Il presente lavoro analizza la possibilità di recuperare rame (Cu) e stagno (Sn) dai residui di filtrazione del processo di destagnatura mediante trattamenti termici fusori come alternativa a metodologie tradizionali di “wet chemistry”, più costose e ad elevato impatto ambientale. Sono stati studiati tre campioni di residui industriali, sottoposti a riscaldamenti progressivi tra 400°C e 1100°C e, in alcuni casi, a trattamenti in atmosfera riducente. Le polveri ottenute sono state caratterizzate tramite Diffrazione a Raggi X (XRD) e analizzate quantitativamente mediante software DIFFRAC.EVA e Topas. I risultati mostrano che, in condizioni specifiche (soprattutto a 800°C), è possibile osservare una parziale separazione verticale tra Cu e Sn. Tuttavia, tale comportamento risulta poco riproducibile tra campioni diversi e talvolta invertito, evidenziando una forte variabilità del processo. Il trattamento fusorio proposto si rivela quindi potenzialmente utile come pre-purificazione, ma non ancora affidabile come metodo autonomo per il recupero di metalli. Il trattamento in ambiente riducente porta ad una presenza maggiore di rame metallico a discapito degli ossidi, prevalentemente nella sezione superiore del campione più esposta all’ambiente. A temperature più elevate, la distribuzione della fase metallica è più omogenea.
Studio dei processi termochimici per il recupero di rame e stagno dai residui di filtrazione del processo di destagnatura
BENETOLLO, CARLO
2025/2026
Abstract
Il presente lavoro analizza la possibilità di recuperare rame (Cu) e stagno (Sn) dai residui di filtrazione del processo di destagnatura mediante trattamenti termici fusori come alternativa a metodologie tradizionali di “wet chemistry”, più costose e ad elevato impatto ambientale. Sono stati studiati tre campioni di residui industriali, sottoposti a riscaldamenti progressivi tra 400°C e 1100°C e, in alcuni casi, a trattamenti in atmosfera riducente. Le polveri ottenute sono state caratterizzate tramite Diffrazione a Raggi X (XRD) e analizzate quantitativamente mediante software DIFFRAC.EVA e Topas. I risultati mostrano che, in condizioni specifiche (soprattutto a 800°C), è possibile osservare una parziale separazione verticale tra Cu e Sn. Tuttavia, tale comportamento risulta poco riproducibile tra campioni diversi e talvolta invertito, evidenziando una forte variabilità del processo. Il trattamento fusorio proposto si rivela quindi potenzialmente utile come pre-purificazione, ma non ancora affidabile come metodo autonomo per il recupero di metalli. Il trattamento in ambiente riducente porta ad una presenza maggiore di rame metallico a discapito degli ossidi, prevalentemente nella sezione superiore del campione più esposta all’ambiente. A temperature più elevate, la distribuzione della fase metallica è più omogenea.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/104553