La presente tesi analizza la questione autonomista del Nord-Est italiano attraverso la studio dei casi di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, con l’obiettivo di comprendere le radici storiche, culturali e politiche delle rivendicazioni di maggiore autogoverno regionale. La ricerca adotta un approccio storico-comparativo e sociopolitico qualitativo, combinando fonti storiografiche, dati statistici forniti da istituti come ISTAT e Censis, documenti parlamentari e studi sul capitale sociale. Particolare attenzione è stata riservata al concetto di capitale sociale elaborato da Robert Putnam e al modello di sviluppo economico basato sui distretti industriali. Il primo capitolo ricostruisce l’identità storica e culturale del Nord-Est, analizzando al trasformazione da area agricola arretrata a locomotiva economica del Paese tra gli anni Cinquanta e Novanta. Il secondo capitolo approfondisce il regionalismo identitario e l’ascesa della Lega Nord, esaminando le diverse forme di autonomia in Veneto, Friuli e Trentino con particolare riferimento al referendum consultivo del 2017 e alle recenti preintese del 2025. Il terzo capitolo analizza i mutamenti sociali contemporanei, in pratica oltre l’immigrazione, la crisi della partecipazione politica tradizionale e le sfide future della democrazia territoriale. I risultati mostrano come la domanda autonomista sia il prodotto di fattori economici come il residuo fiscale e lo sviluppo dei distretti; fattori sociali come il capitale sociale e le reti associative e fattori identitari come la lingua e la memoria storica. La tesi offre una chiave interpretativa per comprendere la tensione tra centro e periferia e unità e diversità che attraversano le democrazie contemporanee nell’era della globalizzazione.
La questione autonomista, il Nord-Est che non c’è
BARBERIO, ANGELICA
2025/2026
Abstract
La presente tesi analizza la questione autonomista del Nord-Est italiano attraverso la studio dei casi di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, con l’obiettivo di comprendere le radici storiche, culturali e politiche delle rivendicazioni di maggiore autogoverno regionale. La ricerca adotta un approccio storico-comparativo e sociopolitico qualitativo, combinando fonti storiografiche, dati statistici forniti da istituti come ISTAT e Censis, documenti parlamentari e studi sul capitale sociale. Particolare attenzione è stata riservata al concetto di capitale sociale elaborato da Robert Putnam e al modello di sviluppo economico basato sui distretti industriali. Il primo capitolo ricostruisce l’identità storica e culturale del Nord-Est, analizzando al trasformazione da area agricola arretrata a locomotiva economica del Paese tra gli anni Cinquanta e Novanta. Il secondo capitolo approfondisce il regionalismo identitario e l’ascesa della Lega Nord, esaminando le diverse forme di autonomia in Veneto, Friuli e Trentino con particolare riferimento al referendum consultivo del 2017 e alle recenti preintese del 2025. Il terzo capitolo analizza i mutamenti sociali contemporanei, in pratica oltre l’immigrazione, la crisi della partecipazione politica tradizionale e le sfide future della democrazia territoriale. I risultati mostrano come la domanda autonomista sia il prodotto di fattori economici come il residuo fiscale e lo sviluppo dei distretti; fattori sociali come il capitale sociale e le reti associative e fattori identitari come la lingua e la memoria storica. La tesi offre una chiave interpretativa per comprendere la tensione tra centro e periferia e unità e diversità che attraversano le democrazie contemporanee nell’era della globalizzazione.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/104594