione è un trattamento non farmacologico efficace per i pazienti affetti da disturbo borderline di personalità. Tale terapia è in grado di ridurre i comportamenti maladattivi, i numeri di ricoveri ospedalieri sia nei centri di salute mentale che nei dipartimenti di emergenza. Inoltre, si è dimostrato utile anche nel ridurre il dropout. Parole chiave: - Mentalization-Based treatment, borderline personality disorder, therapeutic alliance, working alliance, dropout, adherence - Terapia basata sulla mentalizzazione, disturbo borderline di personalità, alleanza terapeutica, alleanza di lavoro, abbandono, aderenza.
Terapia basata sulla mentalizzazione nel disturbo borderline di personalità: efficacia clinica e supporto infermieristico nell'aderenza terapeutica
CURRERI, JESSICA
2024/2025
Abstract
Background: Il Disturbo Borderline di Personalità (DBP) è un disturbo che rientra nel cluster B dei disturbi di personalità. Si manifesta con instabilità nelle relazioni interpersonali, nell’immagine di sé, nell’umore e marcata impulsività. Si stima che abbia una prevalenza nella popolazione generale che varia dall’1,6% al 5,9%, ma può arrivare al 10% nei servizi ambulatoriali e al 20% nei pazienti psichiatrici ricoverati, presentando una maggiore diagnosi nelle donne (APA, 2022). Tale patologia rappresenta un grande problema poiché vi è un elevato rischio di suicidio, causa disagio significativo o compromissione funzionale e risulta particolarmente difficile instaurare relazioni interpersonali. Obiettivo: La revisione si pone due obiettivi. Il primo obiettivo è di andare ad indagare l’efficacia clinica della terapia basata sulla mentalizzazione, ovvero se è in grado di migliorare la qualità di vita del paziente affetto da disturbo borderline di personalità, ridurre i comportamenti maladattivi e il numero di ospedalizzazioni compresi gli ingressi in centri di salute mentale e dipartimenti di emergenza. Il secondo obiettivo valuta se la stessa terapia possa contribuire a ridurre il dropout e a identificarne le cause. Materiale e metodi: La ricerca degli studi è stata effettuata tramite la banca dati PubMed e il motore di ricerca Google Scholar. Sono stati considerati RCT, trial clinici, studi pilota e trial clinici non randomizzati. Sono stato inclusi soltanto gli studi pertinenti al quesito di ricerca e pubblicati nel periodo compreso tra il 2015 e il 2025. Risultati: Analizzando gli studi è emerso che il gruppo sottoposto alla terapia basata sulla mentalizzazione ha portato a una riduzione significativa del rischio di suicidio, dei comportamenti autolesionistici e dei sintomi tipici del disturbo, mostrando un miglioramento anche nella regolazione delle emozioni, nella qualità di vita e in un minore bisogno dell’uso di dipartimento di emergenza e di ricoveri ospedalieri. Gli studi hanno evidenziato anche una riduzione dei tassi di dropout e ne hanno identificato e le cause principali. Conclusioni: Come dimostrato dalla letteratura, la terapia basata sulla mentalizzazione è un trattamento non farmacologico efficace per i pazienti affetti da disturbo borderline di personalità. Tale terapia è in grado di ridurre i comportamenti maladattivi, i numeri di ricoveri ospedalieri sia nei centri di salute mentale che nei dipartimenti di emergenza. Inoltre, si è dimostrato utile anche nel ridurre il dropout. Parole chiave: - Mentalization-Based treatment, borderline personality disorder, therapeutic alliance, working alliance, dropout, adherence - Terapia basata sulla mentalizzazione, disturbo borderline di personalità, alleanza terapeutica, alleanza di lavoro, abbandono, aderenza.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/102719