Il fenomeno complesso dell’autonomia territoriale regionale in Spagna e Italia ha aperto un forte dibattito che è il risultato di storiche dinamiche. Nonostante i due paesi presentino modelli parzialmente differenti di organizzazione statale, sono accumunati da ripetute richieste di maggiore autonomia e rivendicazioni identitarie da parte degli enti periferici che rispecchiano la questione dell’autonomia differenziata. La tesi si propone di esaminare tramite un’analisi comparativa il contesto e le evoluzioni politiche, culturali e istituzionali che hanno portato al consolidamento di differenti gradi di autonomia nelle Regioni italiane e nelle Comunità Autonome spagnole. Nell’ordinamento spagnolo il processo di decentralizzazione è stato avviato con la Costituzione del 1978 che ha portato alla creazione delle 17 Comunità Autonome (C.C.A.A.), ciascuna delle quali possiede differenti livelli di autonomia. Nell’ordinamento italiano, invece, la nascita delle regioni è stata prevista dalla Costituzione del 1948, ma l’effettiva istituzione delle regioni ordinarie è avvenuta solo nel 1970. Il sistema contempla regioni ordinarie, regioni speciali e, dopo la riforma costituzionale del Titolo V avvenuta nel 2001, una clausola di differenziazione (art. 117, c. 3, Cost) di cui ad oggi stanno tentando di avvalersi la regione Lombardia, la regione Veneto e la regione Emilia-Romagna. In questo studio l’attenzione sarà rivolta all’approfondimento delle implicazioni politiche, economiche e sociali del regionalismo differenziato e a come tale proposta abbia diviso la nazione. Il lavoro si conclude illustrando le sfide e le prospettive per lo sviluppo futuro del regionalismo differenziato in Spagna e Italia.
Lo sviluppo del sistema di autonomia differenziata negli ordinamenti italiano e spagnolo: un’analisi comparata.
MARCHESIN, FRANCESCA
2025/2026
Abstract
Il fenomeno complesso dell’autonomia territoriale regionale in Spagna e Italia ha aperto un forte dibattito che è il risultato di storiche dinamiche. Nonostante i due paesi presentino modelli parzialmente differenti di organizzazione statale, sono accumunati da ripetute richieste di maggiore autonomia e rivendicazioni identitarie da parte degli enti periferici che rispecchiano la questione dell’autonomia differenziata. La tesi si propone di esaminare tramite un’analisi comparativa il contesto e le evoluzioni politiche, culturali e istituzionali che hanno portato al consolidamento di differenti gradi di autonomia nelle Regioni italiane e nelle Comunità Autonome spagnole. Nell’ordinamento spagnolo il processo di decentralizzazione è stato avviato con la Costituzione del 1978 che ha portato alla creazione delle 17 Comunità Autonome (C.C.A.A.), ciascuna delle quali possiede differenti livelli di autonomia. Nell’ordinamento italiano, invece, la nascita delle regioni è stata prevista dalla Costituzione del 1948, ma l’effettiva istituzione delle regioni ordinarie è avvenuta solo nel 1970. Il sistema contempla regioni ordinarie, regioni speciali e, dopo la riforma costituzionale del Titolo V avvenuta nel 2001, una clausola di differenziazione (art. 117, c. 3, Cost) di cui ad oggi stanno tentando di avvalersi la regione Lombardia, la regione Veneto e la regione Emilia-Romagna. In questo studio l’attenzione sarà rivolta all’approfondimento delle implicazioni politiche, economiche e sociali del regionalismo differenziato e a come tale proposta abbia diviso la nazione. Il lavoro si conclude illustrando le sfide e le prospettive per lo sviluppo futuro del regionalismo differenziato in Spagna e Italia.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/104076