L’elettrocardiogramma è un esame non invasivo che consente di rilevare l’attività elettrica cardiaca mediante elettrodi di superficie. In presenza di anomalie cardiache, come disturbi del ritmo e cardiopatia ischemica, compaiono alterazioni del tracciato elettrocardiografico. Il segnale registrato risulta frequentemente affetto da interferenze e artefatti legati alla respirazione, al movimento e alla strumentazione. Per garantire un’analisi accurata del tracciato è necessario ottimizzare l’acquisizione dei dati e rimuovere le componenti indesiderate, elaborando il segnale con filtri digitali. L’elettrocardiogramma può essere registrato a riposo o sotto sforzo, nel cosiddetto test da sforzo. Tale esame ha lo scopo di confrontare i segnali elettrocardiografici ottenuti a riposo e durante lo sforzo fisico, per evidenziare eventuali alterazioni indotte dallo sforzo. Per la valutazione della presenza di ischemia miocardica inducibile, associata ad una possibile coronaropatia, si osservano le alterazioni del tratto ST. La diagnosi precoce di coronaropatia è fondamentale per evitare complicanze come infarto o scompenso cardiaco. Tuttavia, l’attuale sensibilità del test da sforzo, secondo la letteratura, si attesta tra 33 e 50%; ne consegue che circa la metà dei pazienti affetti da coronaropatia, soprattutto in fase iniziale di malattia, non vengono correttamente diagnosticati. Si comprende pertanto l’importanza di individuare accorgimenti tecnici e strumentali per migliorare la sensibilità, in quanto il test da sforzo costituisce un test di primo livello per pazienti con sospetta coronaropatia. Il presente lavoro si pone l’obiettivo di analizzare le componenti tecniche di acquisizione ed elaborazione del segnale elettrocardiografico e di valutare l’attuale accuratezza del test da sforzo nella diagnosi di malattia coronarica. Si analizzerà in particolare la strumentazione del test da sforzo e le tecniche di elaborazione del segnale elettrocardiografico registrato, approfondendo come esempio il sistema XScribe. Verranno poi considerati diversi possibili approcci, sia già in uso clinico sia in fase sperimentale, per migliorare l’accuratezza del test da sforzo nella diagnosi di coronaropatia.
Metodi di elaborazione e analisi del segnale elettrocardiografico in test da sforzo per la diagnosi non invasiva di malattia coronarica
LOMBARDI, SARA
2025/2026
Abstract
L’elettrocardiogramma è un esame non invasivo che consente di rilevare l’attività elettrica cardiaca mediante elettrodi di superficie. In presenza di anomalie cardiache, come disturbi del ritmo e cardiopatia ischemica, compaiono alterazioni del tracciato elettrocardiografico. Il segnale registrato risulta frequentemente affetto da interferenze e artefatti legati alla respirazione, al movimento e alla strumentazione. Per garantire un’analisi accurata del tracciato è necessario ottimizzare l’acquisizione dei dati e rimuovere le componenti indesiderate, elaborando il segnale con filtri digitali. L’elettrocardiogramma può essere registrato a riposo o sotto sforzo, nel cosiddetto test da sforzo. Tale esame ha lo scopo di confrontare i segnali elettrocardiografici ottenuti a riposo e durante lo sforzo fisico, per evidenziare eventuali alterazioni indotte dallo sforzo. Per la valutazione della presenza di ischemia miocardica inducibile, associata ad una possibile coronaropatia, si osservano le alterazioni del tratto ST. La diagnosi precoce di coronaropatia è fondamentale per evitare complicanze come infarto o scompenso cardiaco. Tuttavia, l’attuale sensibilità del test da sforzo, secondo la letteratura, si attesta tra 33 e 50%; ne consegue che circa la metà dei pazienti affetti da coronaropatia, soprattutto in fase iniziale di malattia, non vengono correttamente diagnosticati. Si comprende pertanto l’importanza di individuare accorgimenti tecnici e strumentali per migliorare la sensibilità, in quanto il test da sforzo costituisce un test di primo livello per pazienti con sospetta coronaropatia. Il presente lavoro si pone l’obiettivo di analizzare le componenti tecniche di acquisizione ed elaborazione del segnale elettrocardiografico e di valutare l’attuale accuratezza del test da sforzo nella diagnosi di malattia coronarica. Si analizzerà in particolare la strumentazione del test da sforzo e le tecniche di elaborazione del segnale elettrocardiografico registrato, approfondendo come esempio il sistema XScribe. Verranno poi considerati diversi possibili approcci, sia già in uso clinico sia in fase sperimentale, per migliorare l’accuratezza del test da sforzo nella diagnosi di coronaropatia.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/104171