L’invecchiamento demografico rappresenta una delle sfide più complesse della società italiana contemporanea. Il progressivo aumento dell'aspettativa di vita, unito alla denatalità e alla frammentazione dei nuclei familiari, ha generato un incremento dei fenomeni di solitudine e isolamento sociale, con gravi ripercussioni sulla salute psicofisica degli anziani e sulla sostenibilità del sistema di welfare. In questo scenario, l’elaborato esplora il cohousing per l'anziano come risposta innovativa capace di superare la dicotomia tra la solitudine del domicilio privato e la rigidità delle strutture istituzionalizzate. La ricerca analizza innanzitutto le diverse dimensioni dell’invecchiamento e il rischio di non autosufficienza legato al decadimento cognitivo e alla depressione, evidenziando come l'isolamento sociale sia un fattore di rischio comparabile a gravi patologie croniche. Viene successivamente esaminato il modello del cohousing per la terza età, inteso come modalità di abitare collaborativo che coniuga l'autonomia dell'alloggio privato con la condivisione di spazi e servizi comuni, promuovendo il mutuo aiuto e l'invecchiamento attivo secondo le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Attraverso lo studio di buone pratiche italiane, tra cui il Borgo Mazzini Smart Cohousing di Treviso, il cohousing dell’Arcella e le esperienze intergenerazionali di Padova e Trento, l'analisi evidenzia le potenzialità di questo modello nel prevenire l'istituzionalizzazione precoce e nel rigenerare i legami sociali. Emerge, infine, il ruolo strategico dell'assistente sociale come regista e facilitatore, capace di attivare reti di supporto e di garantire l'autodeterminazione dell'anziano all'interno di una comunità inclusiva. In conclusione, il lavoro sottolinea come il cohousing non rappresenti solo una soluzione abitativa, ma un vero e proprio dispositivo di welfare di comunità che trasforma l'invecchiamento da condizione di fragilità a risorsa sociale.
IL COHOUSING NELLA TERZA ETA': NUOVE FORME DI DOMICILIARITA' COLLABORATIVA PER IL CONTRASTO ALLA NON AUTOSUFFICIENZA NELLA PERSONA ANZIANA E LA RIGENERAZIONE DEI LEGAMI SOCIALI
CARALLO, LAURA
2025/2026
Abstract
L’invecchiamento demografico rappresenta una delle sfide più complesse della società italiana contemporanea. Il progressivo aumento dell'aspettativa di vita, unito alla denatalità e alla frammentazione dei nuclei familiari, ha generato un incremento dei fenomeni di solitudine e isolamento sociale, con gravi ripercussioni sulla salute psicofisica degli anziani e sulla sostenibilità del sistema di welfare. In questo scenario, l’elaborato esplora il cohousing per l'anziano come risposta innovativa capace di superare la dicotomia tra la solitudine del domicilio privato e la rigidità delle strutture istituzionalizzate. La ricerca analizza innanzitutto le diverse dimensioni dell’invecchiamento e il rischio di non autosufficienza legato al decadimento cognitivo e alla depressione, evidenziando come l'isolamento sociale sia un fattore di rischio comparabile a gravi patologie croniche. Viene successivamente esaminato il modello del cohousing per la terza età, inteso come modalità di abitare collaborativo che coniuga l'autonomia dell'alloggio privato con la condivisione di spazi e servizi comuni, promuovendo il mutuo aiuto e l'invecchiamento attivo secondo le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Attraverso lo studio di buone pratiche italiane, tra cui il Borgo Mazzini Smart Cohousing di Treviso, il cohousing dell’Arcella e le esperienze intergenerazionali di Padova e Trento, l'analisi evidenzia le potenzialità di questo modello nel prevenire l'istituzionalizzazione precoce e nel rigenerare i legami sociali. Emerge, infine, il ruolo strategico dell'assistente sociale come regista e facilitatore, capace di attivare reti di supporto e di garantire l'autodeterminazione dell'anziano all'interno di una comunità inclusiva. In conclusione, il lavoro sottolinea come il cohousing non rappresenti solo una soluzione abitativa, ma un vero e proprio dispositivo di welfare di comunità che trasforma l'invecchiamento da condizione di fragilità a risorsa sociale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/104371