Il presente elaborato indaga il fenomeno del linguaggio d'odio (hate speech) attraverso la lente del paradigma internazionale dei diritti umani. L'obiettivo della ricerca è analizzare le ambiguità definitorie del concetto e comprendere come bilanciare la necessaria tutela della dignità umana con la libertà di espressione, pilastro delle società democratiche. Nel primo capitolo viene fornito un inquadramento teorico, evidenziando la distinzione tra offensive speech, hate speech e incitamento alla violenza. Si esaminano inoltre gli elementi costitutivi del discorso d'odio e i criteri del Rabat Plan of Action, approfondendo il conflitto tra diritti costituzionali e i limiti di legittimità delle restrizioni. Il secondo capitolo ricostruisce il sistema di tutela sovranazionale, analizzando gli strumenti normativi delle Nazioni Unite (in particolare l'ICCPR e l'ICERD), del Consiglio d'Europa e dell'Unione Europea, con focus sul ruolo degli organi di monitoraggio e delle corti internazionali. Il terzo capitolo si concentra sull'applicazione pratica del bilanciamento dei diritti. Attraverso l'analisi di recenti casi giurisprudenziali (tra cui Lenis c. Grecia e Sanchez c. Francia), si valutano i confini tra libertà religiosa o politica e incitamento all'odio, discutendo i rischi del cosiddetto chilling effect. Le conclusioni offrono una sintesi critica del quadro giuridico vigente, sottolineando la necessità di un approccio proporzionale e contestuale per garantire una protezione efficace dei gruppi vulnerabili senza comprimere indebitamente il dibattito pubblico.
Il linguaggio d’odio attraverso la lente dei diritti umani
BONADUCE, GIULIA
2025/2026
Abstract
Il presente elaborato indaga il fenomeno del linguaggio d'odio (hate speech) attraverso la lente del paradigma internazionale dei diritti umani. L'obiettivo della ricerca è analizzare le ambiguità definitorie del concetto e comprendere come bilanciare la necessaria tutela della dignità umana con la libertà di espressione, pilastro delle società democratiche. Nel primo capitolo viene fornito un inquadramento teorico, evidenziando la distinzione tra offensive speech, hate speech e incitamento alla violenza. Si esaminano inoltre gli elementi costitutivi del discorso d'odio e i criteri del Rabat Plan of Action, approfondendo il conflitto tra diritti costituzionali e i limiti di legittimità delle restrizioni. Il secondo capitolo ricostruisce il sistema di tutela sovranazionale, analizzando gli strumenti normativi delle Nazioni Unite (in particolare l'ICCPR e l'ICERD), del Consiglio d'Europa e dell'Unione Europea, con focus sul ruolo degli organi di monitoraggio e delle corti internazionali. Il terzo capitolo si concentra sull'applicazione pratica del bilanciamento dei diritti. Attraverso l'analisi di recenti casi giurisprudenziali (tra cui Lenis c. Grecia e Sanchez c. Francia), si valutano i confini tra libertà religiosa o politica e incitamento all'odio, discutendo i rischi del cosiddetto chilling effect. Le conclusioni offrono una sintesi critica del quadro giuridico vigente, sottolineando la necessità di un approccio proporzionale e contestuale per garantire una protezione efficace dei gruppi vulnerabili senza comprimere indebitamente il dibattito pubblico.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/104601