La demenza rappresenta una delle principali sfide sociali e sanitarie contemporanee, con un impatto rilevante non solo sulle persone che ne sono affette, ma anche sulle famiglie, sulle reti relazionali e sulle comunità locali. Oltre alla dimensione clinica, la malattia comporta infatti processi di stigmatizzazione, isolamento sociale ed esclusione, che richiedono risposte integrate e innovative da parte dei sistemi di welfare. Il presente elaborato analizza il ruolo del servizio sociale di comunità nella costruzione di contesti inclusivi, attraverso l’approfondimento del modello delle Comunità Amiche delle Persone con Demenza. Dopo una ricostruzione del quadro teorico e normativo di riferimento, con particolare attenzione allo stigma, alle politiche internazionali e al Piano Nazionale Demenze, la tesi si concentra sull’esperienza del progetto “Rubano, città amica delle persone con demenza”, come caso di studio territoriale. L’analisi mette in luce il passaggio da un approccio prevalentemente riparativo e centrato sull’emergenza a una prospettiva preventiva e promozionale, orientata al rafforzamento delle relazioni di prossimità, alla partecipazione attiva della cittadinanza e alla valorizzazione dei luoghi della quotidianità. Attraverso l’esame dei documenti e dei materiali progettuali, emerge il valore della formazione diffusa e del coinvolgimento di una pluralità di attori locali nella costruzione di una rete comunitaria competente e accogliente. La tesi evidenzia come il servizio sociale possa assumere un ruolo strategico nella promozione di comunità competenti, capaci di riconoscere la fragilità come dimensione condivisa dell’esperienza umana, contribuendo a creare spazi di inclusione, solidarietà e cittadinanza attiva.

COMUNITA’ AMICA DELLE PERSONE CON DEMENZA: IL RUOLO DEL SERVIZIO SOCIALE NELLA COSTRUZIONE DI COMUNITA’ COMPETENTI E INCLUSIVE. IL CASO DI RUBANO.

DELL'ANNA, SHEILA
2025/2026

Abstract

La demenza rappresenta una delle principali sfide sociali e sanitarie contemporanee, con un impatto rilevante non solo sulle persone che ne sono affette, ma anche sulle famiglie, sulle reti relazionali e sulle comunità locali. Oltre alla dimensione clinica, la malattia comporta infatti processi di stigmatizzazione, isolamento sociale ed esclusione, che richiedono risposte integrate e innovative da parte dei sistemi di welfare. Il presente elaborato analizza il ruolo del servizio sociale di comunità nella costruzione di contesti inclusivi, attraverso l’approfondimento del modello delle Comunità Amiche delle Persone con Demenza. Dopo una ricostruzione del quadro teorico e normativo di riferimento, con particolare attenzione allo stigma, alle politiche internazionali e al Piano Nazionale Demenze, la tesi si concentra sull’esperienza del progetto “Rubano, città amica delle persone con demenza”, come caso di studio territoriale. L’analisi mette in luce il passaggio da un approccio prevalentemente riparativo e centrato sull’emergenza a una prospettiva preventiva e promozionale, orientata al rafforzamento delle relazioni di prossimità, alla partecipazione attiva della cittadinanza e alla valorizzazione dei luoghi della quotidianità. Attraverso l’esame dei documenti e dei materiali progettuali, emerge il valore della formazione diffusa e del coinvolgimento di una pluralità di attori locali nella costruzione di una rete comunitaria competente e accogliente. La tesi evidenzia come il servizio sociale possa assumere un ruolo strategico nella promozione di comunità competenti, capaci di riconoscere la fragilità come dimensione condivisa dell’esperienza umana, contribuendo a creare spazi di inclusione, solidarietà e cittadinanza attiva.
2025
DEMENTIA-FRIENDLY COMMUNITIES: THE ROLE OF SOCIAL WORK IN BUILDING COMPETENT AND INCLUSIVE COMMUNITIES. THE CASE OF RUBANO
SERVIZIO SOCIALE
COMUNITA' AMICA
DEMENZA
INCLUSIONE SOCIALE
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/104373