L’implementazione dei protocolli ERAS in chirurgia maggiore ha condotto allo sviluppo di strategie volte a ridurre l’utilizzo di oppioidi, in un'ottica di "opioid-sparing", prevenendo gli effetti avversi a essi correlati. In particolare, le tecniche anestesiologiche combinate, che associano anestesia generale e analgesia loco regionale, si sono dimostrate efficaci nel contenere il consumo di oppioidi sia durante l’intervento chirurgico che nel periodo post-operatorio immediato. Nel contesto della chirurgia ginecologica maggiore laparoscopica, l’uso esclusivo dell’anestesia generale richiede spesso dosi elevate di oppioidi sistemici, con conseguente incremento del rischio di effetti collaterali ad essi correlati. È dimostrato come l'utilizzo di un’anestesia spinale a basso dosaggio combinata all'anestesia generale comporti una riduzione significativa del consumo di oppioidi, mantenendo al contempo un adeguato controllo del dolore e un’elevata soddisfazione del paziente. Lo studio si propone di comparare: anestesia generale vs anestesia generale combinata con spinale a basso dosaggio con morfina vs anestesia generale combinata con spinale a basso dosaggio con sufentanil; nell’ipotesi che l’utilizzo di una spinale antalgica consenta di ottenere un risparmio nell’uso di oppioidi intraoperatorio. Secondariamente: valutare il consumo di morfina durante le prime 24 ore seguenti l’intervento chirurgico. Valutare il dolore espresso in scala NRS al termine dell’intervento (tempo 0), a 6 e a 24 ore dalla chirurgia. Valutare l’incidenza di effetti collaterali quali PONV e prurito post-operatori. Sono state considerate 42 pazienti sottoposte a isterectomia o miomectomia in tecnica laparoscopica. Le pazienti sono state divise in tre gruppi: anestesia generale, anestesia generale con anestesia spinale con bupivacaina 4mg + morfina 100mcg e anestesia generale con anestesia spinale con bupivacaina 4mg + sufentanil 5mcg. Sono stati registrati il dosaggio totale di oppioidi intraoperatori e postoperatori ed è stato valutato il dolore mediante scala NRS nel postoperatorio rispettivamente a 0, 6 e 24 ore dall’intervento, insieme ad eventuali episodi di PONV o prurito. Dallo studio emerge come il consumo medio di fentanyl risulti essere minore nelle pazienti sottoposte ad analgesia subaracnoidea con sufentanil, mentre risulta essere simile nei due gruppi restanti. Il risultato non è tuttavia statisticamente significativo. Analogamente il consumo di remifentanil è risultato inferiore nei gruppi a cui sono stati somministrati farmaci intratecali rispetto al gruppo sottoposto unicamente ad anestesia generale. Anche in questo caso il risultato non ha raggiunto la significatività statistica. Dalla valutazione degli outcome secondari è emersa invece una correlazione significativa tra riduzione del dolore a 0 e 6 ore nei gruppi sottoposti ad analgesia spinale, i quali sono necessitato un quantitativo inferiore di morfina. Nonostante tale differenza sia riscontrabile anche a 24 ore, tale dato non ha raggiunto la significatività statistica. Per quanto riguarda invece effetti collaterali quali PONV o prurito, non sono state registrate differenze significative tra i tre gruppi. Dai risultati preliminari di questo studio emerge come l’implementazione di una spinale antalgica, contenente un basso dosaggio di anestetico locale e un oppioide adiuvante, sia un approccio valido in ottica “opioid-sparing”, in linea con quanto sostenuto dai recenti protocolli ERAS, mantenendo anche un controllo del dolore ottimale nel periodo postoperatorio, in assenza di effetti avversi.
L'anestesia subaracnoidea a basso dosaggio come approccio opioid-sparing nella chirurgia ginecologica
ONGARO, SEBASTIANO
2023/2024
Abstract
L’implementazione dei protocolli ERAS in chirurgia maggiore ha condotto allo sviluppo di strategie volte a ridurre l’utilizzo di oppioidi, in un'ottica di "opioid-sparing", prevenendo gli effetti avversi a essi correlati. In particolare, le tecniche anestesiologiche combinate, che associano anestesia generale e analgesia loco regionale, si sono dimostrate efficaci nel contenere il consumo di oppioidi sia durante l’intervento chirurgico che nel periodo post-operatorio immediato. Nel contesto della chirurgia ginecologica maggiore laparoscopica, l’uso esclusivo dell’anestesia generale richiede spesso dosi elevate di oppioidi sistemici, con conseguente incremento del rischio di effetti collaterali ad essi correlati. È dimostrato come l'utilizzo di un’anestesia spinale a basso dosaggio combinata all'anestesia generale comporti una riduzione significativa del consumo di oppioidi, mantenendo al contempo un adeguato controllo del dolore e un’elevata soddisfazione del paziente. Lo studio si propone di comparare: anestesia generale vs anestesia generale combinata con spinale a basso dosaggio con morfina vs anestesia generale combinata con spinale a basso dosaggio con sufentanil; nell’ipotesi che l’utilizzo di una spinale antalgica consenta di ottenere un risparmio nell’uso di oppioidi intraoperatorio. Secondariamente: valutare il consumo di morfina durante le prime 24 ore seguenti l’intervento chirurgico. Valutare il dolore espresso in scala NRS al termine dell’intervento (tempo 0), a 6 e a 24 ore dalla chirurgia. Valutare l’incidenza di effetti collaterali quali PONV e prurito post-operatori. Sono state considerate 42 pazienti sottoposte a isterectomia o miomectomia in tecnica laparoscopica. Le pazienti sono state divise in tre gruppi: anestesia generale, anestesia generale con anestesia spinale con bupivacaina 4mg + morfina 100mcg e anestesia generale con anestesia spinale con bupivacaina 4mg + sufentanil 5mcg. Sono stati registrati il dosaggio totale di oppioidi intraoperatori e postoperatori ed è stato valutato il dolore mediante scala NRS nel postoperatorio rispettivamente a 0, 6 e 24 ore dall’intervento, insieme ad eventuali episodi di PONV o prurito. Dallo studio emerge come il consumo medio di fentanyl risulti essere minore nelle pazienti sottoposte ad analgesia subaracnoidea con sufentanil, mentre risulta essere simile nei due gruppi restanti. Il risultato non è tuttavia statisticamente significativo. Analogamente il consumo di remifentanil è risultato inferiore nei gruppi a cui sono stati somministrati farmaci intratecali rispetto al gruppo sottoposto unicamente ad anestesia generale. Anche in questo caso il risultato non ha raggiunto la significatività statistica. Dalla valutazione degli outcome secondari è emersa invece una correlazione significativa tra riduzione del dolore a 0 e 6 ore nei gruppi sottoposti ad analgesia spinale, i quali sono necessitato un quantitativo inferiore di morfina. Nonostante tale differenza sia riscontrabile anche a 24 ore, tale dato non ha raggiunto la significatività statistica. Per quanto riguarda invece effetti collaterali quali PONV o prurito, non sono state registrate differenze significative tra i tre gruppi. Dai risultati preliminari di questo studio emerge come l’implementazione di una spinale antalgica, contenente un basso dosaggio di anestetico locale e un oppioide adiuvante, sia un approccio valido in ottica “opioid-sparing”, in linea con quanto sostenuto dai recenti protocolli ERAS, mantenendo anche un controllo del dolore ottimale nel periodo postoperatorio, in assenza di effetti avversi.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/103389