This thesis analyzes La Chute (1956) by Albert Camus as a work of the author’s maturity and as a particularly singular text within his oeuvre. Beginning from an apparently simple structure, the monologue of a man in a bar in Amsterdam, the novel develops a complex reflection on guilt, judgment, and moral responsibility. Through the voice of Jean Baptiste Clamence, a former Parisian lawyer who has become a judge-penitent, Camus stages a confession that does not lead to redemption but instead produces a progressive involvement of the listener. The protagonist’s discourse, organized as an apparently dialogic exchange, reveals a subtle mechanism: self accusation gradually turns into a way of judging others, ultimately implicating the reader as well. The analysis therefore focuses on confession as a narrative and moral device, showing how the fall evoked in the title does not merely refer to an episode from the past, but to a broader loss of innocence. Situated within the context of the personal and intellectual crisis that characterized the 1950s, the work represents a turning point in Camus’s thought, marked by a more problematic vision of justice and responsibility. Behind a narrative that may initially appear simple lies a careful and ambiguous construction, grounded in the power of language and in a constant play of mirrors between narrator and reader.

La presente tesi analizza La Chute (1956) di Albert Camus come opera della maturità dell’autore e come testo particolarmente singolare all’interno della sua produzione. A partire da una struttura apparentemente semplice, il monologo di un uomo in un bar di Amsterdam, il romanzo costruisce una riflessione complessa sulla colpa, sul giudizio e sulla responsabilità morale. Attraverso la voce di Jean-Baptiste Clamence, ex avvocato parigino divenuto “giudice-penitente”, Camus mette in scena una confessione che non porta alla redenzione, ma genera un progressivo coinvolgimento di chi ascolta. Il discorso del protagonista, organizzato come un dialogo solo apparente, rivela un meccanismo sottile: l’autoaccusa si trasforma gradualmente in un modo per giudicare gli altri, fino a includere implicitamente anche il lettore. L’analisi si concentra dunque sulla confessione come dispositivo narrativo e morale, mostrando come la “caduta” evocata dal titolo non indichi soltanto un episodio del passato, ma una più ampia perdita di innocenza. Inserita nel contesto di crisi personale e intellettuale che caratterizza gli anni Cinquanta, l’opera testimonia un momento di svolta nella riflessione camusiana, segnato da una visione più problematica della giustizia e della responsabilità. Dietro un racconto che può sembrare banale, si rivela così una costruzione attenta e ambigua, fondata sul potere della parola e su un costante gioco di specchi tra narratore e lettore.

Crise existentielle et jeu de miroirs dans l'oeuvre d'Albert Camus: les détours tragiques de « l'anti-confession » dans La Chute

MERSINI, KLAUDIA
2025/2026

Abstract

This thesis analyzes La Chute (1956) by Albert Camus as a work of the author’s maturity and as a particularly singular text within his oeuvre. Beginning from an apparently simple structure, the monologue of a man in a bar in Amsterdam, the novel develops a complex reflection on guilt, judgment, and moral responsibility. Through the voice of Jean Baptiste Clamence, a former Parisian lawyer who has become a judge-penitent, Camus stages a confession that does not lead to redemption but instead produces a progressive involvement of the listener. The protagonist’s discourse, organized as an apparently dialogic exchange, reveals a subtle mechanism: self accusation gradually turns into a way of judging others, ultimately implicating the reader as well. The analysis therefore focuses on confession as a narrative and moral device, showing how the fall evoked in the title does not merely refer to an episode from the past, but to a broader loss of innocence. Situated within the context of the personal and intellectual crisis that characterized the 1950s, the work represents a turning point in Camus’s thought, marked by a more problematic vision of justice and responsibility. Behind a narrative that may initially appear simple lies a careful and ambiguous construction, grounded in the power of language and in a constant play of mirrors between narrator and reader.
2025
Existential crisis and mirror play in the work of Albert Camus: the tragic detours of the 'anti-confession' in The Fall
La presente tesi analizza La Chute (1956) di Albert Camus come opera della maturità dell’autore e come testo particolarmente singolare all’interno della sua produzione. A partire da una struttura apparentemente semplice, il monologo di un uomo in un bar di Amsterdam, il romanzo costruisce una riflessione complessa sulla colpa, sul giudizio e sulla responsabilità morale. Attraverso la voce di Jean-Baptiste Clamence, ex avvocato parigino divenuto “giudice-penitente”, Camus mette in scena una confessione che non porta alla redenzione, ma genera un progressivo coinvolgimento di chi ascolta. Il discorso del protagonista, organizzato come un dialogo solo apparente, rivela un meccanismo sottile: l’autoaccusa si trasforma gradualmente in un modo per giudicare gli altri, fino a includere implicitamente anche il lettore. L’analisi si concentra dunque sulla confessione come dispositivo narrativo e morale, mostrando come la “caduta” evocata dal titolo non indichi soltanto un episodio del passato, ma una più ampia perdita di innocenza. Inserita nel contesto di crisi personale e intellettuale che caratterizza gli anni Cinquanta, l’opera testimonia un momento di svolta nella riflessione camusiana, segnato da una visione più problematica della giustizia e della responsabilità. Dietro un racconto che può sembrare banale, si rivela così una costruzione attenta e ambigua, fondata sul potere della parola e su un costante gioco di specchi tra narratore e lettore.
Esistenzialismo
Caduta
Colpa
Giudizio
Ironia
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Tesi-Finale_Mersini_Klaudia-PDF_A.pdf

Accesso riservato

Dimensione 506.85 kB
Formato Adobe PDF
506.85 kB Adobe PDF

The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/104078