Da sempre il Mar Mediterraneo rappresenta un complesso crocevia dove si intrecciano dimensioni securitarie ed economiche. É stato il luogo in cui si sono sviluppate grandi civiltà, le sue coste e le sue acque hanno visto, nei millenni, la fioritura di arte, culture diverse e ricchissime, traffici e commerci, ma anche guerre, fame, carestie e migrazioni. Questa situazione di costante incontro e scontro continua anche oggi, complici molteplici fattori tra i quali non vanno trascurati una generale crisi dei principi democratici, e gli effetti del cambiamento climatico che determina insicurezza in moltissime aree del mondo. Per comprendere le crisi e i mutamenti che la regione del Mar Mediterraneo oggi attraversa non ci si può limitare ai suoi confini fisici è invece necessario inquadrare il "Mare Nostrum" in un più ampio panorama geopolitico. Il "Mediterraneo allargato", è un concetto geopolitico che nasce dall’esigenza di definire uno spazio politico, economico e di sicurezza che ha il proprio centro nel bacino del Mar Mediterraneo ma è collegato con le regioni limitrofe dell’Europa meridionale, le fasce settentrionali e subsahariane del continente africano, il Corno d’Africa e il Medio Oriente, e a Ovest il Golfo di Guinea che ne influenzano le dinamiche. Questa tesi intende analizzare il concetto di "Mediterraneo allargato", la sua evoluzione e il ruolo dell'Italia in questo contesto geopolitico. L’Italia va vista come un interlocutore fondamentale per tutti gli attori presenti nell'area, in grado di affrontare le diverse problematiche. Questo sia per la sua posizione strategica, che per le capacità strutturali che il nostro Paese possiede, tra le quali, per quel che qui interessa, spicca la Marina Militare, cui si affianca una solida struttura industriale capace di supportarla. La tesi vuole offrire uno sguardo di insieme, perché si ritiene che esaminando congiuntamente, e nelle loro interazioni, i vari fattori di crisi e le potenzialità nell'area, sia possibile individuare il ruolo che l'Italia può avere come "media potenza" regionale. Il primo capitolo ricostruisce le origini del concetto di “Mediterraneo Allargato”, nato negli anni Ottanta all'interno dell’Istituto di Guerra Marittima della Marina Militare. Il secondo capitolo esamina l'impiego della Marina Militare durante le crisi regionali e la trasformazione della politica estera italiana dal 2014 alla creazione del Piano Mattei. Infine, il terzo capitolo delinea le sfide che l’Italia deve affrontare in questo contesto, legate alla protezione delle infrastrutture critiche sottomarine, alla gestione dei flussi migratori e al controllo della libera navigazione.
Il ruolo dell’Italia nel "Mediterraneo allargato" tra storia, politica estera e nuove sfide strategiche
GIACOMELLI, LUIGI
2025/2026
Abstract
Da sempre il Mar Mediterraneo rappresenta un complesso crocevia dove si intrecciano dimensioni securitarie ed economiche. É stato il luogo in cui si sono sviluppate grandi civiltà, le sue coste e le sue acque hanno visto, nei millenni, la fioritura di arte, culture diverse e ricchissime, traffici e commerci, ma anche guerre, fame, carestie e migrazioni. Questa situazione di costante incontro e scontro continua anche oggi, complici molteplici fattori tra i quali non vanno trascurati una generale crisi dei principi democratici, e gli effetti del cambiamento climatico che determina insicurezza in moltissime aree del mondo. Per comprendere le crisi e i mutamenti che la regione del Mar Mediterraneo oggi attraversa non ci si può limitare ai suoi confini fisici è invece necessario inquadrare il "Mare Nostrum" in un più ampio panorama geopolitico. Il "Mediterraneo allargato", è un concetto geopolitico che nasce dall’esigenza di definire uno spazio politico, economico e di sicurezza che ha il proprio centro nel bacino del Mar Mediterraneo ma è collegato con le regioni limitrofe dell’Europa meridionale, le fasce settentrionali e subsahariane del continente africano, il Corno d’Africa e il Medio Oriente, e a Ovest il Golfo di Guinea che ne influenzano le dinamiche. Questa tesi intende analizzare il concetto di "Mediterraneo allargato", la sua evoluzione e il ruolo dell'Italia in questo contesto geopolitico. L’Italia va vista come un interlocutore fondamentale per tutti gli attori presenti nell'area, in grado di affrontare le diverse problematiche. Questo sia per la sua posizione strategica, che per le capacità strutturali che il nostro Paese possiede, tra le quali, per quel che qui interessa, spicca la Marina Militare, cui si affianca una solida struttura industriale capace di supportarla. La tesi vuole offrire uno sguardo di insieme, perché si ritiene che esaminando congiuntamente, e nelle loro interazioni, i vari fattori di crisi e le potenzialità nell'area, sia possibile individuare il ruolo che l'Italia può avere come "media potenza" regionale. Il primo capitolo ricostruisce le origini del concetto di “Mediterraneo Allargato”, nato negli anni Ottanta all'interno dell’Istituto di Guerra Marittima della Marina Militare. Il secondo capitolo esamina l'impiego della Marina Militare durante le crisi regionali e la trasformazione della politica estera italiana dal 2014 alla creazione del Piano Mattei. Infine, il terzo capitolo delinea le sfide che l’Italia deve affrontare in questo contesto, legate alla protezione delle infrastrutture critiche sottomarine, alla gestione dei flussi migratori e al controllo della libera navigazione.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Luigi Giacomelli n.2068330 Tesi Versione Finale 2026.pdf
Accesso riservato
Dimensione
1.44 MB
Formato
Adobe PDF
|
1.44 MB | Adobe PDF |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/104390