Il presente lavoro si propone di esplorare la tematica dell’infanzia nel capolavoro di Johann Wolfgang Goethe, Die Leiden des jungen Werther (1774), attraverso l’analisi di alcune lettere del romanzo. La ricerca evidenzia come Werther si rapporti con i bambini che incontra: i fanciulli del paese in cui si trasferisce e i fratelli minori di Lotte, sottolineando la vicinanza dei bambini alla natura, e la loro spontaneità non contaminata dalle regole e dalle imposizioni sociali. Viene approfondito il ruolo della natura, inizialmente percepita da Werther come una madre benevola e fonte di godimento sensoriale e l’evoluzione di questa immagine nella seconda parte del libro, dove di pari passo al tormento interiore del protagonista, diviene una forza cieca e distruttrice. L’elaborato analizza come il legame tra l'infanzia, l'arte e l'elemento naturale definisca la figura del Genio, capace di vivere il mondo attraverso un'esperienza sensoriale pura, libera da sovrastrutture razionali. Infine il lavoro approfondisce la tematica dell’infanzia come terreno di auto-narrazione del modo di essere e di sentire del protagonista, di come il ricorrere all’immagine dell’infanzia rappresenti una spiegazione all’immaturità emotiva di Werther. Si evidenzia come l’incapacità di crescere e di adattarsi alle responsabilità del mondo adulto sia una caratteristica dell’unicità del protagonista, che lo conduce però alla scelta finale dell’autodistruzione.
Il motivo dell'infanzia in Die Leiden des jungen Werther.
BIZZOTTO, ANNA PAOLA
2025/2026
Abstract
Il presente lavoro si propone di esplorare la tematica dell’infanzia nel capolavoro di Johann Wolfgang Goethe, Die Leiden des jungen Werther (1774), attraverso l’analisi di alcune lettere del romanzo. La ricerca evidenzia come Werther si rapporti con i bambini che incontra: i fanciulli del paese in cui si trasferisce e i fratelli minori di Lotte, sottolineando la vicinanza dei bambini alla natura, e la loro spontaneità non contaminata dalle regole e dalle imposizioni sociali. Viene approfondito il ruolo della natura, inizialmente percepita da Werther come una madre benevola e fonte di godimento sensoriale e l’evoluzione di questa immagine nella seconda parte del libro, dove di pari passo al tormento interiore del protagonista, diviene una forza cieca e distruttrice. L’elaborato analizza come il legame tra l'infanzia, l'arte e l'elemento naturale definisca la figura del Genio, capace di vivere il mondo attraverso un'esperienza sensoriale pura, libera da sovrastrutture razionali. Infine il lavoro approfondisce la tematica dell’infanzia come terreno di auto-narrazione del modo di essere e di sentire del protagonista, di come il ricorrere all’immagine dell’infanzia rappresenti una spiegazione all’immaturità emotiva di Werther. Si evidenzia come l’incapacità di crescere e di adattarsi alle responsabilità del mondo adulto sia una caratteristica dell’unicità del protagonista, che lo conduce però alla scelta finale dell’autodistruzione.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/104058