Introduzione Il delirium è una complicanza frequente nei pazienti ricoverati in terapia intensiva, associata a esiti negativi come aumento della mortalità, della durata della degenza e del tempo di ventilazione meccanica. La dexmedetomidina negli ultimi anni è sempre più utilizzata in area critica per il suo potenziale ruolo nella prevenzione del delirium. Tuttavia, l’uso di questo farmaco implica anche nuove responsabilità per la pratica infermieristica sia a livello assistenziale, organizzativo e relazionale. Obiettivi Gli obiettivi principali della tesi sono quelli di analizzare l’efficacia della dexmedetomidina nella prevenzione del delirium nei pazienti critici ed esplorare il ruolo e le responsabilità infermieristiche nella gestione della sedazione con dexmedetomidina. Metodi È stata condotta una revisione della letteratura attraverso il database PubMed nei mesi di luglio e agosto 2025. La ricerca si è basata su due quesiti PICO, uno focalizzato sull’efficacia del farmaco, l’altro sull’impatto sulla pratica infermieristica. Sono stati inclusi studi pubblicati negli ultimi dieci anni, in lingua inglese o italiana, su pazienti adulti in terapia intensiva. Risultati Gli studi analizzati confermano che la dexmedetomidina riduce significativamente l’incidenza e la durata del delirium nei pazienti anziani e post-operati. Rispetto a midazolam, propofol e clonidina, si distingue per una sedazione leggera che facilita il monitoraggio neurologico. L’effetto collaterale più comune è la bradicardia, generalmente gestibile. Dal punto di vista infermieristico, la gestione del paziente sedato con dexmedetomidina e a rischio di sviluppare delirium richiede competenze avanzate: uso di scale di valutazione, monitoraggio continuo, gestione degli effetti avversi, comunicazione efficace con i pazienti, attuazione di interventi non farmacologici e collaborazione con il team multidisciplinare. Inoltre, risulta importante anche la formazione specifica degli infermieri per garantire sicurezza e qualità dell’assistenza. Conclusioni La dexmedetomidina rappresenta un’alternativa efficace e sicura ai sedativi tradizionali nella prevenzione del delirium. Tuttavia, la revisione evidenzia la necessità di protocolli standardizzati e formazione continua per affrontare le complessità cliniche e organizzative legate alla sedazione in terapia intensiva. Valorizzare le competenze infermieristiche e promuovere un’assistenza umanizzata e basata su evidenze rappresentano elementi chiave per migliorare gli esiti clinici e l’esperienza del paziente.
L'uso della dexmedetomidina per la prevenzione del delirium in terapia intensiva: implicazioni per la pratica infermieristica
IANNOTTI, MONICA
2024/2025
Abstract
Introduzione Il delirium è una complicanza frequente nei pazienti ricoverati in terapia intensiva, associata a esiti negativi come aumento della mortalità, della durata della degenza e del tempo di ventilazione meccanica. La dexmedetomidina negli ultimi anni è sempre più utilizzata in area critica per il suo potenziale ruolo nella prevenzione del delirium. Tuttavia, l’uso di questo farmaco implica anche nuove responsabilità per la pratica infermieristica sia a livello assistenziale, organizzativo e relazionale. Obiettivi Gli obiettivi principali della tesi sono quelli di analizzare l’efficacia della dexmedetomidina nella prevenzione del delirium nei pazienti critici ed esplorare il ruolo e le responsabilità infermieristiche nella gestione della sedazione con dexmedetomidina. Metodi È stata condotta una revisione della letteratura attraverso il database PubMed nei mesi di luglio e agosto 2025. La ricerca si è basata su due quesiti PICO, uno focalizzato sull’efficacia del farmaco, l’altro sull’impatto sulla pratica infermieristica. Sono stati inclusi studi pubblicati negli ultimi dieci anni, in lingua inglese o italiana, su pazienti adulti in terapia intensiva. Risultati Gli studi analizzati confermano che la dexmedetomidina riduce significativamente l’incidenza e la durata del delirium nei pazienti anziani e post-operati. Rispetto a midazolam, propofol e clonidina, si distingue per una sedazione leggera che facilita il monitoraggio neurologico. L’effetto collaterale più comune è la bradicardia, generalmente gestibile. Dal punto di vista infermieristico, la gestione del paziente sedato con dexmedetomidina e a rischio di sviluppare delirium richiede competenze avanzate: uso di scale di valutazione, monitoraggio continuo, gestione degli effetti avversi, comunicazione efficace con i pazienti, attuazione di interventi non farmacologici e collaborazione con il team multidisciplinare. Inoltre, risulta importante anche la formazione specifica degli infermieri per garantire sicurezza e qualità dell’assistenza. Conclusioni La dexmedetomidina rappresenta un’alternativa efficace e sicura ai sedativi tradizionali nella prevenzione del delirium. Tuttavia, la revisione evidenzia la necessità di protocolli standardizzati e formazione continua per affrontare le complessità cliniche e organizzative legate alla sedazione in terapia intensiva. Valorizzare le competenze infermieristiche e promuovere un’assistenza umanizzata e basata su evidenze rappresentano elementi chiave per migliorare gli esiti clinici e l’esperienza del paziente.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/102737