Introduzione: La Kangaroo Care (KC) rappresenta oggi uno standard di cura globale per i neonati pretermine. Tuttavia, il suo modello tradizionale, incentrato prevalentemente sulla madre (KMC), ha storicamente marginalizzato la figura paterna. La Kangaroo Father Care (KFC) emerge come intervento chiave per l’inclusione e la valorizzazione del padre nel contesto neonatale, in un processo in cui l’infermiere assume un ruolo fondamentale come mediatore e facilitatore, superando le barriere culturali e organizzative che ne ostacolano il pieno coinvolgimento. Obiettivo: La presente tesi si propone di analizzare, attraverso una revisione della letteratura, la pratica della Kangaroo Father Care, al fine di evidenziare i benefici della diade padre-neonato, confrontarne l’efficacia e la sicurezza rispetto alla KMC e individuare le competenze e le strategie infermieristiche utili alla sua implementazione nella Terapia Intensiva Neonatale. Metodologia: La revisione della letteratura ha preso in esame pubblicazioni scientifiche degli ultimi 10 anni, reperite su riviste mediche autorevoli (peer-reviewed) e a libero accesso. Sono stati inoltre consultati i siti istituzionali della World Heath Organization (WHO), la Società Italiana di Neonatologia (SIN), il Ministero della Salute, l’UNICEF. Complessivamente sono stati identificati 156 articoli, dei quali, in base ai criteri di inclusione ed esclusione, sono risultati eleggibili per l’analisi finale 27 articoli. Risultati: Le evidenze emerse dimostrano che la Kangaroo Father Care apporta benefici significativi al neonato pretermine, contribuendo al miglioramento della stabilità fisiologica e della termoregolazione. Per il padre, la pratica si è rilevata efficace nel ridurre i livelli di stress, misurati attraverso il cortisolo salivare e la pressione arteriosa, e nel rafforzare il legame affettivo e il senso di competenza genitoriale. Il confronto diretto con la Kangaroo Mother Care ha confermato una piena equivalenza in termini di sicurezza ed efficacia analgesica. L’integrazione della KFC ha inoltre mostrato un effetto sinergico sull’intero nucleo familiare, favorendo un incremento dei tassi di allattamento esclusivo al seno. Persistono tuttavia barriere culturali, organizzative e formative che ne limitano la diffusione, rendendo imprescindibile un ruolo proattivo e formativo del personale infermieristico. Conclusione: La Kangaroo Father Care non costituisce una semplice alternativa alla KC, bensì una componente essenziale e integrante dell’assistenza neonatale centrata sulla famiglia. La sua implementazione richiede un profondo cambiamento culturale e organizzativo, sostenuto da strategie infermieristiche mirate alla formazione del personale, all’educazione dei genitori e all’adozione di politiche ospedaliere che riconoscano il padre come caregiver competente e parte attiva del percorso di cura.
Kangaroo Father Care in Terapia Intensiva Neonatale: ruolo dell'infermiere
DI MARTINO, FRANCESCA
2024/2025
Abstract
Introduzione: La Kangaroo Care (KC) rappresenta oggi uno standard di cura globale per i neonati pretermine. Tuttavia, il suo modello tradizionale, incentrato prevalentemente sulla madre (KMC), ha storicamente marginalizzato la figura paterna. La Kangaroo Father Care (KFC) emerge come intervento chiave per l’inclusione e la valorizzazione del padre nel contesto neonatale, in un processo in cui l’infermiere assume un ruolo fondamentale come mediatore e facilitatore, superando le barriere culturali e organizzative che ne ostacolano il pieno coinvolgimento. Obiettivo: La presente tesi si propone di analizzare, attraverso una revisione della letteratura, la pratica della Kangaroo Father Care, al fine di evidenziare i benefici della diade padre-neonato, confrontarne l’efficacia e la sicurezza rispetto alla KMC e individuare le competenze e le strategie infermieristiche utili alla sua implementazione nella Terapia Intensiva Neonatale. Metodologia: La revisione della letteratura ha preso in esame pubblicazioni scientifiche degli ultimi 10 anni, reperite su riviste mediche autorevoli (peer-reviewed) e a libero accesso. Sono stati inoltre consultati i siti istituzionali della World Heath Organization (WHO), la Società Italiana di Neonatologia (SIN), il Ministero della Salute, l’UNICEF. Complessivamente sono stati identificati 156 articoli, dei quali, in base ai criteri di inclusione ed esclusione, sono risultati eleggibili per l’analisi finale 27 articoli. Risultati: Le evidenze emerse dimostrano che la Kangaroo Father Care apporta benefici significativi al neonato pretermine, contribuendo al miglioramento della stabilità fisiologica e della termoregolazione. Per il padre, la pratica si è rilevata efficace nel ridurre i livelli di stress, misurati attraverso il cortisolo salivare e la pressione arteriosa, e nel rafforzare il legame affettivo e il senso di competenza genitoriale. Il confronto diretto con la Kangaroo Mother Care ha confermato una piena equivalenza in termini di sicurezza ed efficacia analgesica. L’integrazione della KFC ha inoltre mostrato un effetto sinergico sull’intero nucleo familiare, favorendo un incremento dei tassi di allattamento esclusivo al seno. Persistono tuttavia barriere culturali, organizzative e formative che ne limitano la diffusione, rendendo imprescindibile un ruolo proattivo e formativo del personale infermieristico. Conclusione: La Kangaroo Father Care non costituisce una semplice alternativa alla KC, bensì una componente essenziale e integrante dell’assistenza neonatale centrata sulla famiglia. La sua implementazione richiede un profondo cambiamento culturale e organizzativo, sostenuto da strategie infermieristiche mirate alla formazione del personale, all’educazione dei genitori e all’adozione di politiche ospedaliere che riconoscano il padre come caregiver competente e parte attiva del percorso di cura.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/102723