Le lesioni del nervo periferico possono portare a deficit funzionali duraturi, soprattutto quando c’è una perdita di continuità. In questi casi, l’autoinnesto è ancora considerato il gold standard, ma comporta un secondo sito chirurgico, disponibilità limitata di tessuto e risultati non sempre prevedibili. In questo contesto, si stanno studiando scaffold tridimensionali e Nerve Guidance Conduits (NGC) come soluzioni ingegneristiche in grado di collegare temporaneamente i monconi e di rendere l’ambiente rigenerativo più controllabile. La rigenerazione nel PNS è un processo tempo-dipendente che richiede un percorso fisico ben definito: cellule di Schwann, bande di Büngner e segnali locali sono essenziali per la ricrescita assonale. Tuttavia, questa fase favorevole biologicamente non è illimitata e aumenta il rischio di reinnervazione imprecisa con il passare del tempo. Dal punto di vista progettuale, le prestazioni non dipendono da una sola caratteristica, ma dall’equilibrio tra biomateriale e architettura. Il materiale gioca un ruolo fondamentale nell’interazione con le cellule e nella risposta nel tempo grazie al suo profilo di degradazione; la struttura determina invece come avvengono scambio di nutrienti, infiltrazione cellulare e organizzazione del tessuto in formazione. È proprio la coerenza tra queste scelte che rende il comportamento del sistema più prevedibile nel contesto in vivo. Le evidenze precliniche mostrano risultati variabili rispetto all’autoinnesto, ma indicano chiaramente che le soluzioni più efficaci sono quelle in cui il design rispetta i vincoli biologici del PNS e ne accompagna i tempi. In sintesi, uno scaffold ben progettato non sostituisce la biologia, ma la supporta, rendendo un processo complesso più stabile e più riproducibile.

Scaffold 3D per la rigenerazione nervosa

BIGOLIN, GIOVANNI
2025/2026

Abstract

Le lesioni del nervo periferico possono portare a deficit funzionali duraturi, soprattutto quando c’è una perdita di continuità. In questi casi, l’autoinnesto è ancora considerato il gold standard, ma comporta un secondo sito chirurgico, disponibilità limitata di tessuto e risultati non sempre prevedibili. In questo contesto, si stanno studiando scaffold tridimensionali e Nerve Guidance Conduits (NGC) come soluzioni ingegneristiche in grado di collegare temporaneamente i monconi e di rendere l’ambiente rigenerativo più controllabile. La rigenerazione nel PNS è un processo tempo-dipendente che richiede un percorso fisico ben definito: cellule di Schwann, bande di Büngner e segnali locali sono essenziali per la ricrescita assonale. Tuttavia, questa fase favorevole biologicamente non è illimitata e aumenta il rischio di reinnervazione imprecisa con il passare del tempo. Dal punto di vista progettuale, le prestazioni non dipendono da una sola caratteristica, ma dall’equilibrio tra biomateriale e architettura. Il materiale gioca un ruolo fondamentale nell’interazione con le cellule e nella risposta nel tempo grazie al suo profilo di degradazione; la struttura determina invece come avvengono scambio di nutrienti, infiltrazione cellulare e organizzazione del tessuto in formazione. È proprio la coerenza tra queste scelte che rende il comportamento del sistema più prevedibile nel contesto in vivo. Le evidenze precliniche mostrano risultati variabili rispetto all’autoinnesto, ma indicano chiaramente che le soluzioni più efficaci sono quelle in cui il design rispetta i vincoli biologici del PNS e ne accompagna i tempi. In sintesi, uno scaffold ben progettato non sostituisce la biologia, ma la supporta, rendendo un processo complesso più stabile e più riproducibile.
2025
Three-dimensional scaffolds for nerve regeneration
Scaffold 3D
Ricrescita nervosa
Biomateriali
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/104153