Le plastiche sono tra i materiali più utilizzati al mondo e lo smaltimento improprio dei rifiuti plastici causa, secondo le stime, il riversamento di 75-199 milioni di tonnellate di plastica nelle acque del nostro pianeta (Eriksen et al., 2023). Le plastiche di grandi dimensioni si degradano gradualmente in detriti attraverso meccanismi biologici, fotolitici o meccanici, che possono persistere nei sistemi acquatici per migliaia di anni prima di un'ulteriore degradazione (Arthur et al., 2009; Avio et al., 2015; Fu et al., 2020). In base alle loro dimensioni, questi detriti di plastica sono comunemente classificati come microplastiche e nanoplastiche (Gigault et al., 2018; Noventa et al., 2021). I molluschi bivalvi costituiscono una delle matrici alimentari più studiate per la contaminazione da microplastiche, mostrando un'elevata suscettibilità all'accumulo di tali particelle e un ruolo significativo nell'esposizione umana attraverso la catena alimentare (Antonelli et al., 2024). L’obiettivo della presente revisione sistematica era raccogliere dati relativi alla prevalenza e alla concentrazione di microplastiche nei mitili, includendo sia molluschi di acqua salata che di acqua dolce, indipendentemente dalla loro importanza commerciale. L’indagine della letteratura è stata condotta secondo i principi delle revisioni sistematiche per rispondere alla domanda: "Qual è la prevalenza e la concentrazione di microplastiche nei mitili e quali sono i fattori di rischio associati?". Sono stati inclusi studi osservazionali pubblicati in inglese, francese, italiano, portoghese e spagnolo, senza limiti temporali. Gli articoli sono stati ricercati nei database PUBMED ed EMBASE, l’ultima data di ricerca è stata il 24 aprile 2024. La strategia ha combinato i termini “microplastics” e “bivalves”, includendo nomi scientifici e comuni delle specie secondo l'Aquatic Sciences and Fisheries Information System. Sono stati selezionati studi che riportavano dati quantitativi sulla prevalenza e concentrazione di Microplastiche su mitili. La selezione e l’estrazione dei dati sono state effettuate da tre revisori indipendenti tramite il software COVIDENCE. In totale, 109 articoli sono stati inclusi nella revisione sistematica; di questi, 42 articoli, comprendenti complessivamente 55 studi, sono stati selezionati per la meta-analisi in quanto riportavano dati sulla prevalenza di microplastiche in singoli mitili. La prevalenza complessiva stimata di microplastiche nei mitili è risultata pari all’81,8% (IC95% [72,9–89,2%]), con un’elevata eterogeneità tra gli studi. Nella meta-regressione univariata, il moderatore “Plastic-Free” è risultato significativo (p < 0,0001), spiegando il 12,35% della varianza totale: gli studi che non adottavano protocolli privi di plastica mostravano una prevalenza più elevata di microplastiche (86,3%; IC95% [77,7–93,0%]) rispetto a quelli che utilizzavano materiali plastic-free (59,5%; IC95% [37,2–79,9%]), con una differenza statisticamente significativa tra i gruppi (p = 0,0155). Tuttavia, le analisi di sensibilità hanno evidenziato che l’esclusione di due studi influenti determinava la perdita di significatività del moderatore (p = 0,1906), suggerendo che l’effetto osservato non è completamente robusto. I moderatori “Type of mussel” e “Geographic Area” non hanno mostrato associazioni significative con la prevalenza di microplastiche, indicando una contaminazione diffusa e globalmente distribuita. Non è emersa evidenza di bias di pubblicazione o di effetti da piccoli studi. La diffusa presenza di microplastiche nei mitili evidenzia un potenziale rischio per la salute pubblica e sottolinea la necessità di protocolli analitici standardizzati, ulteriori studi sugli effetti dell’esposizione cronica e strategie di mitigazione volte a ridurre l’impatto della contaminazione plastica lungo la catena alimentare.
Revisione sistematica sulla prevalenza e concentrazione di microplastiche nei mitili
PINARELLI FAZION, JULIANE
2024/2025
Abstract
Le plastiche sono tra i materiali più utilizzati al mondo e lo smaltimento improprio dei rifiuti plastici causa, secondo le stime, il riversamento di 75-199 milioni di tonnellate di plastica nelle acque del nostro pianeta (Eriksen et al., 2023). Le plastiche di grandi dimensioni si degradano gradualmente in detriti attraverso meccanismi biologici, fotolitici o meccanici, che possono persistere nei sistemi acquatici per migliaia di anni prima di un'ulteriore degradazione (Arthur et al., 2009; Avio et al., 2015; Fu et al., 2020). In base alle loro dimensioni, questi detriti di plastica sono comunemente classificati come microplastiche e nanoplastiche (Gigault et al., 2018; Noventa et al., 2021). I molluschi bivalvi costituiscono una delle matrici alimentari più studiate per la contaminazione da microplastiche, mostrando un'elevata suscettibilità all'accumulo di tali particelle e un ruolo significativo nell'esposizione umana attraverso la catena alimentare (Antonelli et al., 2024). L’obiettivo della presente revisione sistematica era raccogliere dati relativi alla prevalenza e alla concentrazione di microplastiche nei mitili, includendo sia molluschi di acqua salata che di acqua dolce, indipendentemente dalla loro importanza commerciale. L’indagine della letteratura è stata condotta secondo i principi delle revisioni sistematiche per rispondere alla domanda: "Qual è la prevalenza e la concentrazione di microplastiche nei mitili e quali sono i fattori di rischio associati?". Sono stati inclusi studi osservazionali pubblicati in inglese, francese, italiano, portoghese e spagnolo, senza limiti temporali. Gli articoli sono stati ricercati nei database PUBMED ed EMBASE, l’ultima data di ricerca è stata il 24 aprile 2024. La strategia ha combinato i termini “microplastics” e “bivalves”, includendo nomi scientifici e comuni delle specie secondo l'Aquatic Sciences and Fisheries Information System. Sono stati selezionati studi che riportavano dati quantitativi sulla prevalenza e concentrazione di Microplastiche su mitili. La selezione e l’estrazione dei dati sono state effettuate da tre revisori indipendenti tramite il software COVIDENCE. In totale, 109 articoli sono stati inclusi nella revisione sistematica; di questi, 42 articoli, comprendenti complessivamente 55 studi, sono stati selezionati per la meta-analisi in quanto riportavano dati sulla prevalenza di microplastiche in singoli mitili. La prevalenza complessiva stimata di microplastiche nei mitili è risultata pari all’81,8% (IC95% [72,9–89,2%]), con un’elevata eterogeneità tra gli studi. Nella meta-regressione univariata, il moderatore “Plastic-Free” è risultato significativo (p < 0,0001), spiegando il 12,35% della varianza totale: gli studi che non adottavano protocolli privi di plastica mostravano una prevalenza più elevata di microplastiche (86,3%; IC95% [77,7–93,0%]) rispetto a quelli che utilizzavano materiali plastic-free (59,5%; IC95% [37,2–79,9%]), con una differenza statisticamente significativa tra i gruppi (p = 0,0155). Tuttavia, le analisi di sensibilità hanno evidenziato che l’esclusione di due studi influenti determinava la perdita di significatività del moderatore (p = 0,1906), suggerendo che l’effetto osservato non è completamente robusto. I moderatori “Type of mussel” e “Geographic Area” non hanno mostrato associazioni significative con la prevalenza di microplastiche, indicando una contaminazione diffusa e globalmente distribuita. Non è emersa evidenza di bias di pubblicazione o di effetti da piccoli studi. La diffusa presenza di microplastiche nei mitili evidenzia un potenziale rischio per la salute pubblica e sottolinea la necessità di protocolli analitici standardizzati, ulteriori studi sugli effetti dell’esposizione cronica e strategie di mitigazione volte a ridurre l’impatto della contaminazione plastica lungo la catena alimentare.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/103293