Background: Il dolore nel neonato, contrariamente a quanto ritenuto nel passato, è oggi riconosciuto come un’esperienza reale, complessa e potenzialmente dannosa se non trattata tempestivamente con interventi mirati. La sua valutazione, però, rende complicata la sua gestione in quanto i neonati non sono in grado di verbalizzare la sofferenza provata: è necessario, dunque, l’utilizzo di strumenti di valutazione oggettivi e affidabili, in modo da prevenire effetti a breve e a lungo termine. Obiettivo della ricerca: L’obiettivo di questa revisione consiste nell’analizzare le principali scale di valutazione del dolore neonatale riportate in letteratura, evidenziandone proprietà psicometriche, punti di forza, criticità e ambiti di utilizzo, con particolare attenzione alla loro applicabilità nella pratica infermieristica e alla popolazione dei neonati prematuri. Materiali e metodi: È stata condotta una revisione non sistematica della letteratura attraverso i database Pubmed e CINAHL. La ricerca, basata sul modello PIO, ha incluso articoli pubblicati tra il 2015 e il 2025 in lingua inglese o italiana, riguardanti le scale per la valutazione del dolore in neonati a termine e pretermine. Dopo una selezione guidata e rappresentata secondo il modello PRISMA, sono stati considerati 20 articoli. Risultati: sono state individuate e analizzate 15 scale principali, organizzate secondo il tipo di dolore analizzato: dolore acuto o procedurale e dolore prolungato o post-operatorio. Per quanto riguarda il dolore acuto, strumenti come PIPP-R e NIPS si sono distinti per l’elevata accuratezza e facilità d’uso; tuttavia, è emerso che molte scale non siano validate anche per i neonati prematuri. Per il dolore prolungato o post-operatorio, scale multidimensionali come N-PASS, COMFORTneo ed EDIN-6 sono risultate le più affidabili, grazie all’integrazione di indicatori fisiologici e contestuali. Oltre alle scale, sono stati individuati anche strumenti tecnologici e sistemi basati sull’Intelligenza Artificiale, i quali mostrano un promettente potenziale come supporto oggettivo ma richiedono ulteriori studi di validazione. Discussione: L’analisi ha confermato l’assenza di uno strumento universale standard valido per ogni situazione clinica. Le scale multidimensionali risultano più complete ma richiedono tempi più lunghi e formazioni specifiche; le unidimensionali sono più rapide ma meno sensibili nei casi complessi. La scelta dello strumento deve essere personalizzata secondo fattori contestuali, comportamentali e fisiologici. Anche la valutazione nei neonati prematuri appare particolarmente insidiosa, data la ridotta espressività comportamentale. Conclusioni: La scelta della scala più appropriata deve basarsi sul tipo di dolore, sull’età gestazionale e sul contesto clinico. Risulta essenziale garantire una formazione adeguata degli operatori e favorire l’integrazione di strumenti accurati per migliorare la rilevazione del dolore neonatale. Sono necessari ulteriori studi per validare strumenti specifici per i prematuri e potenziare l’uso delle tecnologie emergenti.
Valutare il dolore senza parole: le scale di valutazione neonatale. Una revisione della letteratura
FRIGO, BENEDETTA
2024/2025
Abstract
Background: Il dolore nel neonato, contrariamente a quanto ritenuto nel passato, è oggi riconosciuto come un’esperienza reale, complessa e potenzialmente dannosa se non trattata tempestivamente con interventi mirati. La sua valutazione, però, rende complicata la sua gestione in quanto i neonati non sono in grado di verbalizzare la sofferenza provata: è necessario, dunque, l’utilizzo di strumenti di valutazione oggettivi e affidabili, in modo da prevenire effetti a breve e a lungo termine. Obiettivo della ricerca: L’obiettivo di questa revisione consiste nell’analizzare le principali scale di valutazione del dolore neonatale riportate in letteratura, evidenziandone proprietà psicometriche, punti di forza, criticità e ambiti di utilizzo, con particolare attenzione alla loro applicabilità nella pratica infermieristica e alla popolazione dei neonati prematuri. Materiali e metodi: È stata condotta una revisione non sistematica della letteratura attraverso i database Pubmed e CINAHL. La ricerca, basata sul modello PIO, ha incluso articoli pubblicati tra il 2015 e il 2025 in lingua inglese o italiana, riguardanti le scale per la valutazione del dolore in neonati a termine e pretermine. Dopo una selezione guidata e rappresentata secondo il modello PRISMA, sono stati considerati 20 articoli. Risultati: sono state individuate e analizzate 15 scale principali, organizzate secondo il tipo di dolore analizzato: dolore acuto o procedurale e dolore prolungato o post-operatorio. Per quanto riguarda il dolore acuto, strumenti come PIPP-R e NIPS si sono distinti per l’elevata accuratezza e facilità d’uso; tuttavia, è emerso che molte scale non siano validate anche per i neonati prematuri. Per il dolore prolungato o post-operatorio, scale multidimensionali come N-PASS, COMFORTneo ed EDIN-6 sono risultate le più affidabili, grazie all’integrazione di indicatori fisiologici e contestuali. Oltre alle scale, sono stati individuati anche strumenti tecnologici e sistemi basati sull’Intelligenza Artificiale, i quali mostrano un promettente potenziale come supporto oggettivo ma richiedono ulteriori studi di validazione. Discussione: L’analisi ha confermato l’assenza di uno strumento universale standard valido per ogni situazione clinica. Le scale multidimensionali risultano più complete ma richiedono tempi più lunghi e formazioni specifiche; le unidimensionali sono più rapide ma meno sensibili nei casi complessi. La scelta dello strumento deve essere personalizzata secondo fattori contestuali, comportamentali e fisiologici. Anche la valutazione nei neonati prematuri appare particolarmente insidiosa, data la ridotta espressività comportamentale. Conclusioni: La scelta della scala più appropriata deve basarsi sul tipo di dolore, sull’età gestazionale e sul contesto clinico. Risulta essenziale garantire una formazione adeguata degli operatori e favorire l’integrazione di strumenti accurati per migliorare la rilevazione del dolore neonatale. Sono necessari ulteriori studi per validare strumenti specifici per i prematuri e potenziare l’uso delle tecnologie emergenti.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/102732