Introduzione: il chemotherapy-related cognitive impairment (CRCI), o disfunzione cognitiva correlata ai trattamenti oncologici, rappresenta una delle complicanze più significative e al contempo meno riconosciute associate alla chemioterapia. Questa condizione si caratterizza per deficit di memoria, attenzione, concentrazione e funzioni esecutive, spesso accompagnati da bradipsichia, e può compromettere in modo rilevante la qualità della vita dei pazienti oncologici; nonostante l’aumento delle evidenze scientifiche disponibili, la consapevolezza e la conoscenza del fenomeno tra il personale sanitario risultano ancora limitate, con possibili ripercussioni sulla presa in carico globale e multidimensionale dei pazienti. Scopo dello studio: la ricerca mira a valutare il livello di conoscenza del chemobrain tra il personale infermieristico operante nei reparti di oncologia, approfondendo la formazione ricevuta e le modalità con cui osserva e rileva il declino cognitivo nei pazienti. L’obiettivo è identificare eventuali lacune conoscitive e bisogni formativi, al fine di suggerire strategie mirate per migliorare la presa in carico dei pazienti affetti da disfunzioni cognitive post-chemioterapia. Materiali e metodi: lo studio è di tipo osservazionale trasversale descrittivo ed ha permesso una raccolta dati sia qualitativa che quantitativa; è stato elaborato un questionario semi-strutturato KAP (Knowledge, Attitude, Practice) sviluppato sulla base di evidenze scientifiche tratte da studi precedenti. Esso è diviso in tre sezioni, ciascuna delle quali analizza specifiche sfere dell’ambito professionale sanitario, che riguardano rispettivamente: conoscenza, percezione e pratica clinica. Campione: il questionario è stato somministrato a un campione composto da 60 professionisti sanitari, reclutati su base volontaria e nel pieno rispetto dell’anonimato. I partecipanti operano presso i reparti di oncologia dell’Istituto Oncologico Veneto, sedi di Padova e Castelfranco Veneto. La raccolta dei dati è stata condotta nell’arco di un mese, garantendo uniformità nelle modalità di somministrazione e nel trattamento delle informazioni raccolte. Risultati: l’analisi dei dati ha evidenziato un livello complessivamente insufficiente di conoscenza del chemobrain tra il personale infermieristico, con lacune significative nella formazione specifica. Gli infermieri riconoscono l’importanza della rilevazione dei deficit cognitivi, tuttavia riportano difficoltà nell’implementazione di osservazioni sistematiche, principalmente a causa dell’assenza di percorsi formativi mirati e di strumenti di valutazione standardizzati, facendo affidamento prevalentemente sulla propria esperienza clinica. Coloro che presentano maggiore esperienza professionale o formazione specifica sul fenomeno hanno riportato punteggi più elevati di conoscenza e una maggiore fiducia nella capacità di identificare e monitorare i deficit cognitivi nei pazienti. Conclusioni: i risultati dello studio sottolineano la necessità di sviluppare percorsi formativi strutturati e mirati, nonché strumenti standardizzati di valutazione cognitiva, al fine di colmare le lacune conoscitive del personale infermieristico e ottimizzare la presa in carico dei pazienti oncologici affetti da disfunzioni cognitive post-chemioterapia. Il potenziamento della consapevolezza e delle competenze cliniche del personale rappresenta un elemento cruciale per migliorare la qualità dell’assistenza, promuovere pratiche basate su evidenze e garantire un approccio assistenziale centrato sul paziente.

Il lato silenzioso della chemioterapia: chemobrain e consapevolezza del personale sanitario.

LETORRI, NATASHA
2024/2025

Abstract

Introduzione: il chemotherapy-related cognitive impairment (CRCI), o disfunzione cognitiva correlata ai trattamenti oncologici, rappresenta una delle complicanze più significative e al contempo meno riconosciute associate alla chemioterapia. Questa condizione si caratterizza per deficit di memoria, attenzione, concentrazione e funzioni esecutive, spesso accompagnati da bradipsichia, e può compromettere in modo rilevante la qualità della vita dei pazienti oncologici; nonostante l’aumento delle evidenze scientifiche disponibili, la consapevolezza e la conoscenza del fenomeno tra il personale sanitario risultano ancora limitate, con possibili ripercussioni sulla presa in carico globale e multidimensionale dei pazienti. Scopo dello studio: la ricerca mira a valutare il livello di conoscenza del chemobrain tra il personale infermieristico operante nei reparti di oncologia, approfondendo la formazione ricevuta e le modalità con cui osserva e rileva il declino cognitivo nei pazienti. L’obiettivo è identificare eventuali lacune conoscitive e bisogni formativi, al fine di suggerire strategie mirate per migliorare la presa in carico dei pazienti affetti da disfunzioni cognitive post-chemioterapia. Materiali e metodi: lo studio è di tipo osservazionale trasversale descrittivo ed ha permesso una raccolta dati sia qualitativa che quantitativa; è stato elaborato un questionario semi-strutturato KAP (Knowledge, Attitude, Practice) sviluppato sulla base di evidenze scientifiche tratte da studi precedenti. Esso è diviso in tre sezioni, ciascuna delle quali analizza specifiche sfere dell’ambito professionale sanitario, che riguardano rispettivamente: conoscenza, percezione e pratica clinica. Campione: il questionario è stato somministrato a un campione composto da 60 professionisti sanitari, reclutati su base volontaria e nel pieno rispetto dell’anonimato. I partecipanti operano presso i reparti di oncologia dell’Istituto Oncologico Veneto, sedi di Padova e Castelfranco Veneto. La raccolta dei dati è stata condotta nell’arco di un mese, garantendo uniformità nelle modalità di somministrazione e nel trattamento delle informazioni raccolte. Risultati: l’analisi dei dati ha evidenziato un livello complessivamente insufficiente di conoscenza del chemobrain tra il personale infermieristico, con lacune significative nella formazione specifica. Gli infermieri riconoscono l’importanza della rilevazione dei deficit cognitivi, tuttavia riportano difficoltà nell’implementazione di osservazioni sistematiche, principalmente a causa dell’assenza di percorsi formativi mirati e di strumenti di valutazione standardizzati, facendo affidamento prevalentemente sulla propria esperienza clinica. Coloro che presentano maggiore esperienza professionale o formazione specifica sul fenomeno hanno riportato punteggi più elevati di conoscenza e una maggiore fiducia nella capacità di identificare e monitorare i deficit cognitivi nei pazienti. Conclusioni: i risultati dello studio sottolineano la necessità di sviluppare percorsi formativi strutturati e mirati, nonché strumenti standardizzati di valutazione cognitiva, al fine di colmare le lacune conoscitive del personale infermieristico e ottimizzare la presa in carico dei pazienti oncologici affetti da disfunzioni cognitive post-chemioterapia. Il potenziamento della consapevolezza e delle competenze cliniche del personale rappresenta un elemento cruciale per migliorare la qualità dell’assistenza, promuovere pratiche basate su evidenze e garantire un approccio assistenziale centrato sul paziente.
2024
The Silent Side of Chemotherapy: Chemobrain and Healthcare Professionals’ Awareness
chemobrain
personale sanitario
qualità di vita
neurotossicità
qualità di vita
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/102740