Le malattie cardiovascolari, prima fra le altre la cardiopatia ischemica, restano la principale causa di mortalità nel mondo. L’aterosclerosi ne rappresenta il fattore eziologico principale, rendendo spesso necessari interventi di rivascolarizzazione meccanica quando la terapia farmacologica risulta insufficiente. Questo elaborato analizza l’evoluzione delle tecnologie sviluppate per garantire l’eliminazione dell’occlusione vascolare dovuta alla presenza della lesione ateromasica, esaminando il passaggio dalle prime tecniche di angioplastica (Plain Old Balloon Angioplasty) fino alle più recenti innovazioni nel campo degli stent cardiovascolari. Viene fornita quindi un’analisi dettagliata delle varie generazioni di stent: dai primi modelli metallici nudi, gravati da alti tassi di restenosi intra-stent, ai successivi stent a rilascio di farmaco. Si approfondisce, in particolare, il superamento dei limiti di quelli di prima generazione in favore degli attuali gold standard, caratterizzati da leghe in Cromo-Cobalto, maglie metalliche sottili e polimeri biocompatibili o biodegradabili. Nonostante l’efficacia dei gold standard, la permanenza di un corpo estraneo nell’organismo lo espone al rischio di insorgenza di neoaterosclerosi, determinando lo sviluppo di criticità nel lungo termine. La ricerca attuale si sta dunque orientando verso l’utilizzo di scaffold bioriassorbibili e approcci biomimetici, con l’obiettivo di promuovere una rapida ri-endotelializzazione post-impianto, riducendo drasticamente sia i tassi di restenosi che di trombosi dello stent e riconoscendo quindi nell’endotelio sano il sistema più efficace per la prevenzione di entrambi.

Stent Cardiovascolari: Evoluzione dei Biomateriali, Efficacia Clinica e Prospettive Future

MANNONI, GIULIA
2025/2026

Abstract

Le malattie cardiovascolari, prima fra le altre la cardiopatia ischemica, restano la principale causa di mortalità nel mondo. L’aterosclerosi ne rappresenta il fattore eziologico principale, rendendo spesso necessari interventi di rivascolarizzazione meccanica quando la terapia farmacologica risulta insufficiente. Questo elaborato analizza l’evoluzione delle tecnologie sviluppate per garantire l’eliminazione dell’occlusione vascolare dovuta alla presenza della lesione ateromasica, esaminando il passaggio dalle prime tecniche di angioplastica (Plain Old Balloon Angioplasty) fino alle più recenti innovazioni nel campo degli stent cardiovascolari. Viene fornita quindi un’analisi dettagliata delle varie generazioni di stent: dai primi modelli metallici nudi, gravati da alti tassi di restenosi intra-stent, ai successivi stent a rilascio di farmaco. Si approfondisce, in particolare, il superamento dei limiti di quelli di prima generazione in favore degli attuali gold standard, caratterizzati da leghe in Cromo-Cobalto, maglie metalliche sottili e polimeri biocompatibili o biodegradabili. Nonostante l’efficacia dei gold standard, la permanenza di un corpo estraneo nell’organismo lo espone al rischio di insorgenza di neoaterosclerosi, determinando lo sviluppo di criticità nel lungo termine. La ricerca attuale si sta dunque orientando verso l’utilizzo di scaffold bioriassorbibili e approcci biomimetici, con l’obiettivo di promuovere una rapida ri-endotelializzazione post-impianto, riducendo drasticamente sia i tassi di restenosi che di trombosi dello stent e riconoscendo quindi nell’endotelio sano il sistema più efficace per la prevenzione di entrambi.
2025
Cardiovascular Stents: Evolution of Biomaterials, Clinical Efficacy, and Future Prospects
Stent
Aterosclerosi
Biocompatibilità
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