Questa tesi analizza l’eccidio di Villamarzana del 1944 all’interno del contesto più ampio del fenomeno delle stragi nazifasciste in Italia, ponendo in particolare risalto lo sviluppo del fenomeno nel territorio polesano. I fatti storici riguardanti l’eccidio sono posti a confronto con la memoria familiare e intergenerazionale. Nel primo capitolo viene delineato il quadro storico del fenomeno della Resistenza durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale. In particolare, è presente un’analisi dettagliata delle stragi nazifasciste, con un focus sulle dinamiche locali che portarono all’eccidio, sulle cause del fenomeno e soprattutto sulle conseguenze che questo evento ha avuto nel tessuto storico e sociale del Polesine. Nel secondo capitolo viene ampliato l’evento storico chiave di questa tesi che si inserisce nel quadro più ampio delle stragi nazifasciste, cioè l’eccidio di Villamarzana. Vengono analizzate nel dettaglio la strage compiuta, le circostanze precedenti l’accaduto, i protagonisti, le cause e le conseguenze che ne sono inevitabilmente scaturite da esso. Il terzo ed ultimo capitolo si propone di fare un confronto intergenerazionale tra Celestino Tasso e il figlio Giovanni Tasso. Celestino Tasso, fratello del martire Giovanni Tasso di Valente, è testimone diretto dell’eccidio, il quale restituisce in maniera drammatica e carica di emotività il racconto della morte del fratello e di come è stata vissuta la vicenda dalla sua famiglia. Invece, il figlio Giovanni Tasso mette in luce come è stata trasmessa la memoria familiare e come è stata reinterpretata dalle generazioni successive. La sua testimonianza è di fondamentale importanza per comprendere come la vicenda sia stata interiorizzata e rielaborata nel corso del tempo, anche attraverso commemorazioni pubbliche e ufficiali. L'analisi svolta mediante intervista mostra come i legami familiari abbiano avuto un ruolo decisivo nella trasmissione della storia di famiglia e soprattutto nella sua conservazione. Si evidenzia come questa abbia contribuito al processo collettivo di ricostruzione identitaria e anche alla comprensione del rapporto tra passato e presente. Lo studio, quindi, non si limita a descrivere un evento storico della Seconda guerra mondiale ma punta a comprendere il legame tra memoria individuale, esperienza comunitaria e soprattutto il ruolo che hanno le future generazioni nel mantenere vivo il ricordo del passato.

Le stragi nazifasciste in Polesine: il ricordo dell'eccidio di Villamarzana attraverso la memoria familiare.

MILANI, VITTORIA
2025/2026

Abstract

Questa tesi analizza l’eccidio di Villamarzana del 1944 all’interno del contesto più ampio del fenomeno delle stragi nazifasciste in Italia, ponendo in particolare risalto lo sviluppo del fenomeno nel territorio polesano. I fatti storici riguardanti l’eccidio sono posti a confronto con la memoria familiare e intergenerazionale. Nel primo capitolo viene delineato il quadro storico del fenomeno della Resistenza durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale. In particolare, è presente un’analisi dettagliata delle stragi nazifasciste, con un focus sulle dinamiche locali che portarono all’eccidio, sulle cause del fenomeno e soprattutto sulle conseguenze che questo evento ha avuto nel tessuto storico e sociale del Polesine. Nel secondo capitolo viene ampliato l’evento storico chiave di questa tesi che si inserisce nel quadro più ampio delle stragi nazifasciste, cioè l’eccidio di Villamarzana. Vengono analizzate nel dettaglio la strage compiuta, le circostanze precedenti l’accaduto, i protagonisti, le cause e le conseguenze che ne sono inevitabilmente scaturite da esso. Il terzo ed ultimo capitolo si propone di fare un confronto intergenerazionale tra Celestino Tasso e il figlio Giovanni Tasso. Celestino Tasso, fratello del martire Giovanni Tasso di Valente, è testimone diretto dell’eccidio, il quale restituisce in maniera drammatica e carica di emotività il racconto della morte del fratello e di come è stata vissuta la vicenda dalla sua famiglia. Invece, il figlio Giovanni Tasso mette in luce come è stata trasmessa la memoria familiare e come è stata reinterpretata dalle generazioni successive. La sua testimonianza è di fondamentale importanza per comprendere come la vicenda sia stata interiorizzata e rielaborata nel corso del tempo, anche attraverso commemorazioni pubbliche e ufficiali. L'analisi svolta mediante intervista mostra come i legami familiari abbiano avuto un ruolo decisivo nella trasmissione della storia di famiglia e soprattutto nella sua conservazione. Si evidenzia come questa abbia contribuito al processo collettivo di ricostruzione identitaria e anche alla comprensione del rapporto tra passato e presente. Lo studio, quindi, non si limita a descrivere un evento storico della Seconda guerra mondiale ma punta a comprendere il legame tra memoria individuale, esperienza comunitaria e soprattutto il ruolo che hanno le future generazioni nel mantenere vivo il ricordo del passato.
2025
The Nazi-Fascist massacres in Polesine: remembering the Villamarzana massacre through family memories.
stragi nazifasciste
memoria familiare
eccidio Villamarzana
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/104457